Forse niente è in questa zona suggestiva
che prolunga in mille divagazioni
ciò che all'inizio era semplice
e del tutto involontario; nei giri
a spirale ci si perde e la mèta
è un miraggio, solo che il ritmo
sembra insospettabile e così
la pesantezza del concentrarsi,
affondare non importa dove s'impone
come il gesto di coraggio risolutivo
finalmente al sopraggiungere
di una sonnolenza quasi morbosa
nell'assedio di infiniti corollari
forse qualcuno essenziale a uno
a uno sviluppo ulteriore;
l'incentivo sarebbe di arrestarsi,
fare una grande retata e vagliarne
dopo il contenuto ronzante, ma dopo
quando? la traccia è poco più
che questione di fiuto o forse
di tatto sebbene sia inutile avanzare
le mani dai contorni tutt'altro
che definiti na decise a ogni eventualità,
sarebbe ingeneroso dubitare della serietà
quasi risibile implicita nell'essere
soggetti a ogni alterazione purchè
renda idonei al luogo e alle sue
inderogabili esigenze basta
che non si giunga all'esplosione
finale in tutte le direzioni:
chi garantisce che allora niente
vada perduto all'appello in ultima
istanza necessario perchè questo
è certo: neppure il più piccolo
folle centro di energia è di troppo
nessuno pud proseguire da solo
un percorso ignoto.
Milano 26 dicembre 1959
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