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Tesi di laurea, Oggetto 13

01 aprile 1955 - 1957

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Roma, Italia

Sono presenti le carte relative all'attività del soggetto produttore finalizzata al reperimento del materiale necessario per la stesura della tesi di laurea, la documentazione bibliografica stessa nonché varie elaborazioni scritte. Carla Lonzi si laurea con Roberto Longhi il 19 dicembre 1956 con una tesi intitolata I rapporti fra la scena e le arti figurative alla fine dell'800.

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  • Titolo: Tesi di laurea, Oggetto 13
  • Data di creazione: 01 aprile 1955 - 1957
  • Trascrizione:
    parigine, ma più difficili assai.... Anche il Croce (Teatri di Na- poli) ci fa apprendere come a Napoli fossero macchinose le sacre rappresentazioni: "Anche al primo Alfonso si attribuisce, sulla testimonianza del Pa- normita, l'introduzione in Napoli delle sacre rappresentazioni, dei "ludi cristiani", che erano in tanto uso in Toscana: nel 1457 in Castelnuovo la rappresentazione del Venerdi Santo. E regolarmente si continuò a questo modo nelle ricorrenze, come dimostrano i conti della tesoreria per gli anni 1460-1470-1472, dove sono notate le spese per la suppellettile teatrale occorrente; Vesti di santi, di Angeli, di diavoli e di giudei, macchine, fuochi greci e simili." I'inferno della scena medioevale offre spettacoli di macchine vere e proprie. "Enfer fait en maniére d'une grande gueule se clo- ant et ouvrant quant besoing en est" (1). Denti, fuoco fiamme, costituivano la prima impressione. Il IIone (2) sostiene che nel me- dioevo il testo fosse tutto ei meccanismi non avessero importanza. I successivi studi del Coen (3) hanno dimostrato quanto fosse fal- sa questa creienza. Le macchine medioevali erano una parte notevo- lissima della rappresentazione o concorrevano ad impressionare il pubblico con tutti i mezzi. 1. a' Outreman (4) descrive che: "lux festes de la Pendecoste de l'an 1547, les principaux bourge- ois de la ville représentérent sur le theatre en la maison du duc d'Arschot, le vie, mort et passion de Notre Seigneur en vingt-cing journées, en chacune desquelles on vit paraitre des choses estran- ges et pleines d'admiration. Les secrets du Paradis et de 1' Enfer estoient tout à fait prodigieux, et capables d'estre pris par la populace pour enchantemens. Car l'on voyait la v rité, les Anges et. divers personnages descendre de bien haut tantost visiblement, au- trefois comme invisibles, puis paroistre tout à coup; de l'Infer, Lucifer s'élevoit, sans qu'en vit comment, porté sur un aragon. La verge de lloyse, de sécle et stérile, jettoit à coup des fleurs et des fruictz; les ames de Herodes et de Judas esteient emportée en l'air par les Diables; les Diables chassés des corps. les hjaro- piques et autres malades guéris, le tout d'une façon admirable.
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