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Vincenzo Florio

1905/1905

Club Piloti della Targa Florio 1906-1977

Club Piloti della Targa Florio 1906-1977

I Florio. E' a Parigi che nasce la corsa. Florio era in Francia per contattare piloti e costruttori che avrebbero dovuto partecipare ad un'altra gara automobilistica, la Coppa Florio. Rimase colpito dal circuito dell'Alvernia, teatro della Gordon-Bennet: le innumerevoli curve, i saliscendi e il lungo tratto pianeggiante gli ricordavano le Madonie. Fu lì che Florio trovò l'ispirazione per quella che sarebbe divenuta, di fatto, la prima, vera gara automobilistica internazionale, banco di prova per le case costruttrici e test probante per l'abilità dei piloti. Ne parlò con il suo amico Henri Desgrange, direttore della famosa rivista "L'Auto" e tracciò su un foglio di carta il percorso: Cerda, Caltavuturo, Petralia, Geraci, Castelbuono, Isnello, Collesano, Campofelice: in tutto 146 chilometri e 900 metri di strada sterrata, capace di mettere a durissima prova macchine e piloti. Trovato il percorso, l'entusiasmo di Florio cresceva giorno dopo giorno. Occorreva assolutamente trovare un nome a quella gara ancora in embrione. Florio ricordò che tre anni prima aveva vinto una corsa, la Padova-Bovolente, ed era stato premiato con una targa che prendeva il nome del conte che l'aveva organizzata: "Targa Rignano". Così in quel preciso momento nacque la Targa Florio che si sarebbe chiamata con il nome del suo inventore. Il quartier generale dell'evento fu stabilito al Grand Hotel delle terme a Termini Imerese e a Buonfornello Florio fece costruire due grandi capannoni di legno, lunghi 180 metri, adibiti a tribune per il pubblico e box, ben riparati da tende ed eretti ai margini della strada. Fu costruito anche un cavalcavia di legno per attraversare la strada senza il pericolo di venire travolti o di intralciare le auto in gara. Accanto alle tribune un ristorante e due grandi tende per il pronto soccorso gestite dalla Croce Rossa.Sopra i box venne poi allestita una sala stampa dotata di telegrafo internazionale, il secondo in Italia dopo quello esistente a Milano. Insomma, insieme alla Targa Florio nacque anche il primo circuito per gare automobilistiche che avrebbe poi subito, come del resto anche questo sport, una continua evoluzione. Durante la gara due bande musicali si alternavano nell'esecuzione di brani per allietare il pubblico presente in attesa del passaggio delle auto. Florio fece persino costruire un tratto di 400 metri di binari paralleli al rettilineo di Buonfornello e collegati alla linea ferroviaria che da Palermo portava a Messina. Una linea "dedicata" per chi avesse voluto raggiungere il campo di gara in treno. Il bigletto, di andata e ritorno, costava 13 lire e nel prezzo era incluso anche un buono per la colazione. La risposta dei siciliani all'appello lanciato da Florio andò al di là di ogni aspettativa: sedicimila persone, quel giorno, assisterono alla nascita di un mito. Non si trattò solo di una gara automobilistica, ma anche di un momento d'incontro fra nobiltà ed alta borghesia: in tribuna d'onore, oltre a donna Franca Florio c'erano la contessa Morosini, la contessa di Mazzarino, la principessa Lanza di Trabia e tanti altri protagonisti della società siciliana del tempo. Il 6 maggio del 1906, finalmente, il rombo dei motori. Sulla linea di partenza ci sono 5 Italia, una Fiat, 2 Bayard-Clement, una Berliet ed una Hotchkiss. Di queste, dopo 9 ore e 32 minuti di curve, salite, discese, rettilinei e tre giri di percorso, solo in sette tagliarono il traguardo. Davanti a tutti, con un distacco di 30 minuti sul secondo arrivato, la Itala di Alessandro Cagno, che vinse alla media di 46 chilometri all'ora. La gara fu un trionfo per Florio ed un successo di immagine per la Sicilia. Così, fin dalla sua nascita, la Targa Florio aveva conquistato fama mondiale.

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Dettagli

  • Titolo: Vincenzo Florio
  • Data di creazione: 1905/1905
  • Sede: Palermo
  • Provenienza: Collezione Casa Florio
  • Diritti: Chico Paladino Florio
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