Elezioni a Pompei

Candidati e propaganda nelle iscrizioni del MANN

Da Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Frammento di intonaco con iscrizione dipinta CLVI.5. (Età giulio-claudia o flavia)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Scrivere sui muri

Le vie di Pompei hanno restituito migliaia di iscrizioni tracciate con pennello e vernice rossa o nera sulle pareti di edifici pubblici e privati lungo le principali direttrici cittadine, finanche in prossimità delle necropoli. Più di 2.600 di questi testi, parte dei quali esposti al MANN, costituiscono un documento sorprendente di quella che oggi definiremmo propaganda elettorale. Le iscrizioni restituiscono i nomi di candidati, cariche e sostenitori, definiscono i requisiti ritenuti imprescindibili per amministrare una comunità, ma soprattutto testimoniano la vivacità e la partecipazione alla competizione elettorale in un centro romano di media grandezza e importanza, quale era Pompei, in diverse fasi tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.

Frammento di intonaco con iscrizione dipinta CLVI.4. (Età flavia)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Schemi e formule

Il testo dei messaggi elettorali segue uno schema ricorrente affidato a sigle e abbreviazioni. La struttura prevede il nome del candidato, solitamente scritto per esteso in caso accusativo e con lettere di dimensioni leggermente maggiori, l’esaltazione delle sue virtù morali e la menzione della carica cui aspira, introdotta da un verbo di raccomandazione. La formula può includere anche il nome dei sostenitori, i rogatores, singoli o riuniti in gruppi, e il nome del professionista artefice delle iscrizioni, lo scriptor.

Vettium Firmum aed(ilem)
o(ro) v(os)
f(aciatis), d(ignum) r(ei)
p(ublicae).

"Vi prego di eleggere come edile Vettius Firmus, degno della pubblica amministrazione".


Esponente della famiglia dei Vettii, particolarmente nota ed influente a livello locale, Aulo Vettio Firmo è protagonista di numerose scritte elettorali, dove riceve il sostegno di singoli e di gruppi, come quello dei giocatori di palla (pilicrepi), dei feltrai (quactiliarii) e dei venditori di frutta (pomarii).

Il termine “edile” (aedilis) è abbreviato delle prime tre lettere AED unite da un unico nesso. L’esortazione al voto è resa dalle lettere OVF (oro vos faciatis).

Frammento di intonaco con iscrizione dipinta CLVI.3. (Età flavia)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Appello per i candidati Caius Cuspius Pansa e Lucius Albucius Celsus

Gli aspiranti magistrati dovevano possedere requisiti ben precisi, tra cui un'età di almeno 25 anni, l'essere cittadini romani di pieno diritto, quindi nati liberi e da giuste nozze, ed essere residenti nel territorio municipale. Dovevano poi far mostra di una condotta irreprensibile e di un patrimonio adeguato, dal momento che gli incarichi pubblici non erano retribuiti ma, anzi, erano i magistrati stessi a compiere atti di munificenza verso la città. I candidati al duovirato dovevano aver già ricoperto la carica di edile.

[Cuspi]um Pansam
aed(ilem) o(ro) v(os)
f(aciatis). “Vi prego di eleggere edile Cuspius Pansa”.
Albucium [aed(ilem)].
“Albucius come edile".

Frammento di intonaco con iscrizione dipinta CLVI.2. (Età flavia)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Appello per Aulus Trebius Valens e Marcus Cerrinius Vatia alla carica di edile

La colonia di Pompei era amministrata da due coppie di magistrati, che restavano in carica un anno, ciascuna con diverse funzioni e gradi di autorità: i duoviri iure dicundo, magistrati giusdicenti di rango superiore che esercitavano il potere esecutivo e giudiziario, e i duoviri aediles, detti anche solo aediles, cui era conferito un ruolo di tipo amministrativo di supervisione sull’edilizia, sulla sicurezza, sul funzionamento della città. Gli edili erano pertanto addetti a funzioni di controllo relative all’ordine pubblico, alla manutenzione delle strade, dei templi e degli edifici pubblici, alla vigilanza sui mercati, all’approvvigionamento.

Trebium aed(ilem) v(irum)
b(onum) o(ro)
v(os) f(aciatis.
"Vi prego di eleggere edile Trebio, uomo probo".
M(arcum) Cerrinium Vatiam aed(ilem) o(ro)
v(os) f(aciatis), d(ignum)
r(ei)
p(ublicae).
"Vi prego di eleggere edile Marco Cerrinio Vatia, degno della pubblica amministrazione".

Frammento di intonaco con iscrizione dipinta CLVI.5. (Età giulio-claudia o flavia)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Candidature all'edilità dai Praedia di Iulia Felix

Il testo elettorale, aggiunto sotto un annuncio di affitto del complesso di proprietà di Giulia Felice, fa riferimento ai candidati alla carica di edile Aulus Suettius Verus, Lucius Ceius Secundum e, probabilmente, Lucius Caecilius Capella.

A(ulum) Suettium Verum aed(ilem) v(iis) a(edibus)
s(acris) p(ublicis)
p(rocurandis), d(ignum) r(ei)p(ublicae), probum, o(ro)
v(os) f(aciatis).

"Vi prego di eleggere edile addetto alla cura di strade, edifici sacri e pubblici, Aulus Suettius Verus, uomo probo, degno della pubblica amministrazione".

La titolatura della carica di edile è completa e ne specifica le principali funzioni.

L(ucium) Ceium Secundum aed(ilem)
o(ramus)
v(os)
f(aciatis).
Proculus et Canthus
r[o]g[ant].
"Vi chiediamo di eleggere edile Lucius Seius Secundum. Lo chiedono Proculus e Canthus".
L(ucium) C(aeciulium) Capella(m).
"Lucius Caecilius Capella (come edile)".

Frammento di intonaco con iscrizione dipinta CLVI.9b. (Età flavia)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Una candidatura multipla

Le sole iniziali indicano al primo rigo i nomi di Publius Paquius Proculus e Aulus Vettius Caprasius Felix, che costituiscono la coppia candidata al duovirato, e al secondo rigo quelli di Marcus Elpidius Sabinus e Quintus Marius Rufus, coppia di candidati all’edilità. Si legge invece per esteso, ma procedendo da destra verso sinistra, il nome dello scriptor artefice dell'iscrizione, SUILIMEA, che sta per Aemilius, gentilizio di Publius Aemilius Celer, ben noto a Pompei,che era solito apporre in questo modo la propria firma.

Iscrizione dei duoviri Lucius Sepunius Sandilianus e Marcus Herennius Epidianus CLV.9. (seconda metà I secolo a.C.)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Elezioni ed eletti

Le elezioni suscitavano viva partecipazione e coinvolgimento della comunità. Erano scandite da tre momenti fondamentali: la presentazione delle candidature, la propaganda e le votazioni in cui coloro che esercitavano il diritto di voto erano convocati nel Comitium. Una volta eletti, i magistrati in carica si distinguevano con atti di liberalità e munificenza a vantaggio della collettività, di cui resta traccia epigrafica sui monumenti cittadini. Nella seconda metà del I secolo a.C., ad esempio, i duoviri giusdicenti Lucius Sepunius Sandilianus e Marcus Herennius Epidianus fanno costruire a proprie spese un sedile circolare con orologio solare.

L(ucius) Sepunius L(uci)
f(ilius) Sandilianus, M(arcus) Herennius
A(uli)
f(ilius) Epidianus,duovir(i)
i(ure)
d(icundo), scol(am) et
horol(ogium) d(e)
s(ua) p(ecunia) f(aciundum) c(uraverunt).

Iscrizione dei duoviri Lucius Caesius e Caius Occius CLV.2. (-80 a.C. - 60 a.C.)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

L'attività dei magistrati . Costruzione delle nuove terme del Foro

L'iscrizione, che risale alle prime fasi della colonia di Pompei (fondata in età sillana intorno all'80 a.C), documenta la costruzione e il collaudo dell'impianto termale del Foro, realizzato dal duoviro giusdicente Lucio Cesio e dai duoviri Gaio Occio e Lucio Niremio, a spese pubbliche e su deliberazione del consiglio cittadino costituito dai decurioni.

L(ucius) Caesius C(ai)
f(ilius), d(uo)v(ir) i(ure)
d(icundo), C(aius) Occius
M(arci)
f(ilius), L(ucius) Nìraemius A(uli)
f(ilius), II̅v(iri) (duoviri), d(e)
d(ecurionum) s(ententia) ex peq(unia)
publ(ica) fac(iundum)
curar(unt)
prob(arunt)q(ue).

Iscriizone dei duoviri Gaius Uulius e Publius Aninius CLV.1. (-80 a.C.-60a.C.)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Dedica per la ristrutturazione delle Terme Stabiane

I due magistrati in carica, duoviri giusdicenti, intervengono sulle Terme Stabiane, uno dei complessi più antichi della città risalente già alla fase sannitica, impiegando il denaro che per legge doveva essere destinato ai giochi o ad un monumento. I duoviri fanno restaurare, e collaudano, il portico, la palestra, il laconicum, ambiente funzionale alla sudorazione del corpo, e il destrictarium, ambiente dedicato alla detersione.

C(aius) Uulius C(ai) f(ilius), P(ublius) Aninius C(ai)
f(ilius), IIv(iri) (duoviri) i(ure)
d(icundo),laconicum et destrictarium
faciund(a) et porticus et palaest̂r(am) reficiunda locarunt, ex d(ecreto)
d(ecurionum), ex ea pequnia quod eos e lege in ludos aut in monumento consumere oportuit, faciun(da) coerarunt eidemque probaru(nt).

Dedica a Marco Olconio Rufo, CLV.13. (età augustea)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Iscrizione onoraria per il duoviro Marcus Holconius Rufus dal Foro di Pompei

L'iscrizione reca omaggio a Marco Olconio Rufo, appartenente ad una delle famiglie più in vista della città e attive tanto nell'amministrazione quanto nelle attività produttive. Artefici del restauro del teatro in età augustea, agli Holconii furono tributati una serie di onori dai propri concittadini, di cui resta memoria in numerose iscrizioni. In questo caso si celebra Marco Olconio Rufo, che ricopre per due volte la carica di duoviro giusdicente anche in veste di duoviro quinquennale, ovvero il magistrato incaricato del censimento che si effettuava ogni cinque anni. Riceve inoltre il titolo di tribuno militare per nomina popolare ed è tra i primi ad assumere il ruolo di flamine di Cesare Augusto, ossia sacerdote deputato al culto di Augusto.

M(arco) Holcon[io M(arci)
f(ilio)] Rufo, IIvir(o) (duoviro) [i(ure)
d(icundo)],
quinq(uennali), tr(ibunus)
mil(itum)
[a pop(ulo)], flamini
Caesa[ris Aug(usti)], Quintio
l[ibertus?].

Iscrizione di Tito Terenzio Felice Maggiore - CLV.32. (50-62 d.C.)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Onori post mortem ai magistrati

Ai magistrati che si erano particolarmente distinti in atti di munificenza verso la collettività venivano tributati particolari onori post mortem, come la dedica di un monumento, la concessione dello spazio per la sepoltura o anche un funerale celebrato a spese pubbliche. Tali onori erano stabiliti dal consiglio cittadino costituito dai decurioni, E' il caso, ad esempio, di Titus Terentius Felix Maior, edile di età neroniana al quale, per meriti che non ci sono noti, furono concessi 2000 sesterzi a titolo di contributo per il funerale e un luogo pubblico per la sepoltura. La dedica è posta dalla moglie Fabia Sabina.

T(ito) Terentio t(iti) f(Ilio) Men(enia) Felici Maiori, aedil(i). huic publice locus datus et duo milia sestertiis. Fabia
Probi f(ilia) Sabina uxor.

Iscrizione sepolcrale di Aulo Veio CLV.31. (-20 a.C. - 10 d.C.)Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Iscrizione funeraria di Aulus Veius dalla necropoli di Porta Ercolano

Anche Aulo Veio, che ricoprì per due volte la carica di duoviro giusdicente e fu nominato tribuno militare per volontà popolare, riceve dall'assemblea cittadina (l'ordo decurionum) il luogo per la sepoltura. Tra i suoi incarichi quello assai delicato del censimento quinquennale, attività complessa che comportava una serie di verifiche sui cittadini, anche di tipo patrimoniale e tributario, l’aggiornamento delle liste elettorali e soprattutto la revisione delle liste dei decurioni con la facoltà sia di espungere dal consiglio cittadino elementi non più degni e di effettuare nuove nomine.

A(ulo) Veio M(arci) f(ilio), I̅I̅vir(o)
i(ure) d(icundo) iter,
quinq(uennalis),
trib(unus) milit(um)
ab popul(o),
ex d(ecreto) d(ecurionum).

Riconoscimenti: storia

Foto credits Salvatore Granata

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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