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Materiale bibliografico, Oggetto 21

Lonzi Carla31 gennaio 1924 - marzo 1957

La Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale
Roma, Italy

Ritagli stampa da quotidiani e periodici; moduli compilati per la richiesta di opere in lettura e per la restituzione dei libri; una trascrizione dattiloscritta delle Lettere da Parigi di Anton Giulio Bragaglia; schede bibliografiche; catalogo bibliografico.

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  • Title: Materiale bibliografico, Oggetto 21
  • Creator: Lonzi Carla
  • Date Created: 31 gennaio 1924 - marzo 1957
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    sente nella sensibilità di questo. La pazienza esegetica e scolastica di molti scenografi come il Dancenko, in parte - che badano alla compiutezza sistematica più che all'unità spirituale, può essere paragonata alla pazien- za di molti direttori d'orchestra, specialmen- te tedeschi, che badano ad isolare ogni mo- mento sinfonico e ogni tema: lavoro di glas- satori, insomma, necessarissimo, ma come avviamento e propedeutica. ticolato ticosa Posto così il problema, e additato lo scopo dell'interpretazione, il lavoro più faticoso, il problema più urgente, quello la cui soluzione richiede proprio doti di costruzione artistica, e l'intuizione dell'anima della folla che è propria dei grandi oratori come dei grandi politici, è di capire l'inclinazione dell'adu- nanza e di prevederne la reazione. Come questo avvenga potrà descriverlo un filologo: perché questo avvenga negli uni e non possa avvenire negli altri nessuno può dirlo; che cosa sia, pud trovarlo ogni indagine critica e storica, che accerti i fondamenti su cui la vita di una determinata epoca costruisce la pro- prio sistemazione sociale. Se scruti le ragioni intime della tragedia francese di Corneille e di Racine riflettono proprio l'ansia di collo care ogni impulso croico, talvolta frenandolo costruzione morale della Francia sulle premesse razionali e tradizionali. Ogni tragedia è ricognizione della mentalità reli- giosa di un popolo, come ogni commedia è riconoscimento della sua sistemazione pratica. Il principio è molto vasto, ma non soffre eccezione, e vi giungi solo astraendo dalla concezione dell'opera d'arte intesa come in- dividualità lirica, e studiando piuttosto il suo divenire, la sua storia entro la sensibilità col. lettiva. Chi diceva della poca attitudine de gli italiani alla tragedia riconosceva lo stesso principio, pur disconoscendo i fatti; perché partiva dal preconcetto protestante che nega religiosità ai popoli latini. In realtà questo è assurdo, perché è assurdo negare allo spi- rito il momento religioso; certo non ogni for- ma del religioso coincide da popolo a po polo, anzi avviene proprio il contrario; e l'av- viarsi di un popolo all'idea del divino risente di tutte le interferenze che costituiscono la sua fisionomia e il suo particolarismo. * * * In epoca di storicismo come la nostra le comunità nazionali trovano la loro unità idea- le c appassionata nel partecipare al culto delle memorie patrie, cui attribuiscono ogni virtù nel presente e la propria inconfon- dibile fisionomia di popolo di cui ciascuna è tanto orgogliosa. Intendiamoci, io non voglio qui infliggere ai lettori una breve o lunga disquisizione sulla religiosità im- manente della storia, e sulla religiosità tra- scendente del misticismo; ma poiché ci sia- mo proposti di esaminare il fatto dell'inter- pretazione cercandone l'essenza, e quindi deducendo un criterio di metodo, il lettore mi perdonerà d'essere costretto ad usare for- mule e concetti apparentemente ostici. E poi- ché anche i fisici, dopo aver tracciato la for- mula di una legge, accondiscendono alla cu- riosità e l'illustrano con uno di quegli «espe- rimenti che valgono più come sollazzevole chiarimento che come metodico controllo del reale, così anch'io citerò un esempio nostra- no ed il successo che ottengono sui nostri palcoscenici i drammi storici e patriottici, an- che quando la poesia ne rimanga assente: perché basta loro il fatto, di per sé su- scettibile, col solo accennarlo, di appassionata rievocazione. gliere di queste specie di rappresentazioni sa- Altri esempi infiniti si potrebbero racco cre che le moltitudini moderne amano come le hanno amate le moltitudini di tutti i tem- pi. É recentissima, in Francia, la rievocazio- ne scenica della battaglia della Marna, è stato un successo anche italiano, perché rievocava i sentimenti della media borghesia di tutti i paesi di fronte alla guerra, il journey's End, e l'epopea dei pionieri americani mantiene fin nella testimonianza cinematografica un senso di religiosa cordialità ammirativa. Ma vedete come alla stessa giustificazione delle leggi dell'interpretazione si giunga osservan- do il teatro russo, proprio quello che, per iro- nia, avendo sbarrato le porte a qualunque sentimento religioso e nazionale, o, se vi pia ce, religiosamente nazionale, sembrerebbe contraddire al nostro assunto. In realtà i Rus. si accettano come dogma l'abolizione di ogni dogma e la contraddizione di ogni punto fermo » della civiltà europea; ma vanno cer- cando con un impegno anche più solerte, se pur meno entusiastico o compiaciuto, qualche cosa che li sostituisca. Le celebrazioni coreu- tiche nella Piazza Rossa e dentro il Mausoleo di Lenin hanno cambiato l'oggetto, ma valgo- no quanto ogni altra celebrazione: e il culto santi atei non mancano di suscitare in noi della macchina, della volontà di potenza, dei qualche sospetto di feticismo barbarico, ma nelle intenzioni, ed escludendone i profani - noi, in questo caso sono atti di latria e di celebrazione. Nel periodo rivoluzionario e post-rivoluzionario il teatro, dietro la frettolo. sa indicazione di Lenin e l'entusiastico impe. gno di Zinoviev fece opera di propaganda e celebrativo: oggi, nell'organizzazione totale si subordinò ad un compito più oratorio che della società russa, dietro l'impulso di Tairov siaco del teatro Habima non pud mancar di c per quell'esempio che il rapimento dioni- suscitare, il distacco dal compito propagan- distico e persuasivo si avverte sempre più, Quando certi motivi cessano dall'essere sog. getto di discettazione e non si discutono piu, offrono alla vita sociale i punti di riferimento e di appoggio per la celebrazione corale. Mario Apollonio TR O V A R O B E Il maestro Luigi Malatesta, l'autore di Sir Oluf", giu l'opera premiata al recente concorso del Teatro Regio di Torino, su libretto della scrittrice Mary Tibaldi-Chie. desunto dall'omonimo racconto di Zweig. Del valore del giovane musicista avrà modo di sa, sta adesso ultimando il poema sinfonico «Amok >> sincerarsene fra breve il pubblico di Torino allorehé nel corso di una serie di concerti - alcuni brani tolti dall'opera «Sir Oluf .. maestro Alceo Toni eseguirà lag. Mai contenti, questi autori! Alberto Colantuoni, che ha veduto i suoi Fratelli Ca- stiglioni > accolti ovunque col più vivo successo, adesso, preludendo alla sua fortunata tragicommedia raccolta in in Italia e all'estero - volume per tipi della casa Treves, trova modo di lamentarsi di certo modo leggero di riduzione e d'interpretazione a cui si sarebbero abbandonate, in minore o maggior misura, le compagnie teatrali inscenando il suo lavoro. Si lamenta di alcune versioni vernacole le quali hanno piallato le caratteristiche verbali del dia. - il Colantuoni - logo , e del processo di decolorazione del gioco scenico conseguente alla progressiva saturazione sensoria e mentale degl'interpreti, zione «genuina > in volume dovrebbe servire a rimettere le cose al suo giusto punto. d'altro ancora, per cui la pubblica. Il Colantuoni invoca dai futuri inscenatori della sua composizione, uno scampolo di credito artistico anche verso i criteri dello scrittore che, bene o male, butto giù il pezzo >. Un'opera giovanile di Rossini, «Il signor Bruschino , è stata rappresentata con grande successo a Wiesbaden. La partitura originale di questo lavoro del compositore italiano è stata ritrovata da Ludwig Landshoff. Una lettera inedita di Wagner & apparsa nelle colonne del New York Times. In essa, il cantore di Sigfrido comunicava al suo amico Jenkins di essere pronto ad abbandonare la Germania, disperando ormai di potervi realizzare i suoi progetti teatrali, per emigrare verso gli Stati Uniti, ch'egli riteneva più propensi ad accogliere sue idee sul dramma musicale. Si dichiarava inoltre disposto a cedere tutta la sua produzione e i suoi diritti d'autore presenti e futuri allo Stato Americano, in cambio di un milione di dollari. Da questo proponimento il grande musicista si lascio in seguito distogliere, ma a malincuore, dai suoi amici di Germania. Latassa sugli spettacoli in Grecia ha subito una notevole decurtazione, per ciò che si e 50% è stata ridotta al 10, senz'altro gravame all'infuori del contributo addizionale per la Cassa di Previdenza degli Autori, Musicisti e personale di scena. Una commedia di Elmer Boross, giovane autore ungherese, è stata proibita a Budapest. Assistendo alla rappresentazione del lavoro, intitolato « Il Campione del Mondo », il ministro dell'Istruzione Pubblica Karaffiath ha ritenuto opportuno farne sospendere le repliche che si svolgevano con vivo successo al Teatro Nazionale, per le tendenze antisportive della commedia. Pur riconoscendo di avere in essa sferzato l'esagerata passione per lo sport, l'autore nega di aver voluto fare della vera e propria propaganda antisportiva, riserbandosi di attaccare la decisione ministeriale. Gli attori del teatro giapponese hanno del trucco un concetto assai diverso dal nostro. si dissecca immediatamente e che ha la proprietà di livellare le rughe e di far scom- parire le sopracciglia. I tratti tipici del personaggio vi sono segnati sopra in grigio e nero, e anche i denti vengono dipinti in nero. Compiuta la truccatura, il viso dell'attore non ha più alcun movimento: l'espressione creata con essa non può cambiare. Per esprimere un altro stato d'animo, occorre truccarsi di nuovo. É un criterio assolutamente opposto a quello degli attori occidentali, i quali con la truccatura intendono far risaltare la pla- sticità del viso. Che ne pensa Bragaglia, inventore della Maschera Mobile ? 28
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  • Notes: La pubblicazione Index, fascicolo speciale dedicato al teatro, stagione 1929: annata settima del Teatro sperimentale degli indipendenti diretto da Anton Giulio Bragaglia, appendice a «Cronache d'attualità», n. 107, VI(1929), presente nella III Sezione: Biblioteca è stata rinvenuta insieme agli altri materiali di questo fascicolo.
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