Galleria Storica del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco

Da Mantova Museo Urbano Diffuso

La Galleria Storica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è ospitata in una pertinenza del grande complesso del Palazzo Ducale mantovano. In particolare, l’edificio appare nella pianta prospettica della città compiuta da Gabriele Bertazzolo nel 1596. La sua prima destinazione furono le stalle di corte.

Galleria del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (1500)Mantova Museo Urbano Diffuso

In seguito, terminata la dinastia dei Gonzaga, l’immobile appartenne all’Erario, e nel diciannovesimo secolo venne inglobato nella Caserma per Cavalleria e Artiglieria. Dal 1889 venne nuovamente adibito a scuderia.
Oggi, le antiche mura ospitano una straordinaria collezione di automezzi, mezzi leggeri, mezzi navali e aerei che documentano l’evoluzione nel tempo delle attrezzature dei pompieri che operarono e operano per la salvezza della comunità. Naturalmente, il tutto è corredato da una serie di testimonianze ulteriori, conservate in apposite vetrine. Occorre ricordare che i moderni pompieri ebbero origine da una corporazione medioevale di lunghissima vita, detta dei Brentatori. Le brente erano appunto grandi contenitori usati solitamente per il trasporto del vino, ma che in occasione di incendi si dimostravano particolarmente utili per portare l’acqua che questi incendi poteva domare. Il Corpo dei Pompieri venne istituito a Mantova nel 1832: dalle prime basi di volontariato conobbe una rapida evoluzione, che lo portò all’odierna estrema professionalità.

Galleria del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (1500)Mantova Museo Urbano Diffuso

Rosso e fiamme

Il visitatore odierno viene affascinato dalla combinazione dei grandi spazi antichi, nudi nell’apparenza della muraglia a mattoni, e delle vetture di color rosso fuoco che, già dall’ottocento, vennero impiegate per contrastare i frequenti incendi. Nelle due principali gallerie del museo, esse sono disposte in modo ordinato, corredate da targhette esplicative che documentano un’evoluzione di efficienza rivolta al rapido intervento, usando tecniche di costruzione sempre più accurate. Dai primi manufatti in legno, carrette o carrozze modificate, si passa alla produzione novecentesca: ai mezzi corredati di scale e di pompe segue nel dopoguerra un largo insieme di macchinari tesi a portare aiuto nel più breve tempo possibile. Non mancano un elicottero, numerose motociclette, alcuni velocipedi, oltre alla presentazione di uniformi, elmi, lampade e attrezzi di diverso tipo.

Galleria del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (1500)Mantova Museo Urbano Diffuso

Una collezione unica

Ma il museo non è soltanto un insieme di automezzi. Esso rappresenta una storia gloriosa: quella di tante persone, note o anonime, che hanno combattuto negli anni contro le avversità naturali e i danni provocati dall’uomo, portando a salvezza i cittadini, gli edifici e gli altri beni materiali. È curioso che sulle rive del lago di una Mantova dominata nei secoli dall’acqua sorga oggi questa testimonianza importantissima, che vive e si apre grazie all’aiuto volontario di tanti pompieri in ritiro. Ma va ovviamente menzionato il contributo determinante dell’attuale Corpo dei Vigili del Fuoco, che prosegue la sua fondamentale missione, distinto da una efficacia sempre maggiore.

Pompa a mano su carro ippotrainato (1850)Mantova Museo Urbano Diffuso

Pompa a mano su carro ippotrainato

Questa specie di elegante carrozza è il più antico complesso a ruote italiano costruito in modo specifico per essere impiegato contro gli incendi. Risale alla metà del diciannovesimo secolo, e ci riporta ad un’epoca gloriosa in cui il coraggio personale dei pompieri e la loro tenacia risultavano essenziali per combattere le fiamme. Oggi ammiriamo la bellezza del mezzo. Un tempo, esso era un presidio fondamentale per salvare vite umane.

Carro con pompa da incendio ippotrainata (1835)Mantova Museo Urbano Diffuso

Carro con pompa da incendio ippotrainata

Un tuffo nella storia più antica ci porta nella prima metà dell’ottocento, quando le vetture dei pompieri venivano trainate dai cavalli e corrispondevano dunque a carrozze modificate. Questo esemplare venne costruito dalla ditta Czernak, operante nella città austriaca di Teplitz, oggi Teplice nella Repubblica Ceca. Era in grado di trasportare sei uomini di equipaggio e numerose attrezzature. Fu in uso fino ai primi anni del ventesimo secolo, quindi venne impiegato dal distaccamento volontario di Pinerolo.

Biciclette da pompiere (1901)Mantova Museo Urbano Diffuso

Biciclette da pompiere

I due esemplari qui mostrati appartengono ai primi anni del ventesimo secolo. A quel tempo, l’uso di biciclette era fondamentale per garantire ai pompieri un pronto intervento cittadino. Come si vede, la modifica essenziale rispetto ai normali velocipedi consiste nello spazio tondo ricavato tra le due ruote per ospitare il manicotto o la manichetta che veniva poi agganciata all’idrante più vicino al luogo colpito dall’incendio. La bicicletta portava poi asce, funi e altri attrezzi che consentivano di isolare gli incendi. Naturalmente, il colore rosso ribadiva l’appartenenza al Corpo dei Vigili del Fuoco.

Fiat 502 F (1923) di FiatMantova Museo Urbano Diffuso

Fiat 502 F

Questo bellissimo esemplare è interamente restaurato e ci riporta agli anni tra le due guerre. Le autopompe erano ausilii fondamentali per domare gli incendi. La loro efficacia si misurava sia dalla velocità del mezzo che dalla potenza della pompa stessa, in questo caso attrezzata da una centrifuga con sistema di vuoto volumetrico a due pistoni, che consentiva una portata di ottocento litri al minuto. Quanto al motore, si tratta di un 4 cilindri a benzina con accensione a magnete, cilindrata di 1460 centimetri cubici e velocità massima di 65 chilometri all’ora.

Autopompa 502 F (1923) di FiatMantova Museo Urbano Diffuso

Autopompa Fiat 502 F

Ogni particolare del mezzo meccanico sapientemente restaurato ci riporta alla maestria artigianale di quegli anni, che rendeva un manufatto nato per combattere il fuoco in grado di esprimere una bellezza oggettiva, quasi fuori dal tempo.

Automezzi di vario tipo (1901)Mantova Museo Urbano Diffuso

Automezzi di vario tipo

In una sola immagine, tre magnifici automezzi. A sinistra ammiriamo un’Autopompa OM. Loc. costruita nel 1940, l’unica rimasta di una serie di autopompe leggere predisposte espressamente per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Si tratta inoltre del primo esemplare di autopompa chiuso; era dotato di una pompa Bergomi da 1000 litri al minuto, aveva velocità massima di 75 chilometri all’ora e portava un equipaggio di 5 uomini. Al centro, un Anfibio Schwimmwagen, costruito nel 1942 dalla Volkswagen. Poteva viaggiare in acqua ad una velocità di 12 chilometri all’ora, grazie ad un’elica ribaltabile verso l’alto. Fu consegnato ai Vigili del Fuoco nel 1952, ed usato nell’alluvione del Polesine. A destra, una Autoambulanza Fiat 1100 BLR, assemblata nel 1942, con velocità massima di 88 chilometri all’ora. Poteva trasportare una barella con i relativi servizi.

Anfibio GMC (1943)Mantova Museo Urbano Diffuso

Anfibio GMC

Questo mezzo anfibio venne impiegato per lo sbarco in Normandia ed in seguito adattato alle esigenze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a partire dal 1951. Particolarmente efficace negli interventi per aiutare le popolazioni alluvionate fu utilizzato ad esempio in Polesine, in Olanda ed a Firenze nel 1966. Rimase attivo fino ai primi anni ottanta. Poteva trasportare fino a quaranta uomini e fino a cinquanta quintali di materiale. Il suo motore GMC a sei cilindri erogava una potenza di 95 hp, che consentiva una velocità di 14 chilometri all’ora in acqua e di 85 su strada.

Elicottero Agusta Bell 47G 3B-1 (1956)Mantova Museo Urbano Diffuso

Elicottero Agusta Bell 47 G 3B-1

Questo bell’esemplare di elicottero venne a lungo usato dal maggiore Rinaldo Enrico, medaglia d’oro al Valor Civile alla Memoria. Si tratta di un triposto con doppio comando, il che lo rendeva adatto ai corsi di addestramento. È dotato di un gancio baricentrico e poteva montare galleggianti o pattini da neve. La sua velocità massima era di 150 chilometri all’ora, mentre il suo peso è di 777 chilogrammi. L’agilità delle forme sorprende ancora oggi e corrisponde alla sua antica maneggevolezza, ideale per rapidi interventi.

Riconoscimenti: storia

Ideato e promosso da / Founded and Promoted by: Mattia Palazzi (Sindaco del Comune di Mantova) con Lorenza Baroncelli (Assessore alla rigenerazione urbana e del territorio, marketing urbano, progetti e relazioni internazionali del Comune di Mantova) Coordinamento Scientifico / Scientific Coordinator: Sebastiano Sali Curatore testi e immagini / Superintendent texts and images: Giovanni Pasetti Foto di / Photo by: Art Camera Redazione / Editor: Erica Beccalossi Assistente / Assistant: Annica Boselli Ringraziamenti a / Greetings to: Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Mantova

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
Mostra altro
Tema correlato
Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016
Una vetrina dei migliori tesori culturali di Mantova. Da antichi monumenti all'arte moderna, lasciati ispirare dalle meraviglie di questa incredibile città.
Visualizza tema
App Google