Progetto Andreani

Palazzo del Podestà

Gli interventi di restauro della prima metà del Novecento, in parte realizzati e in parte no, hanno talvolta mutato profondamente e in modo discutibile la struttura dei palazzi. È tuttavia interessante ripercorrere il progetto ideale che l’architetto Andreani immaginò, spinto da particolari idee estetiche, notevoli per il desiderio di ripristino e di valorizzazione degli antichi edifici.

Aldo Andreani
Il massiccio e controverso restauro dei palazzi comunali avvenuto negli anni quaranta del ventesimo secolo è dovuto alla mente e all'operatività dell'architetto mantovano Aldo Andreani. Costui appartiene a pieno diritto all'eclettismo architettonico, ovvero quella corrente stilistica che, nell'ambito più vasto del modernismo, mescola suggestioni provenienti da epoche completamente diverse e lontane tra loro, creando un insieme di carattere quasi esotico, poiché gli spunti provenienti dal passato vengono utilizzati secondo un criterio estetico e non funzionale. Il passato stesso viene reinterpretato e visto, da occhi moderni, in chiave quasi mitica, come capitava alle prime opere cinematografiche del Novecento.
Il Progetto
Aldo Andreani fu un architetto e scultore di buona fortuna e di notevole ingegno. Nel centro di Milano, molti edifici civili portano il segno visibile del suo intervento. Citiamo il palazzo di via Serbelloni, casa Zanoletti, palazzo Fidia e villa Rasini. Ma fu a Mantova che egli creò il suo capolavoro, ovvero la sede della Camera di Commercio, sita tra via Calvi e via Spagnoli, a pochi passi dai palazzi comunali. Qui egli riesce a creare un ambiente orientaleggiante, dai tratti che rimandano addirittura alle epoche babilonesi ed egizie. L'opera, terminata nel 1914, sfugge ai canoni del liberty per avvicinarsi piuttosto a esempi architettonici viennesi. Nell'immagine, una planimetria del complesso del Palazzo della Ragione e del Podestà.

Da molti anni Aldo Andreani studiava l'evoluzione storica dei palazzi comunali mantovani. Ma l'occasione per riportare, secondo il suo sentimento, questi edifici a nuovo decoro e bellezza arrivò quando egli divenne delegato della Sovrintendenza ai Monumenti di Verona per Mantova e provincia. Iniziò così, a partire dal 1939 e fino al 1944, una serie di lavori che modificarono profondamente non solo l'aspetto del centro storico ma anche il convento di San Francesco, lontano da piazza Erbe e piazza Broletto. Il suo operato, che di fatto si tradusse in una ricostruzione completa del Palazzo della Ragione e ad interventi molto più limitati in relazione al Podestà, venne da subito bersagliato da forti critiche. Gli si rimproverava una scarsa accuratezza filologica, bollando le sue idee come un tentativo di ricreare una realtà visiva e funzionale mai in effetti esistita.

Questa tavola di studio con sezione del Palazzo del Podestà e prospetto del Palazzo della Ragione offre una prima idea del modello generale dell'intervento di Andreani. Egli si trovava di fronte ad una facciata del Palazzo della Ragione che gli interventi settecenteschi avevano, secondo il suo pensiero, deturpato. Inoltre, il piano terreno del palazzo era caratterizzato da un porticato aggettante dove avevano trovato ospitalità nel corso dei secoli numerose botteghe. L'Andreani elimina le aggiunte settecentesche inventando sette trifore, che daranno luce al grande salone. In basso, le arcate vengono riportate allo stesso livello della facciata. Poco viene fatto, invece, in relazione alla Torre dell'Orologio Astronomico, salvo cambiare il suo ingresso.

In questa tavola possiamo chiaramente vedere, a sinistra, il cosiddetto Arengario profondamente modificato da Andreani. Egli inventa le due trifore al primo piano e la serie di colonnine binate al secondo piano. Proseguendo verso destra, ecco uno spaccato del Palazzo del Podestà in cui l'architetto illustra la sua concezione dello scalone che oggi, dopo ulteriori restauri negli anni sessanta del novecento, orna il cortile dei Lattonai. Un tempo, era completamente interno al Palazzo.

La tavola mostra lo stato del cantiere del Palazzo della Ragione al 21 aprile del 1942. Uno degli interventi principali dell'Andreani fu quello di eliminare la seconda torre fancelliana che abbelliva il Palazzo del Podestà e che si innalzava alla sua destra, guardando da piazza Erbe, appoggiandosi al corpo del Palazzo della Ragione. Più bassa rispetto alla torre di sinistra, essa dava proporzione e equilibrio all'edificio. Andreani la rase al suolo.

Ecco il progetto dei nuovi elementi delle trifore del Palazzo della Ragione, inventati e fabbricati ex novo.

Anche i mattoni per le medesime trifore vennero progettati e riprodotti con accuratezza. Il cittadino, ammirando il nuovo aspetto dei palazzi comunali, doveva infatti essere ricondotto con naturalezza ai tempi antichi. Cosi, il restauro diviene una mascheratura basata in gran parte sopra un'invenzione.

Andreani presenta il fianco di Palazzo della Ragione che dà sulla Rotonda di San Lorenzo. Qui si innesta la grande scala che ancora oggi conduce al salone.
Tra il Palazzo e la Rotonda esisteva una casa che Andreani demolì nel 1943, liberando l'accesso al piano superiore, ed evidenziando il profilo medievale a tre archi, sopravvissuto alle diverse demolizioni avvenute nel tempo.

Andreani aveva vinto nel 1934 il concorso per il piano regolatore di Mantova. Il 23 luglio 1940 riceve l'incarico ufficiale da parte del Comune. La rilettura da lui ideata viene sottoposta nel gennaio 1941 all'approvazione della Sovrintendenza; il progetto verrà parzialmente approvato a settembre. Iniziano i lavori nel Palazzo della Ragione, che eliminano gli interventi settecenteschi e costruiscono la merlatura. Nel settembre del 1942 viene posata la pavimentazione del salone. Grande polemica nasce per la demolizione del portico del palazzo. Nel 1943 vengono aggredite le parti degli edifici sul lato di via Giustiziati, Arengario compreso. Infine, nel 1944 Andreani cerca il permesso per intervenire pesantemente sul Palazzo del Podestà. Ma la drammatica situazione bellica blocca le sue richieste.
Nell'immagine, notiamo che nella piazza Erbe da lui immaginata scompaiono le case, peraltro quattrocentesche, che impediscono parzialmente la vista del transetto destro di Sant'Andrea.

Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by:
Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova)
con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova)

Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator:
Sebastiano Sali

Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images:
Giovanni Pasetti

Foto di / Photo by:
Gian Maria Pontiroli

Redazione/ Editors:
Erica Beccalossi
Sara Crimella
Carlotta Depalmas
Veronica Zirelli

Un ringraziamento speciale a / A special thanks to:
Emma Catherine Gainsforth
Elisa Gasparini
Paola Menabò
Ciro Molitierno
Paola Somenzi
Università Iuav di Venezia

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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