Le origini
Offerta dalla Corporazione degli Speziali nel 1478, la vetrata V25 del Duomo di Milano è oggi collocata nel braccio del transetto nord della Cattedrale, a coronamento dell'altare intitolato a Santa Prassede.
Originariamente l'opera doveva essere collocata nel transetto meridionale, al lato opposto del capocroce dove si trova attualmente collocata. La rimozione dalla posizione originaria dovette avvenire con ogni probabilità in occasione di un restauro nel XVI sec.
San Giovanni Damasceno confida ai parenti la vocazione (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Nascita e primo bagno di San Giovanni Damasceno (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
La prima fase di realizzazione avvenne tra il 1479 e il 1489, ad opera di Niccolò da Varallo, al tempo mastro vetraio attivo presso il Cantiere del Duomo.
Il monaco Cosma istruisce San Giovanni Damasceno (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Con la propria maestria, Niccolò da Varallo traspose in vetro i cartoni di Vincenzo Foppa, tra i maggiori artisti lombardi dell'epoca.
San Giovanni Damasceno
La vetrata racconta episodi della vita di San Giovanni Damasceno. Personaggio di prima grandezza nella storia della teologia bizantina, nonchè eminente Dottore nella storia della Chiesa universale, fu testimone oculare del trapasso dalla cultura cristiana greca e siriaca alla cultura dell’Islam. Morì a Mar Saba il 4 dicembre 749, il giorno oggi dedicato alla sua memoria liturgica. Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa universale nel 1890. È patrono dei pittori, dei disabili (mancanti di qualche arto) e dei farmacisti.
San Giovanni Damasceno riceve il figlio del principe (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Le scene della vita del Santo che compongono la vetrata sono tratte dallo Speculum Historialis di Vincenzo di Beauvais (XIII secolo).
San Giovanni Damasceno in preghiera davanti alla Madonna (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Nel 2019 la Veneranda Fabbrica ha portato a termine il restauro dell'intero finestrone, resosi necessario per il cedimento delle piombature che metteva a rischio la conservazione stessa della vetrata e di conseguenza la fruizione stessa dell'opera.
Si è proceduto così allo smontaggio dei 30 antelli e al loro completo restauro in laboratorio. Una selezione di sei pannelli, esemplificativi dell'altissima qualità artistica raggiunta dal maestro "da Varallo", è stata protagonista di un'esposizione nel retrocoro del Duomo dal 27 giugno al 1 settembre 2019.
Nascita e primo bagno di San Giovanni Damasceno (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Nascita e primo bagno di san Giovanni Damasceno
L'antello offre uno straordinario ritratto d’interni tipicamente quattrocentesco, descritto con grande precisione e realismo. Il restauro della vetrata ha reso di nuovo visibili alcuni preziosi dettagli narrativi, dando nuova brillantezza ai colori e le forme sono ora perfettamente delineate.
Degno di nota il letto della puerpera in scorcio sulla sinistra, parzialmente chiuso da una tenda...
... così come, nella parte bassa, il gradino con il cassettone.
Sulla destra dell'antello è raffigurata la scena del Primo bagno, in prossimità del camino, la cui visibilità è stata pienamente recuperata...
... unitamente a volti femminili di grande naturalismo, tratteggiati con notevole volumetria.
Il monaco Cosma istruisce San Giovanni Damasceno (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Il monaco Cosma istruisce San Giovanni Damasceno
Il secondo antello racconta di una fase successiva nella vita di San Giovanni Damasceno: egli è rappresentato fanciullo, con l'aureola, mentre si trova in piedi davanti al monaco siciliano Cosma, con un libro in mano.
Il restauro ha eliminato alcuni piombi che non rendevano ben leggibili i volti. Da notare il sublime realismo dei personaggi e delle vesti.
Stupisce la bellezza della grisaglia originale e il colore rosato delle gote dei fanciulli.
La parte in alto dell’architettura, verso sinistra, è un rifacimento ottocentesco dei fratelli Bertini.
San Giovanni Damasceno in preghiera davanti alla Madonna (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
San Giovanni Damasceno in preghiera davanti alla Madonna
Il giovane Santo, non ancora monaco, è qui rappresentato inginocchiato in preghiera di fronte all’apparizione della Vergine Maria con Bambino. Il restauro, la pulitura e l’eliminazione di alcuni piombi hanno ridato una migliore lettura dell’immagine, restituendo il bellissimo volto del Santo, in serena contemplazione.
Il restauro ha inoltre reso pienamente visibile l’architettura sullo sfondo, così come la veste rossa del Damasceno.
I libri a lato dell'inginocchiatoio sono descritti con realismo e sorprendente minuziosa precisione.
San Giovanni Damasceno si ritira in convento (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
San Giovanni Damasceno si ritira in convento
Il terzo antello raffigura il Santo nel momento in cui prende la decisione di ritirarsi nel monastero Mar Saba o “laura” San Saba, a pochi chilometri da Betlemme, nel deserto.
San Giovanni Damasceno è rappresentato in abito rosso con copricapo, attorniato dai confratelli monaci.
La pulitura ha restituito piena profondità alla scena.
Di grande interesse è l’architettura prospettica che si apre sullo sfondo.
San Giovanni Damasceno veste l’abito da monaco (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
San Giovanni Damasceno veste l’abito da monaco
Il Santo è qui rappresentato in ginocchio, attorniato dai confratelli monaci: spogliato della sua veste rossa, è ora raffigurato in abito monacale. San Giovanni Damasceno inizia così la sua attività di studioso e di teologo, diventando predicatore della Basilica del Santo Sepolcro.
L'inganno della falsa lettera (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
L'inganno della falsa lettera
Nel 726 d.C. l’Imperatore Leone III decretò l’iconoclastia, cioè la distruzione delle immagini sacre. San Giovanni fu invece grande difensore del culto delle immagini. L’imperatore decise di calunniare con una falsa lettera San Giovanni presso il Califfo di Damasco che cadde nel tranello e lo punì con il taglio della mano destra. L’antello rappresenta il momento in cui viene scritta la lettera di calunnia.
Grazie al restauro si sono così recuperati dei particolari straordinari, in precedenza invisibili, i caratteri dell’iscrizione Rev[erend]us in mano al fanciullo ad esempio, nella scena dell’Inganno della falsa lettera.
La mano di San Giovanni Damasceno è riattaccata per l'intervento della Madonna (1479/1489) di Niccolò da VaralloVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Scopri di più su Milan Cathedral Remixed.
Progetto di restauro
Restoration project
Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Restauro / Restoration project
Laura Morandotti
Coordinamento scientifico restauro
Scientific Coordination of Restoration
Laura Paola Gnaccolini
Soprintendenza Archeologia,
Belle Arti e Paesaggio per
la città metropolitana di Milano
Gianantonio Borgonovo
Arciprete
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