Gianfranco Ferré: Cina, fascinazione e magia

Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Vaso in bronzo, dinastia Shang (1600 - 1046 B.C.)Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il Kui, elegante nella forma e nelle decorazioni, è un antico vaso di bronzo, risultato della fusione che era considerata qualcosa di misterioso, soprannaturale e mistico.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

In questa giacca di flanella un ricciolo a ripetizione geometrica, ispirato alla coda del drago, è ricamato con cordoncino, secondo il modello frattale cinese.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

La decorazione maggiormente esaltata dalla materia, un tubolare di nappa laccata, cinge il busto con una forma plastica ad andamento circolare continuo di grande unicità ed effetto.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il tubolare in nappa dorata e laccata costruisce, senza soluzione di continuità e con andamento avvolgente su una base in tulle, un’opera unitaria come stampo cavo del corpo.

La tecnica in Ferré fa parte di quella sperimentazione che va sempre oltre ogni semplice realizzazione e trova nella sfida la sua ragione d’essere.

Decorazione dorata della tomba dei Xiongnu, periodo dei Xiongnu (209BC - 93 AD)Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Le decorazioni portano immagini cariche d’implicazioni magico-simboliche che recuperano soggetti arcaici incisi con stampi a cera persa, assicurando così una lavorazione esclusiva.

Medaglione realizzato secondo un'antica tecnica: l’agemina, nata in Cina nel campo della lavorazione del bronzo, con la dinastia Hsia (XXI - XVI secolo a.C.).

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

“La T-shirt in nappa è dedicata ad una donna che porta, in questo mondo, antipodi e contrapposizioni, per arrivare a quell’ordine disordinatamente libero che oggi, per me, è la moderna eleganza. Con la volontà di rendere tutto personale…”

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

La lunga giacca in cui la pelle si sposa con i medaglioni ageminati è pensata ad una donna dalla personalità forte, dallo stile metropolitano e vibrante.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il giubbotto in pelle e galuchat con la forte presenza del ricciolo barocco, decorato con i simboli della tradizione, sottolinea la grinta di una donna con il suo guardaroba di lusso selvatico, di opulenza violenta, di primitiva raffinatezza.

Decorazione tradizionale cinese a sole doratoCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

“Memorie di libri, ricordi di viaggi, favole, racconti fantastici... il drago d'Oriente che divora la voluta barocca... le terre del Sol Levante e la Cina viste da un osservatorio europeo, guardate attraverso i vetri di una lanterna magica...”

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Secondo il pensiero taoista "il Drago Celeste è il destriero che giunge a testimoniare e sancire la riuscita di una vita”.
Animale mitico, collegato ai progenitori dei cinesi, Fu Xi e Nu Wuo, è simbolo di coraggio, potenza e virilità.

Ferré traduce il suo amore per le chinoiserie in questo pantalone in seta jacquard percorso, con andamento a meandro, da un intreccio di draghi d’oro dal soffio infuocato che nella sfarzosità della composizione rafforzano il loro potere.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il drago, Loong, entra come elemento decorativo sull’abito dell’imperatore e degli alti funzionari durante la dinastia Han 206 a.C.

Ferré trae piacere nel trasporre nei suoi capi una complessa poesia figurativa d’immaginari racconti simbolici: come nella dorata T-shirt in tulle di seta sottile laccata, che avviluppa al proprio centro un complesso ricamo raffigurante il dinamico corpo di un drago.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Incanti, decori impossibili eseguiti con tecniche esecutive sperimentali elaborano sul tulle di seta un all over di ricami in oro.
La raffinata esecuzione di onde e medaglioni, che hanno come soggetto il drago nel loro complicato intreccio, creano un dinamico effetto armonico di raffinata preziosità.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

“Riconosco di avere un debole particolare per l’oro in tutti i suoi riflessi, per i luccichii e la luminosità dell’argento e per il lucido calore del bronzo”.

Preziose sfumature si accordano alla magica luce dell’oro per coniugare i sontuosi ricami del body, la cui leggerezza si contrappone alla materica ricchezza della gonna, trattenuta in vita da una cintura in organza doppiata da tulle ricamato con rigide volute di cordoncino placcato ad effetto oro.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il pizzo d’oro sulla base di tulle “nude” rende unica una giacca di gran pregio esecutivo, ornamento del corpo che, al pari di un gioiello dai bagliori gold, è “riservato a donne dai mille aggettivi”.

La placcatura dei cordonetti con lamina oro pressata, viene eseguita in due fasi, la prima sugli spessori più sottili, successivamente su quelli di maggiore consistenza.

Ritratto dell'imperatrice della Cina Cixi della dinastia Qing degli anni 1900Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il ricamo cinese, Xiang, ha una storia antica di oltre 2000 anni e utilizza differenti tipologie di punto per dare la maggiore vividezza possibile al disegno.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Ferré accende di tridimensionalità il suo ricamo che diventa materico e supera perfino la prestanza lussuosa dello splendido broccato.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il colore mutevole dell’acquamarina offre, nel broccato fiammato, la base migliore per la luce e la rilevanza materica lussuosa del ricamo in argento e brillanti Swarovski.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il gioco delle contrapposizioni sottolinea la scelta di un tono denso del blu gemmato da preziosi ricami su organza: i medaglioni, applicati attorno alla scollatura e a definire il punto spalla, riprendono alcuni elementi decorativi di un trono cinese intagliato e laccato.

Dettaglio di un trono cinese inciso in lamina d'argento, 928 ACCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

E’ il dettaglio di un trono cinese (928 a.C.), ma fa pensare ad un manufatto leggero, aereo, quasi trasparente.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Gianfranco Ferré non ama il citazionismo come formula esemplificativa del progetto. Egli fa vivere in una femminilità moderna le atmosfere decorative dell’Oriente, che trovano nel colore denso del tessuto, in cadì di seta e raso duchesse, e nei ricami di tre medaglioni un eco di contemporanea bellezza.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1990 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Gli abiti da cerimonia, utilizzati per oltre duemila anni nell’antica Cina dall’Imperatore e dai dignitari durante i riti propiziatori, segnavano in alto il punto vita con una fascia in tessuto legata, dalla cui parte inferiore pendevano decorazioni chiamate Bi xi con simboli di protezione per la dignità reale.

Ambra cinese, Liaioning, distretto di Fushun, ManciuriaCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Nella località di Liaioning, nel distretto di Fushun in Manciuria, vicino ad una vecchia miniera di carbone, qualche centinaio di anni fa è stata trovata una piccola vena d’ambra, originata nel Paleocene. Ora la miniera è quasi esaurita, ma l'odierna lavorazione di resine artificiali riporta alla luce l’antico splendore.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

“… monili che legano il gioiello al corpo e ne sottolineano i movimenti. Li seguono con fedeltà, li enfatizzano, li addolciscono interpretandone la grazia e l’armonia, esercitando un richiamo di seduzione: bracciali che tintinnano all’unisono con l’oscillazione del braccio, collane che si allungano seguendo la silhouette…”

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Le atmosfere raffinate dei colori in camaieu degli outfit accompagnano la rilevanza dei toni delle collane composte da grosse boule che catturano, in scala cromatica, tutte le sfumature dell’ambra.

Scatola cinese in lacca rossa incisa, dinastia Ming, periodo Yanglo, 1403-1424Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

La scatola in legno laccata color rosso vivo è espressione di una maestria che durante la dinastia Ming ha raggiunto livelli ineguagliabili.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

E’ analoga la raffinatezza contemporanea nella lavorazione dei bracciali in resina artificiale su base di ottone.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il lusso depurato della foggia moderna dell’abito d’ispirazione maschile fa vivere ed esalta il bracciale cesellato nel quale si rincorrono draghi ed elementi decorativi della simbologia cinese.
“… in una sintesi di sontuosa nettezza, di severità fastosa. Perché solo gli opposti convivono in armonia...”

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Ha un appeal severo e meno fastoso una raffinata immagine in total black, ispirata al cheongsam, il tradizionale abito femminile: i bracciali, in un inusuale colore nero, ripropongono simboli finemente cesellati.

Gianfranco Ferré, Spring 2001 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

La filettatura in oro delle modanature è l’elemento ornamentale aggettante che trasforma questi bracciali in manufatti pregevoli collegabili al design di antichi oggetti della tradizione cinese.

Gianfranco Ferré, Spring 2001 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Il rosso lacca, perfetto grazie all’amalgama di resine, trasforma i bracciali creati per questa collezione in oggetti capaci di vivere una propria indipendenza progettuale che prescinde la funzione d’uso decorativa del corpo.

Gianfranco Ferré, Primavera / Estate 1986 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Da sempre, per Gianfranco Ferré il gioiello non è mai stato un oggetto-accessorio, ma un ornamento integrato all’abito e alle atmosfere del corpo contaminate da elementi di grande impatto decorativo, come questo bracciale che accoglie in sé elementi plastici e materiali diversi.

Gianfranco Ferré, Primavera / Estate 1986 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

La sinuosa essenzialità dell’abito proietta l’attenzione sul bracciale importante, che subito diventa protagonista, anche nel diretto rimando cromatico al capo.

Ornamento di metallo dorato 978 ACCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Ritorna il drago, simbolo cinese per antonomasia, in metallo dorato, in un monile risalente al X secolo a.C.

Gianfranco Ferré, Autunno / Inverno 1992 di Gianfranco FerréCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

In un massiccio bracciale, di artigianalità contemporanea, la raffinata fattura esalta il fascino di un immaginario leone-drago.

Gianfranco Ferré, Advertising Autunno / Inverno 1992 di Gian Paolo BarbieriCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Rosso e oro, ricami e decori, trasparenze, ornamenti, simboli… il riassunto della fascinazione e della magia cinesi che hanno conquistato Ferré.

Disegno della mappa della CinaCentro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

"Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”.

(Anonimo)

Gianfranco Ferré, 1996Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

Parole, idee e pensieri di Gianfranco Ferré, proposti come citazioni, sono ricavati da sue interviste, note, lezioni e appunti, esprimendo nella forma più diretta e immediata la passione per “l’infinito viaggiare”, reale ma molto più spesso immaginario, che ha sempre animato il suo stile e le sue collezioni.
 
Pubblicazioni:
Ferré Gianfranco, “Lettres à un jeune couturier”, Editions Ballard, Paris, 1995.
Ferré Giusi (a cura di), “Gianfranco Ferré. Itinerario”, Leonardo Arte, Milano, 1999.
Frisa Maria Luisa (a cura di), “Gianfranco Ferré. Lezioni di Moda”, Marsilio, Venezia, 2009.
A.A.V.V., “Fashion Intelligence”, Edizioni del Sud, Bari 2016.

Interviste:
Mara Cantafio Cappelletti, “Bijoux primo amore”, Ornamenta, marzo 1998.
Maria Luisa Frisa, “Un sogno lungo vent’anni”, Amica, 9 ottobre 1998.
Guido Vergani, “Ferré”, Sette,10-16 ottobre 1998.
Brigitte Benkemoi, “Gianfranco Ferré, Carnets de voyage”, AOM Magazine, dicembre 1998 / gennaio 1999.
Samantha Conti, “Hip Hip Ferré”, W Magazine, ottobre 1998.
Renata Pisu, “Shanghai Chic”, D Repubblica, maggio 2001.
Sylvie Dauvillier, “Gianfranco Ferré Mode in Shanghai”, Point de Vue, 5 maggio 2001.
Maria Rita Stiglich, “Moda senza confini”, Pellicce Moda, dicembre 2001.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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