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1974-1978, Oggetto 84

Lonzi Marta[post 1982]

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Roma, Italy

Corrispondenza sia dattiloscritta originale, in copia carbone o fotocopia, sia manoscritta in fotocopia, riguardante, tra gli altri, argomenti quali la relazione con Rivolta femminile di Roma, il pezzo di testimonianza per la morte di Pinot, le opere sulle lenzuola di Accardi [cfr. doc. A 4/11], il femminismo e ciò che ruota intorno, Le donne cinesi di Julia Kristeva, Rivolta femminile (tra l'altro, sulle collane), le traduzioni, il femminismo.
Tra i corrispondenti figurano Del Buono, Accardi, Martinelli, Gabriella Christeller, Capalbi, Jaquinta, Piva, Modiano, Vodoz, Causse.

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  • Title: 1974-1978, Oggetto 84
  • Creator: Lonzi Marta
  • Date Created: [post 1982]
  • Transcript:
    Mi à interessato molto 11 trauma con V. Si capisce che avevi paura dell'antipatia delle altre verso di te, come ne aveva paura Anna e anch'io: così è successo. Infatti avendone paura si crea la si- tuazione per liberarsi della paura, cioè rivivendola, Si capisce anche che la situazione parte da te quando dici che in v. ti piaceva 'una maniera disperata e sincera di dire le cose anche se non ero d'ac- cordo su quello che diceva". Cioè non le credevi, dubitavi di lei e nello stesso tempo volevi "risolvere le cose con V.", e non si vede in che maniera. Non osavi ammettere ("capire") a chi era di- retto 12 tuo fastidio di quella sera. V. invece l'à capito benissi- mo. Oppure era v. che ti provocava e tu non le rivelavi il tuo fastidio p.18 "Io mettevo molta ansia nei rapporti, molte aspettative". Certo che qus to blocca. Anna appunto mi diceva giorni fa che a lei viene automaticamente (Hineluttabilmente") un senso di inerzia se avverte aspettative da parte mia, perché non ptendo essere naturale, non sa più cosa essere. Io lo sento come un boicottaggio, cioè come ostilità verso di me, da cui rimango frustrata e perciò mi smuove l'aggressività. Mi offende che lei si inferiorizzi delle mie aspetta- tive. Se la frustrazione non smuove l'aggressività c'è soggezione, timore di scoprirsi troppo fragili, I'aggressività mette a nudo, e la nudità è sempre inerme, debole, ma rintuzzare l'aggressività è peggio, è paura di sé. Ho riletto i tuoi scritti tre volte, perché a volte mi sfuggiva il senso, non della frase, ma dell'operazione. Quando accade questo so che c'è la difesa di mezzo. Anch'io confondo a volte umiliarmi con togliere le difese. Adesso è capito che sono orgogliosa comunque e umiliamdomi non faccio che con- fermarlo. Preferisco soffrire e mostrare di soffrire l'umiliazione volontaria che per "altro". Ho bisogno comunque di definire l'ambito della mia sofferenza, i suoi connotati, i suoi motivi. Nobilitarlak in qualche modo, farne una sofferenza filosofica, di pensiero. Invece soffro, come chiunque altro, per motivi base regressivi. E per lo scompiglio che la mia presenza, come quella di chiunque altro, porta nel mondo, Ciao, spero di verderti Carla
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  • Notes: Alcuni documenti sono fuori consultazione.
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