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Una comparazione certo fruttuosa potrebbe derivare dal 'indagine dei rapporti tra cubi-
smo, suprematismo e costruttivismo di un Meierhold, tra cubismo pittorico e plastico di un
Tairov e la corrispondente attuazione nelle arti figubative che, ad es., scoprisse in que-
sta trasposizione altissima sulla scena una vitalità, una funzionalità, un'invenzione, che
il cubismo russo non ebbe probabilmente nei pittori de cavalletto neppure in un lalevic
purista e rarefatto. Di più, che il cubismo scenico più autentico non fu quello dipinto,
cioè quello che in maniera anche geniale, creava sulla tela rapporti di colore ed estreme
zioni formali,in un gioco di colori spaziali o spazi colorati di un sottilis-
adatto ad accogliere i contenuti di refinato estetismo di una borghesia
"arbitra elegantiarun", ma quella che del cubismo creò un parallelo organismo teatrale
riproducendo, in uno spazio vivo come l'attore,quell'atmosfera di splendida libertà, di
supremo Tischio intellettuale, di spoglia classicità, di significati asciutti e moderni,
che aveva caratterizzato le arti figurative dal 1907 al 1914.. che in Russia si carico
di tensione rivoluzionaria e accolse i primi costi,lebze mature manifestazioni
di un teatro nuovo.
simo effetto
E ziel teatro (e quanto nel cinemahtlesslessiatis! colofe putofauye,
tedesco si valse di una prospettiva
d'angoscia, di una tensione dinamica delle superfiol spezzate intelecantesilinsomna di
una espressività dello scenario a cui giungeva attraverso le soluzioni enborate dal cu-
bismo, del futurismo e dagli esperimenti costruttivistici russi.
Questo certo fu l'incontro più operante e valido tra il teatro e le correnti figurative,
in questi nuovi valori dello spazio, della Cazore, della forma che Trivarono sul
palcoscenico non solo una presentazione decorativa , ung abbellimento della scena guna spe-
ciosa e sofistica, anche se talvolta splendida, capacità di struttura teatrale nello sce-
nario dipinto, ma l'ambiente adatto ad accogliere i nuovi significati anti-realistici
della cultura, l'isolamento,l'angoscia, l'audacie, il dubbio, tutto quello che l'uomo aveva
ancora da dire e de tentare prima dell'evasione e l'evasione stessa.
Verismo e decorativismo(forse Viullard fu qualcosa di più di un decoratore(3)) vennero
rigoroso?
praticamente spazzati via dalla scena quando Appia e Craig si volsero a quel/ripensamen-
to del teatro che doveva portare a fondare un nuovo concetto di spazio ravvisato simbolo-
camente in quello dell'edificio destinato a "mettre a couvert l'espace où nous travaillon
Spazio intatto dove l'attore tornasse ad essere il plastico "porteur du texte"(4) e a su-
bordinare a sé la creazione dell'ambiente suscitato non in funzione di rappresentazione,
ma di evocazione, di "rivelazione".
E se è vero che in loro "un desiderio di agile mobilità di sfumature.. crea continuamente
una voluta impossibilità di definizioni figurative" (5), è anche vero che quello spazio ele
mentare, traendo la sua verità da quell'esigenza che mirava a raggiungere in arte la pre-
senza spoglia, mentale delle cose, l'absente" mallarméiena era insieme lo spazio dell'orat
torio e della geometria, dei fantasmi di Shakespeare e dei ginnasti di Dalcroze, di Wagner
e di Meierhold, di Freud e di Prampolini, del simbolismo e del cubismo, dell'espressionismo
e del futurismo. Era lo spazio nuovo, ottenuto, non solo attraverso un processo ditidecora-
tivo, ma recuperato in una coscienza moderna che chiama il supremo sforzo romantico di
interpretazione: azione scenica "realistica" in un'accezione che è stata anche di Picasso
e di Braque, lo spazio delle tro dimensioni, dove la pittura non sens techique" era posta i
in crisi dall'impossibilità di unirsi organicamente al "corps vivant", a conciliare a se
la presenza, insopprimibile, della luce. E' sintomatico però notare che se la pittura nella
sua accezione e struttura cubista e post-cubistagfu assunta sul palcoscenico,questo
accadde anche perchè Appia 8 Craig lo avevano disposto ad accoglierne i nuovi significati
spaziali.
(3) "In Solness Lugné Poe sol.evo proteste per uno scenario di Vuillard:"Gli spettatori
rimasero di stucco: era la prima volta che in Francia si osava deporre un trampolino e
piano inclinato sopra cavalletti..era già il trampolino del Revisore di Meierhold.."
Blanchard, op.cit.pag.64.
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