e lo raffrena sopra alla verdura.
Ivi tutto ripien di maraviglia
pur della ninfa mira la figura:
pargli che dal bel viso e da' begli occhi
una nuova dolcezza al cor gli fiocchi.
- 8 -
La figurazione di Simonetta, di quella"ninfa lieta", è tutta modula-
ta secondo una bellezza fluente, di cui ella è espressamente ignat
ra e felice. Il P. ogni volta che ce la rappresenta, lo fa mutandone
l'atteggiamento, cogliendola in un gesto sempre diverso, per amore
di linea, che egli sfrutta appunto per esprimere il suo ideale di
bellezza fatta tutta di movenze, tanto più vibrante, ritmata, sotti-
le.
Candita è ella e candita la veste
ma pur di rose e fior dipinta e d'erba:
10 inanellato crin dell'aurea testa
scende in la fronte umilmente superba.
Questa è la seconda presentazione che il P. ce ne fa, la più esta-
tica. versi hanno un andamento lento e come trattenuto: stupendamen-
te, tutta avvolta di meravi 110so stupore si viene delineando questa
vaga creatura primaverile, 11eta, con la bianca veste dipinta di fio-
ri.
Dopo questa figurazione estatica e rapita, seguono tre Stanze che non
ne raggiungono l'evidenza rappresentativa, nè partecipano, se non lie-
vemente e di riflesso, di quell'ispirazione che ha dato luogo alla
felice immagine della ninfa. Torna questa a vivere di una coerente
vita poetica solo quando 11 P. torna a disegnarla e a cogliere dai
suoi movimenti motivo di grazia e di bellezza. Prima di accorgersi
del giovane la ninfa siede in mezzo ai fiori e di questi ha composto
una ghirlanda: il P. la ritrae in quell'atteggiamento di bellezza com-
posta e lieta.
E11'era assisa sopra la verdura
allegre, e ghirlandetta avea contesta
di quanti fior creasse mai natura,
de' quali era dipinta la sua vesta.
Ma 11 tocco torna più vivo coll'evidenza pittorica: la linea segue
i movimenti di s. e la modulazione ne rivela l'intimo motivo.
Hide TranscriptShow Transcript