Caetano il polemico
Al disco segue, come di consueto, anche una tournée, il
“Bicho baile show”. Ma Caetano ha anche il tempo di pubblicare
un libro. Il titolo è Alegria, Alegria, come la canzone manifesto
del Tropicalismo. È una raccolta di articoli, interviste, poesie, di-
scorsi, ricordi, opinioni che vanno dal '65 al '77, in cui, il musi-
cista, ha modo di raccontarsi in lungo e in largo. Come quando,
in un'intervista a Luiz Ternorio de Lima del '77, spiega come il
mondo dei ricordi sia importante per la sua ispirazione:
«La memoria mi prende molto. Le reminiscenze mi affa-
scinano, mi stimolano, mi animano, mi piace ricordare. A volte la
memoria mi prende perfino troppo».
E un po' prima:
«Io faccio musica popolare. Ci sono capitato dentro, un
po' per caso. Ma la sensazione più forte che ho dentro di me è un
qualcosa che si dovrebbe chiamare talento. Sento di possedere
quella capacità di creare con facilità. Mi è facile apprendere, svol-
gere. Non provo la minima ansietà in questo senso. Se mi dico:
bene, adesso voglio fare musica, o voglio fare un poema o dipin-
gere un quadro, io mi metto lì e lo faccio. Ma, da una parte per pi-
grizia e dall'altra per mancanza di fiducia, non sono molto effi-
cace. La verità è che non so fare nulla molto bene. Sono diviso fra
una resistenza a trasformarmi in un virtuoso e una sorta di man-
canza di fiducia».
Al libro e al tour segue un altro disco, un'antologia di can-
zoni di carnevale già registrate nel passato da Caetano e ora as-
semblate in un unico long playing, “Muitos Carnavais”. È una
raccolta ricca di ritmi, da Atras do trio electrico a Chuva suor e
cerveja, sicuramente spensierata e allegra. È un Caetano diffe-
rente da quello conosciuto. Ma il cantautore è in una fase di cam-
biamento, o meglio di ricapitalizzazione. Dicono giustamente Ivo
Lucchesi e Gilda Korff Dieguez nel libro Caetano, porque não?:
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