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Souvenirs for the Landlocked

Meriç Algün Ringborg2015

la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
Venezia, Italia

Meriç Algün Ringborg
Nata a Istanbul, Turchia, nel 1983.
Vive e lavora a Stoccolma, Svezia.

A guidare l’attività di Meriç Algün Ringborg è la sua esperienza di vita e di “navigante” tra due culture: la Turchia è il Paese d’origine dell’artista, che li si è laureata in Arti visive e Design della comunicazione visiva; mentre in Svezia, dove attualmente vive, ha completato la propria istruzione con un master in Belle arti. L’incertezza legata allo spostamento tra i due Paesi ha reso Algün Ringborg più sensibile alle questioni della migrazione, dell’identità, dell’appartenenza, della differenza e della mobilità, che sono al centro del suo lavoro. Il lavoro di Algün Ringborg, concettuale e formalmente conciso, abbraccia vari media. È guidato da parametri precisi e da una metodologia rigorosa, che la aiutano a rendere visibili strutture e relazioni complesse. Questa strategia le permette di investigare, analizzare e decodificare i sistemi culturali, burocratici e linguistici che influenzano la nostra vita. La lingua, in quanto elemento cruciale della propria identità, è uno strumento particolarmente prezioso, che Algün Ringborg usa per portare alla luce somiglianze e differenze. Invece di utilizzare la propria voce, sceglie spesso di appropriarsi di alcuni elementi del linguaggio istituzionale, in modo da minare dall’interno la loro implicita pretesa di validità universale. Nei suoi primi lavori, per esempio The Concise Book of Visa Application Forms (2009), un volume rilegato a mano e strutturato come una sorta di enciclopedia, ha raccolto moduli per il visto di soggiorno da tutto il mondo. Il linguaggio impiegato in questi moduli illustra chiaramente le lungaggini burocratiche che i cittadini extra-europei in particolare devono affrontare prima di poter viaggiare. In A Work of Fiction (Manuscript) (2013), Algün Ringborg compone un breve racconto utilizzando unicamente le frasi-esempio raccolte nell’Oxford English Dictionary.
Per la mostra alla 56. Biennale di Venezia l’artista estende i parametri dell’appartenenza e dell’attraversamento dei confini anche all’ambito marittimo. In questo progetto Algün Ringborg prende in considerazione l’importanza delle spedizioni di container via cargo, che attualmente riguardano il 90% del commercio mondiale, connettendo il pianeta attraverso le rotte di spedizione, l’import e l’export di merci e le relazioni umane coinvolte in questo processo.
L’installazione immersiva che l’artista ha creato per questo evento è stata ispirata dalla figura di suo nonno che, lavorando per più di quarant’anni su navi mercantili, si è trovato a viaggiare dalle regioni più settentrionali della Russia al Capo di Buona Speranza in Africa, e dal Brasile al Giappone, al Canada. Tornando a casa dopo le lunghe assenze, era solito portare souvenir per ogni membro della famiglia. Questi souvenir costituiscono le coordinate dell’ambiente ibrido e disorientante creato da Algün Ringborg: presentano il paradosso di un mondo esterno addomesticato e incapsulato. Quando vengono inseriti in un luogo specifico, agiscono come significanti del confine tra queste località. Un pavimento di metallo rosso e una linea di galleggiamento sulle pareti richiamano la coperta e lo scafo di una nave, mentre una credenza piena di porcellane, un vaso su un piedistallo che descrive un servizio di doni floreali “da nave a terra”, due orologi da muro e un tappeto artigianale con disegnate le rotte navali nel mondo suggeriscono un ambiente più domestico. Metà nave, metà casa, questo spazio complica le definizioni binarie delle relazioni tra mare e terra, tra mobiliàa e immobilità, accompagnandoci in uno spazio psichico interstiziale.

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  • Titolo: Souvenirs for the Landlocked
  • Creatore: Meriç Algün Ringborg
  • Data di creazione: 2015
  • Diritti: Courtesy l'artista; Galeri Non, Istanbul; Galerie Nordenhake, Berlino e Stoccolma, Foto di Alessandra Chemollo; Courtesy: la Biennale di Venezia, con il supporto di SAHA Association and Iaspis, The Swedish Arts Grants Committee’s International Programme for Visual Artists
  • Materiale: installazione a tecnica mista
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