I piedi ben piantati per terra e gli occhi puntati sulle stelle

Il ricordo di Margherita Hack in occasione del 99esimo anniversario dalla sua nascita

Da Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Margherita Hack and her parentsMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Una vita tra le stelle: gli inizi

Margherita Hack nacque il 12 giugno 1922 a Firenze in via Cento Stelle, angolo Campo di Marte, un segno del destino. Era figlia unica, nata da padre protestante e madre cattolica, ma genitori non le imposero nessun credo religioso. Margherita creò la sua identità in maniera indipendente: atea e convinta che la spiritualità consista nella capacità di amare e comprendere gli altri, uomini e animali.

Margherita Hack, young athleteMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Dopo aver completato gli studi classici, decise di iscriversi alla Facoltà di Fisica. Questa scelta, che cambiò per sempre la vita di Margherita, non fu facile. Al tempo, le scienze come la fisica, non erano materie con molte studentesse iscritte, ma Margherita seguì la sua vocazione: le stelle.

RS Puppis (ESA/HUBBLE) (17 December 2013)Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Gli occhi puntati sulle stelle: la carriera

Margherita Hack si dedicò alle stelle fin dalla sua tesi di laurea sulle Delta Cephei, le stelle con luminosità variabile. Perché sono così importanti? Hack mostra come dalla luminosità e dall'intensità variabile di queste stelle sia possibile calcolare la loro distanza dalla Terra.

Le stelle di tipo Delta Cephei sono la prima vera unità di misura della galassia. Siamo nel 1957: non ci sono ancora i satelliti e bisognerà aspettare 12 anni per vedere lo sbarco dell’uomo sulla Luna. Il cielo, le stelle e i pianeti si osservano dalla terra con potenti telescopi.

Margherita Hack at the Trieste Observatory (1964/1997)Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Margherita Hack si dedicò anche all'osservazione attraverso i raggi ultravioletti: "Guardare all'universo attraverso raggi ultravioletti vuol dire osservare fenomeni altrimenti invisibili" scriveva l'astrofisica. La sua attenzione si concentrò particolarmente sulla stella 'Epsilon Aurigae.

Margherita Hack at the Trieste ObservatoryMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Dal 1963 studiò le quasar, nuclei centrali, si scopre, di galassie lontanissime.

Margherita Hack at the Trieste ObservatoryMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Studiò anche le radiazioni fossili, filone che si riconduce alla continua evoluzione dell'Universo dopo il Big Bang. Il trattato di Margherita Hack "Stellar Spectroscopy", scritto insieme a Otto Struve, è ancora considerato un testo fondamentale.

Margherita Hack speaks at Montemarenzo (1988)Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Un punto cruciale della sua carriera giunse con la sua prima ricerca su Zeta Tauri, che le permise di iniziare progetti indipendenti.

Un'altra tappa fondamentale fu nel 1964: venne nominata prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico a Trieste.

Margerita Hack speaking in FirenzeMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

I piedi ben piantati per terra

Da vera innovatrice, accompagnò sempre la divulgazione alla ricerca pura: riuscì a portare l'astronomia e l'astrofisica nei teatri, nei programmi televisivi, scrisse libri per bambini e divenne persino un fumetto.

"Spiegare cose complicate con parole semplici" il suo obiettivo.

Era una divulgatrice divertente e sorprendente. Grazie alle sue parole semplici e potentissime, il pubblico non accademico scoprì la magia della scienza e i misteri dell'Universo.

Margherita Hack at Genoa "Festival" della Scienza (2011-10-28)Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Non tutti i suoi colleghi la compresero. Lei sorrideva e ironizzava sempre, ma non arretrò mai di un passo diventando una delle scienziate più popolari ed amate dai giovani.

Margherita Hack at the event "Sulle Spalle dei Giganti" at Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano (4 March 2004)Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Margherita Hack e il sovrannaturale

Margherita Hack, con la sua proverbiale schiettezza e onestà intellettuale, non fece mai mistero del suo ateismo. Non come dogma, ovviamente, approccio che non le poteva appartenere, ma come razionale convinzione. Del suo rapporto con il soprannaturale e con la religione ebbe modo di parlare in più di un’occasione confrontandosi, apertamente e senza alcuna soggezione culturale, anche con i massimi esponenti della Chiesa Cattolica. Come accadde nel 2004 al Museo della Scienza e della Tecnologia d Milano dove un seguitissimo confronto con monsignor don Giovanni D’Ercole viene ancora oggi ricordato per le centinaia di persone che assistettero all'evento.

Margherita Hack & Museo Scienza (Interview) (2008)Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

In questo video del 2008, la scienziata racconta come ha intrapreso la carriera nell'astrofisica, ripercorre le tappe degli studi astronomici del XX secolo e commenta lo stato della cultura scientifica in Italia.

Margherita Hack and Marco SantarelliMuseo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci

Il 26 luglio 2018 è nata la Fondazione Margherita Hack, il cui compito è quello di catalogare l'ampio lascito librario di 18.000 volumi appartenuti a Margherita e al marito, Aldo De Rosa, ospitati nella biblioteca comunale che sarà a lei dedicata a Trieste. La Fondazione è stata creata da Marco Santarelli, con il quale Margherita Hack ha collaborato per oltre dieci anni e scritto tre libri, tra cui “Sotto una cupola stellata” (Einaudi).

Riconoscimenti: storia

Questa storia è stata realizzata in partnership con Fondazione Margherita Hack. Fondata da Marco Santarelli, l'istituzione ha come obiettivo la conservazione e la divulgazione dell'eredità scientifica e culturale di Margherita Hack.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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