EDITORIAL FEATURE

Donne che hanno cambiato il mondo

Celebra la Giornata internazionale della donna 2017 con le protagoniste della storia moderna

Laurel Thatcher Ulrich pronunciò la sua famosa frase: "Le donne ben educate raramente fanno la storia". In questa Giornata internazionale della donna celebriamo le donne pioniere e infinitamente ispiratrici che hanno fatto eco, hanno oltrepassato i confini e hanno cambiato radicalmente il mondo in cui viviamo. Dall'esplorazione dello spazio alla programmazione informatica, le loro conquiste hanno plasmato il nostro mondo e continuano ancora oggi ad ispirarci e ad essere un modello per il nostro futuro.

Ida B. Wells

Nata schiava nel 1862, Ida B. Wells dedicò la propria vita a combattere gli orrori della discriminazione e della pratica del linciaggio. Quale redattrice e co-proprietaria di The Memphis Free Speech, volse la sua carriera a risvegliare la coscienza e gli animi della nazione sulla condizione degli afroamericani.

Nel 1908, Ida B. Wells contribuì ad organizzare e divenne la prima presidentessa della Negro Fellowship League. L'anno successivo, aiutò a fondare l'Associazione nazionale per il progresso della gente di colore (NAACP – National Association for the Advancement of Colored People).

In Crusade for Justice (Crociata per la giustizia), la sua autobiografia pubblicata postuma nel 1970, raccontò che il suo scrivere fu per documentare "la valorosa lotta e il meraviglioso coraggio degli uomini neri del sud, che combattevano e morivano per esercitare e mantenere i loro diritti di uomini liberi e cittadini".

Ida B Wells (dalla collezione del National Susan B. Anthony Museum & House)

Rukmini Devi Arundale

All'inizio del XX secolo, l'antica forma di danza indiana Bharatanatyam stava scomparendo. Tradizionalmente praticato dalle donne di stato inferiore nei templi indù, il Bharatanatyam e le sue praticanti venivano ignorate.

Nel frattempo, Rukmini Devi Arundale viaggiò molto lavorando per la Società Teosofica, un'organizzazione occidentale interessata alla religione asiatica e all'esoterismo. Durante i suoi viaggi, la Arundale incontrò la leggendaria ballerina Anna Pavlova, che la incoraggiò a imparare la danza classica. Questo la affascinò sempre di più e tale interesse si trasformò in una passione per le proprie forme di danza tradizionali indiane.

La Arundale successivamente aprì diverse scuole, tra cui la Fondazione Kalakshetra, una scuola di arti specializzata nel Bharatanatyam. La Arundale salvò da una fine certa un’antica tradizione reinventandola con principi di danza moderni.

Cecilia Grierson

Cecilia Grierson fu medico, attivista, autrice, inventrice, riformatrice e, in particolare, la prima donna a conseguire una laurea in medicina in Argentina.

Nel XIX secolo, in Argentina la scuola medica non era accessibile alle donne, anzi, pochissime si iscrivevano all'istruzione secondaria in generale. La perseveranza della Grierson le valse una laurea e le lotte che affrontò alimentarono il suo lavoro come attivista per i diritti umani. Quale vice presidentessa del Consiglio Internazionale delle Donne, un'organizzazione suffragetta, combatté senza sosta per cause sociali come servizi sociali, congedo di maternità per le lavoratrici e la fine della tratta degli schiavi. Come medico, promosse gli studi in ginecologia e cinesiologia e fu la prima a suggerire che i veicoli di servizio medico (che oggi conosciamo come ambulanze) avessero allarmi. Fondò anche la prima scuola per infermieri in Argentina, presso l'Hospital Británico de Buenos Aires, che potete vedere qui grazie a Street View.

Hospital Británico de Buenos Aires

Suzanne Lenglen

Storicamente, il tennis era una questione rigorosa. I dilettanti non potevano competere con i professionisti e le quote di partecipazione erano alte. Poi arrivò Suzanne Lenglen.

La Lenglen prese la sua prima racchetta nel 1910 e, in meno di cinque anni, diventò la campionessa più giovane e la prima star del tennis femminile mondiale. Cosa più importante, ruppe le barriere attraverso il suo gioco appassionato, l'abbigliamento non tradizionale e la sua posizione apertamente contraria alle norme imposte dalle regole. Con l'influenza della Lenglen, il tennis divenne uno sport per tutti.

Suzanne Lenglen (dalla collezione di foto LIFE)

Lina Bo Bardi

Nata in Italia nel 1914, Lina Bo Bardi si trasferì in Brasile nel 1946. Lina Bo Bardi fu un architetto Modernista all'avanguardia che progettò molti edifici iconici, tra cui The Glass House, dove visse con il marito, e il Museo d'arte di San Paolo (noto anche come MASP). Il MASP è uno dei più grandi punti di riferimento di San Paolo, un capolavoro architettonico con la sua innovativa galleria fluttuante che venne completata da cornici galleggianti che la Bo Bardi progettò per gli interni.

Ma i traguardi della Bo Bardi si estesero ben oltre la sua carriera architettonica: fu anche editrice, insegnante, designer, curatrice e attivista politica. La Bo Bardi fu entrambe le cose: una pioniera ed un’esperta universale.

Lina Bo Bardi nella Glass House, progetto di Lina Bo Bardi, San Paolo, di Chico Albuquqerque 1952 (dalla collezione dell'Instituto Moreira Salles)
Museo d'arte di San Paolo, progettato da Lina Bo Bardi

Halet Cambel

Dopo aver conseguito il dottorato presso l'Università di Istanbul nel 1940, Halet Cambel si impegnò strenuamente per l'avanzamento dell'archeologia. Aiutò a preservare alcuni dei più importanti siti archeologici della Turchia vicino al fiume Ceyhan e istituì un museo all'aperto a Karatepe. Lì iniziò gli scavi su una delle più antiche civiltà conosciute dell'umanità, scoprendo una tavoletta dell'alfabeto fenicio che svelò il codice dei geroglifici ittiti. Il suo lavoro le valse un premio Prince Claus per la preservazione del patrimonio culturale turco.

Ma oltre a dissotterrare i segreti del passato, affrontò anche con fermezza l'atmosfera politica del proprio presente. Quale studente di archeologia di soli 20 anni, la Cambel partecipò alle Olimpiadi di Berlino del 1936, diventando la prima donna musulmana a competere ai Giochi. Successivamente, la Cambel fu invitata ad incontrare Adolf Hitler ma rifiutò per motivi politici.

Stipite della porta in basalto, 999/800 BCE (dalla collezione del British Museum)

Miriam Makeba

Nata a Johannesburg durante una recessione economica e testimone dell'introduzione dell'apartheid nel 1948, i primi anni di vita di Miriam Makeba furono segnati da tragedie e disagi.
La musica la salvò, e la sua calda voce diventò il mezzo che l'avrebbe trasportata via da un’educazione impoverita ed un ambiente difficile.

La Makeba incontrò il successo negli Stati Uniti con le sue famose canzoni "Pata Pata" e "The Click Song" e usò la sua fama per richiamare l'attenzione sulla sofferenza e l'oppressione del Sudafrica sotto l'apartheid. La Makeba fu esiliata dal Sudafrica per oltre 30 anni, ma lavorò continuamente per migliorare la vita dei propri connazionali. Nelson Mandela disse: "Le sue melodie malinconiche hanno dato voce al dolore dell'esilio e del distacco che patì per 31 lunghi anni. Allo stesso tempo, la sua musica ha ispirato un forte senso di speranza in tutti noi".

Ada Lovelace

Si potrebbe pensare che essere la figlia di uno dei poeti più famosi della storia ispiri a intraprendere una carriera nel campo delle arti, ma non fu così per Ada Lovelace, figlia di George Gordon, alias Lord Byron. La Lovelace lasciò il segno in un campo molto diverso: i computer.

In realtà, Ada Lovelace è generalmente riconosciuta quale primo programmatore informatico al mondo. Fu matematico e scrittrice inglese e lavorò sul primo computer meccanico di impiego generale di Charles Babbage, la macchina analitica. Fino al 1843 immaginò una macchina capace di cose straordinarie, limitata solo dalla creatività del proprio programmatore, quasi un secolo prima che venissero costruiti i primi computer moderni.

Ada Lovelace 1843 (dalla collezione del Museo Nazionale dell'Elaborazione)

Sally Ride

Mentre completava il proprio dottorato di ricerca in fisica, Sally Ride lesse un articolo sul giornale degli studenti di Stanford sulla NASA che cercava astronauti per il nuovo Programma Space Shuttle. Per la prima volta, le donne potevano fare domanda. La Ride si unì alla classe di astronauti della NASA del 1978, che comprendeva sei donne.

Quando decollò a bordo della navetta spaziale Challenger il 18 giugno 1983, divenne la prima donna americana a volare nello spazio. Lo storico volo della Ride la rese un emblema della capacità delle donne di rompere le barriere ed un'eroina per generazioni di giovani ragazze avventurose.

Dopo il ritiro dalla NASA, la Ride divenne professoressa di fisica e premiata co-autrice di libri di scienza per bambini. Co-fondò anche un'organizzazione di educazione scientifica per accendere l'entusiasmo degli studenti per la scienza. La Ride ispirò tutti noi a raggiungere le stelle.

Sally Kristen Ride (dalla collezione del Museo della Cosmonautica)

Lotfia El Nadi

In un'epoca in cui le donne egiziane erano ancora in lotta per la parità dei diritti, Lotfia El Nadi sognava di librarsi nel cielo come pilota. Prese lezioni di volo in segreto, dicendo a suo padre che stava frequentando un gruppo di studio, e lavorò nell'aeroporto appena fondato di Almaza per finanziare la propria passione.

La El Nadi è considerata la seconda donna ad aver volato da sola, dopo la sua grande amica Amelia Earhart. Nel 1933, la El Nadi fece notizia competendo in una gara internazionale tra il Cairo e Alessandria, dimostrando che le donne erano in grado di conquistare i cieli.

Aeroporto di Almaza, Egitto

Frida Kahlo

Magdalena Carmen Frida Kahlo Calderón nacque il 6 luglio 1907 a Città del Messico, a casa dei suoi genitori, "La Casa Azul" o "The Blue House".

I primi anni di vita della Kahlo furono rovinati da malattie fisiche e disabilità. La Kahlo aveva solo 18 anni il 17 settembre 1925 quando fu coinvolta in un tragico incidente d'autobus in cui si ruppe diverse ossa e che le causò gravi danni alla spina dorsale. Dopo l'incidente, con il corpo completamente ingessato e incapace di muoversi, la Kahlo trascorreva il proprio tempo a letto. Fu qui che la madre le portò un cavalletto portatile, una scatola di colori e nacque un'artista.

I talenti artistici della Kahlo crebbero sia in abilità che in consapevolezza. Nota principalmente per i suoi autoritratti e le vivide raffigurazioni del proprio corpo, la Kahlo è venerata per il modo in cui catturò l'esperienza femminile e per la personificazione nelle sue opere d'arte. I suoi quadri fusero il dolore e la passione, la sofferenza e la bellezza, ottenendo un potente effetto.

Dopo la sua morte, nel 1958 la sua amata Blue House fu aperta come museo ed è ora dedicata a celebrare la vita e l'opera di quest'artista iconica e pensatrice femminista.

Il marxismo guarirà gli infermi, 1954, Frida Kahlo (dalla collezione del Museo Frida Kahlo)
Frida Kahlo al Detroit Art Institute, Michigan, 1932, Guillermo Kahlo (dalla collezione del Museo Frida Kahlo)

Alcune hanno fatto migliaia di miglia nello spazio per lasciare il segno, mentre altre hanno fatto la storia da casa, ma tutte queste donne sono state pioniere nel proprio campo e sono fonte d'ispirazione per tutti noi.

Ulteriori informazioni sull'impatto delle donne su arti, cultura, scienze, storia e politica qui
.

Words by Léonie Shinn-Morris
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