La caduta di Iperione di Cy Twombly

Touch & Hold

L’opera esposta nel 1964 alla XXXII Biennale di Venezia con il titolo La caduta di Iperione, viene definita da Cy Twombly come Second voyage to Italy, che lo considera il titolo reale.
Il primo viaggio in Europa del 1952 durante il quale Twombly va in Francia, Spagna, Marocco e Italia. Mentre il secondo viaggio in Italia è del 1957, quando l’artista decide di vivere definitivamente a Roma.

Si spiega così l’intento sul tema mitologico: Iperione è uno dei 12 titani figli di Urano e Gea e il suo nome significa “colui che precede il sole”. Titano della vigilanza dell'osservanza, è padre di Elio, Eos e Selene, rispettivamente Sole, Aurora e Luna.

L’artista, come l’eroe di Hölderlin affascinato dalla bellezza e dall’armonia che sprigiona la
cultura greca, riscopre in una visione moderna la cultura antica e la rielabora in una nuova
espressione visiva, inserendo il colore e amplificando le tele, lasciando tracce indelebili su spazi volutamente bianchi.

Agli inizi degli anni sessanta Twombly usa tele sempre più grandi quasi fossero degli schermi
cinematografici, “degli scudi ideali”, dove proiettare macchie, tracce, macchie, filamenti, grumi sul
bianco.

L’artista traduce in un “alfabeto, tra sillabico e ideografico” il gesto proprio dell’espressionismo astratto americano per arrivare, attraverso la precedente fitta grafia degli anni cinquanta, a uno “spazio mesopotamico”.

La caduta di Iperione o Secondo viaggio in Italia by Cy TwomblyLa Galleria Nazionale

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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