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The Botany of Desire

Hwayeon Nam2014/2015

la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
Venezia, Italia

Nam Hwayeon
Nata a Gwangju, Corea del Sud, nel 1979.
Vive fra Berlino, Germania, e Seul, Corea del Sud.

Nam Hwayeon crea soprattutto performance teatrali e video, ma i suoi disegni sottilmente dettagliati – in cui le forme di immaginari spazi difensivi si combinano con sistemi gerarchici, per connettersi alle successive opere video – fungono da metonimia per la realtà dei sistemi sociali, delle regole, della gerarchia e delle norme umane. I suoi video e performance più recenti si confrontano con i metodi possibili e impossibili di esperire la sostanzialità delle cose che crediamo esistano. Gli oggetti di queste opere vanno dai frammentari archivi del leggendario coreografo coreano Choi Seung-hee (1911-1969) alla fisicità di reliquie come il Jikji, un documento del buddismo coreano risalente al 1377 (dinastia Goryeo), considerato il più antico esempio al mondo di libro stampato con la tecnica dei caratteri mobili. Sebbene gran parte del lavoro in due volumi sia oggi andata perduta, il secondo tomo è conservato alla Bibliotheque nationale de France.
Concentrandosi sull’impossibilità di afferrarne la realtà fisica, l’artista si domanda cosa significhi esperire e comprendere epoche passate e intangibili. In un’opera recente, Dimensions Variable (2013), rende l’osservatore consapevole del proprio tempo e del proprio spazio, mostrandogli i corpi controllati e i movimenti attenuati di performer e ballerini. L’opera risulta allo stesso tempo un difficile equilibrio fra misurazione e percezione dello spazio e del tempo, e un’aggraziata performance che evoca una poesia formalista e splendidamente controllata. L’approccio coreografico di Nam ai suoi video, specie per quanto riguarda gli elementi drammaturgici, ne determina la forma e l’esito. Insieme rappresentano una metodologia operativa cruciale, in sintonia con la fisicità e l’esistenza di oggetti, spazio e tempo, e con la struttura figurativa dei sistemi sociali.
Il suo video a due canali The Botany of Desire, il cui titolo è mutuato da un libro dello scrittore e attivista americano Michael Pollan, intreccia la prima bolla speculativa del mondo – la “tulipomania” olandese (1633-1637) – con il crollo dei mercati del 2010. Il video orchestra i notiziari che riferivano di un recente collasso economico, le grida degli operatori di borsa durante le contrattazioni, i suoni degli sciami di api, i vividi colori dei tulipani deformati dalle malattie e i fluttuanti grafici di mercato. Mentre queste scene danzano sullo schermo – con suoni intensi, vivide immagini di avidità, e picchi e crolli di grafici immateriali – il sonoro scompare gradualmente e si svuota. Ricordando la massima di Karl Marx – “tutto ciò che è solido svanisce nell’aria” – questo video mette a confronto la follia speculativa del commercio dei tulipani del XVII secolo con gli odierni mercati finanziari, imprevedibili ed eterei. Creando una ricca performance video, con un ritmo accattivante ottenuto dall’arrangiamento, dalla composizione e dall’organizzazione delle singole scene ed elementi, Nam rende visibile l’intensa, umana ossessione per l’immateriale valore simbolico.

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  • Titolo: The Botany of Desire
  • Creatore: Hwayeon Nam
  • Data di creazione: 2014/2015
  • Diritti: Courtesy l'artista, Foto di Alessandra Chemollo; Courtesy: la Biennale di Venezia, con il supporto di Arts Council Korea, Korean Cultural Centre UK
  • Materiale: video HD a due canali, colore, suono (8' 23")
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