Le campane di padre Jean Baptiste Fourcault

Una collezione di 200 anni

La vetrinaSistema Museale Università di Parma

La collezione Fourcault

Trentacinque uccelli e un mammifero, tassidermizzati e racchiusi in campane di vetro, sono quanto rimane della più estesa collezione originaria, concepita da Jean Baptiste Fourcault. Ancora intatta a distanza di oltre due secoli, questa raccolta rappresenta l’origine del Museo di Storia Naturale dell'Università di Parma, nonché una delle più antiche collezioni zoologiche conservate all’interno di un museo italiano.

Il bigliettoSistema Museale Università di Parma

Jean Baptiste Fourcault e l’origine del Museo di Storia Naturale

Jean Baptiste Fourcault, frate del Convento dei Minimi, nasce in Francia nel 1719. Noto sia per le sue doti di imbalsamatore e illustratore di animali che per le rilevanti ricerche sistematiche, giunge a Parma nel 1763, nominato ornitologo presso la Corte Ducale di Filippo I di Borbone. In pochi anni Fuorcault porta a compimento la sua opera: una fondamentale collezione ornitologica che dà origine nel 1766 al Gabinetto di Ornitologia divenuto in seguito Museo di Storia Naturale, da lui diretto fino alla sua morte, nel 1775. Si fregiava del titolo di “Ornithologiste de S.A.R. l`Infant Duc de Parme”, come compare nella parte superiore del biglietto autografo ritrovato in una delle campane di vetro, dove compare in un medaglione circondato da ogni sorta di uccelli in volo e posati su fronde.

La vetrinaSistema Museale Università di Parma

La vetrina

In una vetrinetta della stessa epoca sono disposti su tre file 11 vasi integri, perfettamente conservati, che contengono, in senso orario da destra in basso: Scoiattolo (e due noci);· Pettirosso; Passera d’Italia (m.); Averla piccola (m. e f.); Fringuello (m.);· Codibugnolo; Regolo; Canarino; Cutrettola (2 esemplari); Cinciallegra; Ortola-no;· Balestruccio; Usignolo; Culbianco (m.); Ballerina bianca; Rondine;· Averla cenerina (2 esemplari);· Assiolo (e tre uova);· Verdone; Strillozzo;· Picchio verde; Picchio rosso maggiore;· Storno roseo (e due uova);· Ghiandaia;· Parrocchetto dal collare (e due uova, due noci, Vanessa atalanta, Cervo volante.

Lo Scoiattolo di FourcaultSistema Museale Università di Parma

Il mistero della sua opera

Le campane di vetro presentano come unico accesso una imboccatura estremamente piccola, che è stata sigillato dopo avervi introdotto gli animali, tutti di dimensioni ben superiori all’imboccatura e in pose assolutamente naturali e piuttosto complicate da ottenere. Impossibile comprendere la tecnica utilizzata da Fourcault, che ha da allora incuriosito molti studiosi: essa rimane ancora oggi un mistero mai svelato del quale Fourcault rimane l’unico inventore e depositario. Gli stessi vasi sarebbero unici, almeno per questo tipo di impiego, forse fatti realizzare appositamente dallo stesso Fourcault.

Lo scoiattolo
Sciurus vulgaris

Nel 1884, l’allora direttore del Museo Pellegrino Strobel, così descriveva la collezione: «Si tratta di una dozzina di campane a piedistallo, di vetro, aperte solo in alto mediante un foro circolare del diametro di 15 a 30 millimetri, che venne chiuso da tappo di legno fermato internamente per mezzo di legnetti trasversi, oppure da tappo di vetro, per modo da non poter più essere levato..

Gli animali imbalsamati, quasi tutti uccelli, rinchiusi in quelle campane di vetro, sono ancora, dopo oltre un secolo, perfettamente conservati ed intatti, senza traccia alcuna di tarlo. Essi vi si trovano collocati come certi giocattoli in bottiglie, provenienti dalla Germania (Norimberga?)” (Pellegrino Strobel. Il Gabinetto di Storia Naturale della Regia Università di Parma. Tip. Rossi - Ubaldi, Parma 1884)

La Ghiandaia di FourcaultSistema Museale Università di Parma

La ghiandaia
Scops Zorca

A rirpova della segretezza della sua tecnica, Fourcault, con l’arguzia tipica dei naturalisti del secolo dei Lumi, inserì nel becco della Ghiandaia un piccolo cartiglio con la scritta: "J'atteste que le p. Fourcault Minime m'a fait entrer dans ce cylindre par son orifice 1774", che tradotto suona così: “Confermo che il padre Fourcault mi ha fatto entrare in questo vaso passando dalla sua apertura”.

L'Assiolo di FourcaultSistema Museale Università di Parma

L'assiolo

Il vaso contenente l’Assiolo reca una dicitura in francese, applicata sull’asse del posatoio, che protesta l’onestà della costruzione dello stesso: «que le lecteur ne s’imagine pas que ce juchoir ne soit composé que de trois pièces comme il le parait et qu’il n’ait pu passer par le col du cylindre c’est une erreur des plus grossières. À la cour de Parme le 4 mai 1773».

Il manoscritto di P.FourcaultSistema Museale Università di Parma

Il messaggio nella campana

All’interno di una campana è contenuto un biglietto in lingua francese che si suppone autografo di Fourcault, che è una sorta di testamento spirituale della sua tecnica, che recita : “Il padre Jean Baptiste Fourcault, dei frati minimi francesi, ornitologo di Sua Altezza Reale, il giovane Duca di Parma, è nato a Fontaine francaise, nel Ducato di Borgogna, presso Digione, il 4 maggio 1719. La procedura di chiudere gli oggetti nel cilindro introducendoli attraverso il suo piccolo orifizio fu da lui ideata nel 1765 dopo una lunga serie di anni di prove che portò alla perfezione nel 1771. É un segreto di cui egli è inventore e unico possessore”

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