Carlo Borella (1795-1861), ragioniere, di famiglia numerosa, inizia presto a lavorare come contabile. Alla sua morte nomina erede l'Ospedale Maggiore, lasciando numerosi legati per altre istituzioni benefiche (Istituto dei Ciechi, Istituto dei Sordomuti, Asili d'Infanzia). Scartato dall'Amministrazione ospedaliera il "ritratto di famiglia" che giunge con l'eredità perché non rispondente alle misure standard per l'esposizione alla Festa del Perdono (di questo dipinto forse restituito al fratello del defunto, si sono perse le tracce), il ritratto viene commissionato a Giuseppe Mazza, allievo agli esordi di Francesco Hayez ed è l'unico che questo artista esegue per la Quadreria. Gli vengono consegnati anche effetti personali del defunto affinché lo aiutino nella raffigurazione. Forse è la personalità stessa del benefattore un po' anonima, che ne condiziona una stesura legata alla più consueta iconografia ospedaliera, senza alcun tentativo di personalizzazione.
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