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Fairy Godmother (Pinocchio’s Half Sister)

Lavar Munroe2014

la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

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Venezia, Italia

Lavar Munroe
Nato a Nassau, Bahamas, nel 1982.
Vive e lavora fra Washington e Chapel Hill, USA .

Negli ultimi dieci anni Lavar Munroe ha coltivato un linguaggio visivo unico, nato da una collisione fra realtà e finzione. L’artista interdisciplinare ha esplorato gli spazi compresi tra il campo della scultura e quello dell’installazione teatrale, aprendo un mondo in cui mostri, creature ed esseri ibridi si infiammano con fremiti di terrore e di gioia. Nato a Nassau, nelle Bahamas, dove ha vissuto nella comunità di Grants Town fino al 2004, Munroe è cresciuto in un contesto urbano povero. Le vicissitudini delle sue esperienze giovanili hanno galvanizzato il suo progetto artistico. Munroe ha portato a termine la sua formazione negli Stati Uniti, conseguendo una laurea in Belle arti presso il Savannah College of Art and Design di Atlanta (2007) e un master in Belle arti presso la Washington University a Saint Louis (2013). Ciò nonostante, il contesto bahamiano è diventato il fondamento della sua più ampia indagine sui materiali associati all’indigenza e sul significato simbolico e culturale di un mondo che sembrava rispecchiare il mito e il folclore delle favole per bambini e delle storie di eroi.
Avendo attraversato da ragazzo gli spazi controversi della violenza tra bande, dell’incarceramento e dell’abuso di sostanze, Munroe prese a osservare il proprio ambiente più da vicino. Gli oscuri bassifondi della vita bahamiana – perpetuati dall’estrema povertà e ineguaglianza sociale – controbilanciano la sua celebrazione di una comunità orgogliosa in cui molti hanno prosperato e si sono battuti per una vita migliore malgrado la loro condizione economica svantaggiata. Tale contesto è divenuto il luogo per eccellenza della continua indagine di Munroe sui mondi trascendenti degli eroi e dei malvagi, mettendo in luce le contraddizioni e i paradossi della nostra realtà contemporanea. Narrazioni grandiose come l’espulsione della popolazione indigena dei Lucayan dalle Bahamas da parte degli spagnoli, di cui si narra nei diari di Cristoforo Colombo, assieme agli orrori della schiavitù, della corruzione e dei trasferimenti coatti del passato recente, culminano nelle astratte espressioni visive di Munroe.
Alla 56. Biennale di Venezia, Munroe presenta una serie di tre opere murali che intrecciano insieme narrazioni personali del suo Paese natale con quelle di eroi e imbroglioni. E nella tensione fra questi due archetipi che la narrazione di Munroe trova la sua dicotomia, come se sezionasse la condizione umana, permettendo ai suoi contenuti di trapelare nell’atmosfera circostante. I dipinti fungono da oggetti, o da materiali scenici, lacerati in dittici che si staccano dal muro o che sono posti in dialogo con oggetti adiacenti. La disposizione materiale di Munroe cerca di mettere in discussione l’idea di valore culturale e allo stesso tempo critica le stesse circostanze sociali che hanno dato vita a tale questione.

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  • Titolo: Fairy Godmother (Pinocchio’s Half Sister)
  • Creatore: Lavar Munroe
  • Data di creazione: 2014
  • Diritti: The Bill and Christy Gautreaux Collection, Kansas City; Courtesy Nomad Gallery, Bruxelles, Foto di Alessandra Chemollo; Courtesy: la Biennale di Venezia, con il supporto di National Art Gallery of the Bahamas
  • Materiale: acrilico, vernice spray, vernice di lattice, bottoni, pallina da tennis, cordino e tenda su tela tagliata
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