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Senza titolo (Triplo igloo)

Mario Merz1984 - 2002

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo

Mario Merz began working with igloos in 1968. For the artist this structure materialized absolute cosmic space, in which man is the protagonist. The igloo lends form to the entire world and the house, to private space and all reality. In "Untitled (Triple Igloo)", the numbers in the series developed by the mathematician Fibonacci in the thirteenth century – used to measure the growth of leaves, skin and organic minerals – are realised in neon and together with the three igloos, one inside the other, allude to the evolution of the cosmos and man, to the vital impulses and energies that animate the universe. The work is largely realised with sheets of glass, a fragile, transparent material. The piece inspires a reflection on the precariousness of existence, on the natural instinct for protection and on the need to establish contact with the outside world.

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Dettagli

  • Titolo: Senza titolo (Triplo igloo)
  • Creatore: Mario Merz
  • Data: 1984 - 2002
  • Dimensioni reali: hsingle igloos, diameter x height: 600x300, 400x200, 200x100 cm
  • Tipo: installation: glass, clamps, iron, blocks of clay, blue neon Fibonacci numbers from 1 to 8
  • Link esterno: http://maxxisearch.fondazionemaxxi.it/maxxi/opereArte/opereSchedaOpera/IT-MAXXI-OA0001-0000319
  • Description (Italian): Dal 1968 Mario Merz lavora sull’igloo, struttura che materializza lo spazio cosmico assoluto, in cui l’uomo è protagonista. L’igloo dà forma al mondo intero e alla casa, allo spazio privato e a tutto il reale. In "Senza titolo (Triplo igloo)", i numeri della serie elaborata dal matematico Fibonacci nel XIII secolo - utilizzata per misurare il processo di crescita delle foglie, della pelle e dei minerali organici - sono realizzati al neon e insieme ai tre igloo, l’uno nell’altro, alludono all’evoluzione del cosmo e dell’uomo, agli impulsi e alle energie vitali che animano l’universo. L’opera è realizzata in gran parte con lastre di vetro, materiale fragile e trasparente, e induce a riflettere sulla precarietà dell’esistenza, sull’istinto naturale di protezione ma anche sulla necessità di instaurare un contatto con il mondo esterno.

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