Veduta della città di Betulia (1549/1557) di Corrado de MochisVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Il "Libro di Giuditta", contenuto nella Bibbia cristiana cattolica, narra le gesta di Giuditta, eroina del popolo ebraico, che liberò la città di Betulia assediata dagli Assiri del re Nabucodonosor.
Oloferne, generale assiro, invaghitosi di Giuditta la invitò ad un banchetto. La donna, approfittando dell’ubriachezza di Oloferne gli tagliò la testa con la sua stessa spada.
Al suo ritorno a Betulia, Giuditta mostrò trionfalmente la testa di Oloferne al suo popolo.
Gli Assiri, senza il loro condottiero, furono facilmente messi in fuga dai Giudei.
La storia di Giuditta è tra le più ricorrenti nell’iconografia cinquecentesca, data la forza evocativa dell’eroina femminile che trionfa sulla prepotenza dell’invasore, usando la seduzione e la violenza.
Meno frequenti sono le rappresentazioni iconografiche della sola città di Betulia, città della Giudea citata nell’Antico Testamento le cui origini storiche non sono mai state confermate.
Per questo motivo risulta di grande interesse l’immagine riportata dall’antello ad essa dedicato, intitolato Veduta della città di Betulia, attribuito a Corrado de Mochis su disegno di Giuseppe Arcimboldi e databile tra il 1549 e il 1557.
Sala delle vetrateVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
L’antello, oggi conservato all'interno del Museo del Duomo, si collega al ciclo delle Storie di Giuditta e proviene dalla finestra V21 dedicata all’Antico Testamento.
Torre di Babele (1549/1557) di Corrado de MochisVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
La tecnica e i colori richiamano l'antello Torre di Babele e il trittico dedicato alla Creazione, in cui emerge un ampio uso del giallo d’argento.
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