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L'opera in origine misurava 120 x 150 cm e fu ridotta in altezza da stesso Clerici che la dona all'Accademia di San Luca, di cui fu più volte presidente. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna Clerici donò la replica in dimensioni colossali, intitolata Grande sonno romano, da lui eseguita fra 1983 e 1985. Questa cupa scena sotterranea, per la cui ambientazione Clerici si ispirò alle Terme di Diocleziano, ove sono adagiate sculture romane, ellenistiche e barocche, in un silenzioso gioco d’intese teatrali tra sonno, estasi e morte, rappresenta la summa dell’opera dell’artista e del suo rapporto con Roma e l’antico. [ A.Imbellone]

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