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Crush Art

Chris Marker2003/2008

la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

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Venezia, Italia

Chris Marker
Nato a Neuilly-sur-Seine, Francia, nel 1921; morto a Parigi, Francia, nel 2012.
Ha vissuto e lavorato a Parigi.

Chris Marker è stato uno degli artisti più illustri della sua generazione. Regista, fotografo, scrittore e artista multimediale, ha diretto film di culto come La jetee (1962), Le fond de l’air est rouge (1977) e Sans soleil (1983). Marker apparteneva a quello che il critico cinematografico britannico Richard Roud soprannominò il “Groupe Rive Gauche”, parte della Nouvelle Vague francese degli anni cinquanta. Fra gli altri nel gruppo c’erano Alain Resnais, Armand Gatti, Henri Colpi e Agnes Varda, e gli scrittori Jean Cayrol e Marguerite Duras.
Durante la seconda guerra mondiale, quando il Terzo Reich occupò la Francia, Marker – all’anagrafe Christian Francois Bouche-Villeneuve – entro nella resistenza francese. Dopo la guerra lavorò come giornalista e conobbe il critico cinematografico Andre Bazin mentre scriveva per “Esprit”, diventando a breve uno dei primi collaboratori della leggendaria rivista di Bazin, “Cahiers du cinema”. Nel 1949 Marker pubblicò il suo primo romanzo, Le coeur net. Nel 1952 realizzò il suo primo film, Olympia 52, un documentario sulle Olimpiadi di quell’anno a Helsinki, in Finlandia. Nei primi anni cinquanta Marker cominciò anche a fotografare, un’attività che portò avanti per tutta la vita.
L’impegno di Marker per una cinematografia politicamente impegnata e sperimentale, e per una documentazione fotografica delle assemblee di protesta e resistenza, era connotato dal suo schieramento politico a sinistra. Il film Les statues meurent aussi, realizzato insieme ad Alain Resnais nel 1953, analizzava la scultura e la tradizione delle maschere africane da una prospettiva critica nei confronti del colonialismo francese; il film fu vietato in Francia. Letter from Siberia (1957), combina spezzoni di cinegiornali, fotogrammi, fumetti e pubblicità televisive fittizie, legati fra loro da una voce fuori campo che legge una lettera del regista. Il film critica il programma sovietico di modernizzazione che aveva sfruttato eccessivamente le risorse naturali della regione e distrutto la cultura sciamanica. Apertamente critico nei confronti della guerra del Vietnam, nel 1967 Marker co-fondò il collettivo cinematografico SLON (Societe pour le Lancement des Oeuvres Nouvelles, o Associazione per il Lancio di Nuove Opere; ma anche “elefante” in russo), che in seguito si trasformò in ISKRA (Images, Sons, Kinescope, Realisations, Audiovisuelles; ma anche il nome del giornale politico di Vladimir Lenin, “Iskra”). Fra il 1967 e il 1974 Marker collaborò con i registi di SLON Valerie Mayoux, Jean- Claude Lerner, Alain Adair e John Tooker.
Nel corso di quasi sessant’anni, le opere di Marker si sono caratterizzate per l’attenzione sia all’epica che alle ripercussioni delle crisi storiche nel privato. La traduzione della memoria in narrazione – con le stratificazioni e le lacune insite in un tale processo – è alla base del suo lavoro. Negli ultimi decenni, Marker ha mostrato anche un interesse per il rapporto fra poetico e tecnologico in quanto poli opposti della coscienza umana. Il suo uso del fotomontaggio e i suoi scritti hanno arricchito il linguaggio cinematografico, come si vede nella sua meditazione fantascientifica, La jetee (1962), e in Sans soleil (1983), che spazia fra Giappone, Africa e California, riflettendo sul viaggio, la memoria e le diverse modalità narrative con cui si forma una soggettività. Negli ultimi anni, Marker si è misurato sia con il museo che con il mondo dell’arte come contesti d’azione allargati. Ha prodotto un CD-ROM multimediale interattivo, Immemory, per il Centre Georges Pompidou (1997), e un’opera multimediale di diciannove minuti, Owls at Noon Prelude: The Hollow Men (2005), in omaggio alla poesia di T.S. Eliot (1925), per il Museum of Modern Art di New York.

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  • Titolo: Crush Art
  • Creatore: Chris Marker
  • Data di creazione: 2003/2008
  • Diritti: Courtesy The Chris Marker Estate e Peter Blum Gallery, New York, Foto di Alessandra Chemollo; Courtesy: la Biennale di Venezia
  • Materiale: sedici fotografie in bianco e nero montate su Sintra
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