Le antiche collezioni botaniche dei Musei Civici di Reggio Emilia

Herbaria ad exsiccata
L’uso di campioni essiccati per lo studio e il riconoscimento delle piante comincia all’inizio del XVI secolo. Da questo momento i botanici abbandonano progressivamente i trattati iconografici per occuparsi direttamente dello studio delle piante dal vivo, sia coltivandole in Orti botanici, sia conservando le proprie raccolte sotto forma di campioni essiccati, osservabili in qualsiasi momento e disponibili per essere scambiati tra studiosi di regioni anche lontane.

Lo studio della botanica trae nuovo impulso, in questo periodo, dalle nuove piante portate in Europa in seguito ai viaggi di scoperta.

Gli erbari essiccati più antichi si presentano spesso sotto forma di volumi rilegati, spesso con i campioni direttamente incollati sui fogli, o fissati tramite piccole strisce di carta o di tessuto.

Erborario Naturale del Santo Spirito di Reggio
La più antica raccolta botanica conservata nei Musei Civici di Reggio è un volume rilegato che porta l’iscrizione Erborario Naturale del Santo Spirito di Reggio, che si può far risalire alla metà del XVII secolo.

Malgrado il precario stato di conservazione delle essenze, l’erbario dimostra un’accurata preparazione, con le erbe fissate ai fogli per mezzo di sottili strisce di tessuto colorato, i nomi vergati con elaborata grafia, i bordi delle pagine colorati.

"Absintio Ortense serve pista la sudeta a guarir le macature."

Gli esemplari sono fissati al foglio con strisce di tessuto colorato.

Accanto ad alcune essenze sono indicate le proprietà terapeutiche, in accordo con lo scopo principalmente officinale sostenuto dalle raccolte erbariologiche dell’epoca.

"si pilgia un monipolo di deto marubio e un otavo di onzia di termentina et un altro di carlina e falo bolir in mezo bochal di vino biancho a lento focho e tolgi un oncia di eupatorio..."

Erbario di Giacomo Zanoni
XVII secolo

Col passare del tempo si preferirà realizzare erbari a fogli singoli, in modo da poterli ordinare e incrementare liberamente, come si osserva nell'erbario di Giacomo Zanoni

Giacomo Zanoni (1615-1682), originario di Montecchio (RE) fu direttore per quarant’anni dell’Orto Botanico di Bologna e autore di una importante opera: "Istoria botanica" (1675). Fu, inoltre, autore di un erbario perfettamente conservato, contenente 184 piante accuratamente disposte, fissate direttamente al foglio, con eleganti etichette.

Nei primi erbari è in genere indicato solo il nome comune della pianta.

Nome di classificazione della pianta con decorazioni calligrafiche.

Classificazione della pianta con decorazione calligrafica.

Dettaglio di fiori di Digitale.

Erbario di Filippo Re
Dal XVIII secolo si afferma l’uso di classificare ogni pianta con tutte le denominazioni utilizzate dai precedenti autori, come si ritrova in alcuni fogli dell'Erbario di Filippo Re.

Nato a Reggio Emilia nel 1763, Filippo Re si applicò allo studio della fisiologia vegetale, conducendo esperienze sulla alimentazione delle piante e contribuendo con i suoi studi alla rinascita e riforma dell’agricoltura reggiana. Insegnò botanica e agronomia al Liceo di Reggio Emilia, poi, per volere di Napoleone Bonaparte, divenne professore di Agraria all’Università di Bologna, della quale fu anche Rettore (1805- 1806). In seguito ebbe la cattedra di Botanica e Agraria presso l’Università di Modena, dove fu Direttore dell’Orto Botanico dal 1814 al 1817. Morì a Reggio Emilia nel 1817, nel corso di una epidemia di tifo.

Diverse classificazioni della pianta di melanzana

Aumentando il numero delle piante no­te, il polinomio diventa però di utilizzo sempre più complesso e poco praticabile.

L’esigenza di fornire una denominazione univoca per le specie botaniche viene soddisfatta alla metà del XVIII secolo con l’introduzione da parte di Carlo Linneo (Carl von Linnè, 1707-1778, botanico e zoologo svedese) del sistema di denominazione binomia delle specie, codificato nella sua opera “Species plantarum” (1753). Alla fine del XVIII secolo la nomenclatura linneana era utilizzata da tutti gli studiosi di Europa: anche Filippo Re ordina in questo modo il suo vasto erbario.

Phaseolus nanus

La raccolta erbariologica di Filippo Re , disposta in 155 teche, consta di circa 7214 fogli, in rappresentanza di circa 5200 specie. Esse sono ordinate, secondo lo schema linneano, in Classi (contraddistinte dalla morfologia degli organi sessuali maschili) e in Ordini (secondo le particolarità di quelli femminili). Vi sono rappresentate sia specie rinvenibili nel territorio reggiano che specie esotiche di varia provenienza e specie coltivate. Non risultano indicate, salvo rare eccezioni, le località di provenienza dei reperti, ne’ la data di raccolta. Lo stato di conservazione è buono per la maggior parte degli esemplari.

Fiore di cipolla

L'interesse principale di Filippo Re non è, tuttavia, legato alla botanica, quanto all'agricoltura. In modo sperimentale studia il miglioramento delle pratiche agrarie, pubblicando numerosi trattati.

Le opere di Filippo Re trattano molteplici argomenti: dalle malattie delle piante all'utilizzo di vari tipi di letami, dalla coltivazione di erba medica a quella di farro, melone, fragola, cotone, etc. Tra questi il "Saggio sulla coltivazione e su gli usi del pomo di terra e specialmente come valga a migliorare i terreni", "L'ortolano dirozzato", "Il giardiniere avviato all'esercizio della sua professione", "Gli elementi di agricoltura".

Dettaglio della infiorescenza del mais

All'interesse per l'agricoltura è legata la presenza nell'erbario di molti esempi di piante coltivate, tra cui le numerose varietà di grano e altri cereali.

Dettaglio di spiga di grano.

Titicum sativum - Grano d'Odessa

Musei Civici di Reggio Emilia
Riconoscimenti: storia

I Musei Civici di Reggio Emilia ringraziano:

Google Cultural Institute

Massimo Magnani, dir. Area Competitività e innovazione sociale

Elisabetta Farioli, dir. Musei Civici

Silvia Chicchi, ispettore naturalista

Georgia Cantoni, coordinamento redazionale

Selene Cabibbo, Andrea Viani, redazione

Fabrizio Giacchè, Marina Notari, collaboratori

Riconoscimenti

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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