rangerà. Qui sono talmente serena che non penso niente di amale. Adesso
posso starci dei mesi, degli anni, quanto voglio, deciderlo io. E' fini-
ta correre dietro agli altri. Posso partire domani se un bisogno mio me
lo suggerisce. Posso stare qui. Questa casa mi è assicurata fino alla
fine dei miei giorni. Mi sento come da ragazza, prima di sposarmi, di
avere il figlio. Tutto volontario, sono libera. Col necesario, impegna-
tivo, vincolato, reattivo, è finita.
4 mage. Una Ritva femminile che con aria docile mi rivela che può anche
andarsene di li, e io, guarda caso, sono diretta alla stazione di Firen-
ze per prendere il treno. Siamo molto amiche, c'è un'intesa quasi omo-
sessuale fra noi, viene fuori con una dolcezza prima sconosciuta. Mi
sento molto carezzevole verso di lei, lei si lascerebbe coccolare, non
chiede altro. Però non mi fido e, sebbene sia tentata, non le dico "vie-
ni con me", mi riprometto di vedere in seguito, ancora non mi fido, so
che cambia a un tratto, basta darle spago. Mi accorgo che dove sto an-
dando non c'è niente, nè vestiti, nè roba. Prendo due tovaglie, di cui
una piena di briciole, me ne accorgo svolgendola, subito la riavvolgo,
ormai fard pulizia a casa, però le dico "guarda, ci abbiamo mangiato in-
sieme l'ultima volta". Ritva è un po' sorniona come se, mentre mi circui-
sce un po' perchè la inviti a venire con me, escogitasse nel frattempo
qualche altra soluzione. Però è in pace con me, mi sento sollevata dal
constatare che non si accanisce. Le vedo dei peli neri all'angolo della
bocca, con una pinzetta glieli strappo, lei dice "eh si, ho dei peli, na
per questo c'è sempre del rossore qui intorno". Guardo meglio e vedo dei
peletti che le scendono tra le labbra: non posso strapparglieli tutti
certamente, giusto all'altro angolo della bocca.
Svegliandom ho fatto autoerotismo alla sensazione che quella bocca in
realtà era il sesso: mi venivano fantasie di procurarle l'orgasmo, lo
sentivo come una cosa bellissimax dare piacere a un'altra.
Una volta allontanati S.X marito e figlio, il senso di me si spalanca
all'ignoto. Finche una si sente moglie, madre, figlia non sa chi è, non è
se stessa. Turicchi a quel
posto fuori dalla famiglia, ma non **ho mai avu.
to: sempre rimbalzata in luoghi collettivi per un'identità accettata dal-
la collettività.
che
2x
Dopo tante giornate splendide da paradiso terrestre oggi è brutto e pio-
viggina. Ma io non faccio che godere questo spazio, di qualsiasi clima o
spettacolo sia riempito. E' 11 mio spazio e non mi stanco di spaziare.
Nessuno mi manderà via di qua, nessuno mi dirà "prepara le valigie, si
parte". Come ho fatto a vivere tanto tempo come una schiava. Nessuno ha
bisogno di me, e io non ho bisogno di nessuno. Piccole cose riempiono la
mia giornata, scrivere e battere a macchina il diario. Ho anche lasciato
perdere l'orologio. Non so che ore sono, non m'interessa.
5 magg. Risulto un po' una guastafeste per Marta e Maria: non ho i vestit
adatto per uscire, e quando decido di tenere quello che ho, ecco che spun
ta un problema di calze che mi fa perdere un'infinità di tempo. Scure non
le voglio, con lamé dentro neanche; un paio grige mi si attacca a un'un-
ghia, non so come toglierla, poi devo buttare le calze, e cost via. Maria
è stanca, con viso affilato coperto letteralmente di trucco, gli occhi
cerchiati e l'umor nero, è impaziente di uscire, ha fretta di andare
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