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lettera e la presa di coscienza all'aeroporto con M. Grazia, quando mi ha
detto "Telefona tu al fattore, fai tu, chiarisci perchè i guardia non ave
vano diritto di impedire ai cacciatori di fare la posta ai cinghiali" ho
cominciato a tirare fuori delle scuse, non me le sentivo. Perchè attacca-
re subito con le responsabilità? Adesso che ero d'accordo di farlo per
il futuro... Invece poi l'ho fatto subito e mi sono trovata una verve, una
sicurezza, una chiarezza di esposizione che mi ha reso felice. Dopo que-
sto exploit mi sento in grado di affrontare il mondo.
Sono una
che non dice mai
basta
questo
mi crea lo scompiglio
5 ott. Sogno pesantissimo con sogni affioranti dal profondo.
Scendendo con Pietro in un declivio campestre -quasi più montano che cam-
pestre a giudicare dal prato, scorgo dentro certi capanni, affondati nel-
la paglia tanti gattini neonati. Finisco col prenderne uno bianco e gri-
gio, ma come controvoglia o suggestionata sulmmomento. Pietpo ne tira fug
ri uno bianco e marrone, molto bello, lo preferisco, poi vedo che è gros-
so come se fosse adulto, e anche Pietro lo lascia li. Il gattino vuole
stare sul mio braccio e tatto aderente a me, in certi momenták sembra
quasi un bambino o un essere umano, ha una faccina che mi confonde e co-
si lo guardo. Vorrei sbarazzarmi di lui, però mi fa tenerezza e lo cocco-
lo, in un momento di distrazione cade a terraz e vedo il suo musino ap-
piattito come se avesse battuto il naso. Non lo raccolgo: ormai è andata
cosi.
Nella stanza di un castello o di una villa antica e signorile, mi si pre-
sentano grandi esseri come uccelli enormi. Mi meraviglio di quanti sono.
c'è un uomo con me e li intratteniamo come persone. Ho poggiato la mano
su un altro essere e mi accorgo stupita che è una volpe.
Un uomo seduto sul mio divanetto Thonet si intrattiene con alcune persone
tra cui io. Un altro uomo si occupa di lui. Realizzo il senso della situa
zione quando lo vedo contrarre il viso e noto la sua pancia voluminosa e
come agitata. Quel tipo sta partorendo: . lo la cosi, in nezzo alla gen-
te superando le doglie con un po' di sforzo, ma per il resto è normale.
L'ultima doglia però è stata un po' più forte: adesso sorride compito e
anzi si alza brevemente in piedi per salutare una signora, ma ha il viso
quasi tumefatto specie intorno agli occhi, più che sofferenti,da agonia.
Heri sera Pietro, seduto sul divano Thonet, parlava dei suoi problemi di
rapporti con la gente ricca, coh soldi. Jacqueline era venuta a portargli
due vasetti di sue mammellate e io le avevo detto che vivo una doppia vi-
ta, una con Pietro, soldi, gente importante, una per conto mio in cui re-
sto la ragazza che ero, senza spese suferflue, anzi risparmando, modesta
nel vestire, amica di donne qualsiasi, però senza problemi pratici reali.
Allora avevo buttatotli che vorrei lavorare e Jacqueline non capiva piu,
cosi mi rispondeva astrattamente, o meglio sovrapponendo il suo problema
di persona che ha speso la vita a lavorare « trascurando se stessa. Con-
cludeva "Che assurdità, tu che puoi vivere senza lavorare, senza perdere
tempsykiatilmente, non riesci a goderti lo stato di libertà in cui sei".
Pero" le rispondevo "come faccio a sentirmi al mio posto in una situa-
zione in cui non sono arrivata con le mie gambe". A questo punto Pietro
è intervenuto, un po' ammettendo, por difendendosi, taierzone
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