Editorial Feature

Scopri un aspetto inedito del lavoro di Claude Monet

L'assistente curatrice Rosalind McKever ci parla della mostra Monet & Architecture

The Credit Suisse Exhibition: Monet & Architecture della National Gallery è la prima mostra interamente dedicata a Claude Monet organizzata a Londra in vent'anni. La mostra offre l'opportunità di ammirare il lavoro dell'artista da una nuova prospettiva.

Monet, uno dei fondatori dell'Impressionismo ( il cui nome deriva dal titolo del quadro dell'artista Impression, soleil levant), rappresentava il movimento con le sue pennellate libere, l'uso di colori accesi e complementari e la tendenza a dipingere "en plain air" (all'aperto). Monet è noto solitamente per i suoi paesaggi, le sue rappresentazioni della natura e ovviamente per le ninfee del giardino della sua abitazione a Giverny, in Francia.

Ma esiste un altro lato del lavoro di Monet, dedicato alle raffigurazioni dell'architettura di villaggi, paesi e città. La mostra della National Gallery rende omaggio a questa parte del suo lavoro esponendo più di 75 dipinti dell'artista.

La mostra Monet & Architecture, che ha richiesto tre anni di lavoro, ci permette di ammirare opere realizzate dalla metà del 1860 ai primi anni del 1900 e ci conduce in un viaggio in giro per l'Europa, dalla Normandia a Venezia. Monet interpreta in modo magistrale sia umili dimore sia imponenti strutture, usandone colori e forme nelle composizioni.

Per saperne di più sulla mostra, abbiamo contattato Rosalind McKever, assistente curatrice di Harry M. Weinrebe alla National Gallery, che qui ci racconta cosa possiamo aspettarci dalla mostra e ci dà un assaggio di cosa potremo imparare sull'artista.

Lo stagno delle ninfee di Claude Monet (collezione della National Gallery, Londra)

The Credit Suisse Exhibition: Monet & Architecture: di che si tratta?

Si tratta di una mostra interamente dedicata ai dipinti di Monet con la quale vogliamo far conoscere un nuovo lato del famoso artista, che generalmente associamo a raffigurazioni della natura, di paesaggi e ninfee. La mostra vuole invece mettere in risalto l'uso nei suoi dipinti di edifici, ponti e altri aspetti dell'ambiente antropizzato.

Perché la National Gallery ha voluto fare ora questa mostra?

Siamo sempre alla ricerca di nuovi approcci alla storia dell'arte e il professor Richard Thomson dell'Università di Edimburgo ci ha presentato questa idea frutto delle sue ricerche che ci è parsa un'ottima opportunità per riconsiderare l'artista. Sono inoltre ormai quasi 20 anni che non teniamo una mostra dedicata alle opere di Monet a Londra.

Come si trasforma un'idea in una mostra?

Tutto inizia dall'arte e da un'idea, ma poi subentrano anche molte considerazioni logistiche. Decidiamo quali opere vorremmo inserire nella mostra e contattiamo i proprietari per cercare di raccogliere la selezione di opere che vorremmo esporre. Alla fine pensiamo ai temi e al modo migliore per esporre i dipinti e raccontarli ai nostri visitatori.

Cosa possono aspettarsi i visitatori dalla mostra? Dove verranno portati?

I luoghi raffigurati nelle opere fanno fare un viaggio in giro per l'Europa. Molte delle prime opere sono ambientate in Normandia (Francia), dove Monet è cresciuto, e ovviamente a Parigi. L'artista ha viaggiato molto, come testimoniano i suoi dipinti di Zaandam e Amsterdam in Olanda, in cui si è recato nel decennio del 1870, di Antibes nel sud della Francia e della Riviera italiana nel decennio del 1880. L'artista voleva catturare la luce del Mediterraneo e per questo si è recato in queste zone, dove le architetture sono completamente diverse. Alla mostra possiamo anche ammirare le tre straordinarie serie dipinte più tardi da Monet nelle città di Rouen, Londra e Venezia.

Qual è stato il processo di selezione dei dipinti da esporre?

Abbiamo scelto delle opere che ci aiutano a capire perché Monet ha inserito l'architettura nei suoi dipinti. L'abbiamo fatto cercando gruppi di dipinti in cui fosse raffigurato lo stesso edificio. Ad esempio, tra le sue opere posteriori realizzate in serie abbiamo scelto quelle con una grande varietà di luce e condizioni atmosferiche.

La stazione Saint-Lazare di Claude Monet (collezione della National Gallery, Londra)

Cosa ci svelano questi dipinti su Monet che potremmo non avere percepito in mostre precedenti?

La prima cosa che mi ha colpito quando ho esaminato attentamente queste opere è stata l'abilità di Monet come disegnatore. Siamo abituati ad associare l'artista ai colori, alle ninfee e alla natura. Ma in queste opere dipinge strutture molto complesse, quali ponti con angoli precisi e tante linee rette, con estrema chiarezza. E sembra che abbia realizzato il tutto molto rapidamente.

Come è stata progettata e organizzata la mostra?

L'abbiamo strutturata in modo molto semplice per concentrare totalmente l'attenzione su Monet. Le opere sono disposte fondamentalmente in ordine cronologico e suddivise in tre sezioni tematiche. La prima è incentrata sul tema "Il villaggio e il pittoresco", che comprende vedute di Antibes e dei villaggi e delle falesie della Normandia. La seconda sezione si chiama "La città e la modernità" e mostra immagini delle strade e delle stazioni ferroviarie parigine, nonché del porto di Le Havre, che rispecchiano la modernità. L'ultima sezione, "Il monumento e il mistero", include dipinti di Rouen, Londra e Venezia che mostrano come l'artista ha catturato la luce tra lui e i diversi edifici.

Quali sono state le difficoltà maggiori durante l'organizzazione della mostra?

La difficoltà principale è stata farsi prestare le opere perché questi dipinti sono così belli che i proprietari non vogliono separarsene a lungo. Sapevamo di chiedere tanto, ma siamo stati fortunati perché la grande generosità dei musei e dei collezionisti privati ci ha permesso di raccogliere queste opere, che faranno conoscere ai visitatori gran parte del lavoro di Monet attraverso un'unica e straordinaria tematica.

Secondo lei, perché i dipinti di edifici non sono stati presi in considerazione in mostre precedenti?

Non credo si possa affermare che non sono stati presi in considerazione perché, ad esempio, i dipinti della cattedrale di Rouen e del Palazzo di Westminster sono molto conosciuti, ma nessuno li ha mai raccolti come abbiamo fatto in questa mostra. Ovviamente Monet è più noto per i suoi paesaggi e le sue ninfee, ma spesso ciò che sorprende è che, esaminando i dipinti famosi da questa diversa prospettiva, notiamo di più l'architettura e il ruolo degli edifici nel quadro. Possiamo ad esempio notare la struttura e i colori degli edifici all'interno della composizione, ma anche le sensazioni che trasmettono questi dipinti, il modo in cui gli edifici evocano ricordi e sostituiscono la presenza dell'uomo. È una straordinaria opportunità per concentrarsi su questo aspetto del lavoro dell'artista.

Il Tamigi sotto Westminster di Claude Monet (collezione della National Gallery, Londra)

Monet era un pittore impressionista. Come trasmette questo stile nei dipinti esposti alla mostra?

Da buon impressionista, Monet dipingeva spesso all'aperto, quindi questi edifici compaiono in tanti paesaggi. Usa anche i colori degli edifici. Agli impressionisti interessava catturare il colore in modo molto diretto. Spesso Monet per rappresentare gli edifici usava colori complementari. Ad esempio, in un paesaggio caratterizzato principalmente dal colore verde, il tetto rosso di un edificio dà alla composizione un tocco di luce molto interessante.

In che modo la mostra mette in evidenza il rapporto tra arte e architettura?

È interessante la varietà di elementi architettonici dipinta da Monet: dalle umili casette sul ciglio di dirupi alle imponenti strutture della cattedrale di Rouen e del Palazzo di Westminster a Londra. Ciò che mi affascina è il fatto che l'artista usi gli edifici per diversi scopi. Non sembra molto interessato agli edifici in sé, ma al modo in cui può usarli per creare la propria arte.

C'è un dipinto della mostra che le piace particolarmente?

C'è un dipinto che, quando l'abbiamo appeso, mi ha davvero affascinata. Il titolo è Il ponte di legno ad Argenteuil e mostra un ponte che si riflette nell'acqua. Nella parte superiore della composizione tutte le linee sono perfettamente rette e la struttura è molto complessa. Subito sotto si vede il riflesso nell'acqua dove quelle stesse linee rette diventano ondulate. È impressionante.

Cosa vorrebbe che rimanesse della mostra ai visitatori?

Spero che pensino a Monet in modo diverso e si accorgano che è un artista versatile che non dipinge soltanto ninfee. Mi auguro inoltre che i dipinti della nostra collezione e di altre gallerie vengano contemplati in un modo del tutto nuovo, concentrandosi sul ruolo degli edifici all'interno di una composizione.

Scena di neve ad Argenteuil di Claude Monet (collezione della National Gallery, Londra)
Il museo di Le Havre di Claude Monet (collezione della National Gallery, Londra)
Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
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