La cupola del Duomo di CorreggioFabbriceria della Cattedrale
All’inizio del Cinquecento a Parma persisteva un fervore culturale straordinario, che ha trovato notevoli espressioni artistiche, quali la ricostruzione dei monasteri di San Giovanni e San Paolo e la basilica della Steccata.
E’ in questo contesto che si impone la presenza di Antonio Allegri, il Correggio, al quale si deve l’affresco dell’Assunzione di Maria nella cupola della Cattedrale, ultimo dei suoi lavori a fresco.
Nel contratto datato 3 novembre 1522 l’artista si impegnò a dipingere la cupola, i sottarchi e le pareti del coro. Il progetto commissionato al Correggio aveva come tema dominante quello dell’Assunta, alla quale era stata intitolata la Cattedrale.
La scelta dell’iconografia della cupola si ispira più che ai testi apocrifi raccolti nella Legenda Aurea di Iacopo da Varagine, alle tre omelie dedicate da Giovanni Damasceno all’Assunzione di Maria. L’autore si muove su principi teologici riassumibili nell’asserto che Maria è inseparabile dal Figlio: in questo contesto come la risurrezione di Gesù, avvenuta al terzo giorno, anche l’Assunzione di Maria viene collocata il terzo giorno dopo la sepoltura, nella domenica, primordiale festa cristiana che ogni otto giorni fa memoria della Pasqua di Risurrezione.
All’evento presenziano tutti gli apostoli, raccolti dai paesi dove erano impegnati a predicare il Vangelo e portati a Gerusalemme dagli angeli. Nell’affresco della cupola gli stessi Apostoli si ergono sul finto cornicione, in corrispondenza degli angoli dell’ottagono di base di marmo bianco, raggruppati due a due.
Tale posizionamento nasce dall’intento del Correggio di nascondere l’architettura e rendere a tutto tondo il campo pittorico.
Risalendo con lo sguardo, lo spettatore può ammirare un vortice popolato di angeli che tra gonfie nuvole accompagna l’Assunzione di Maria.
La cupola del Duomo di CorreggioFabbriceria della Cattedrale
La figura della Vergine con le braccia aperte, coperta da una veste rosa e da un manto azzurro, si trova sul lato occidentale della cupola, verso l’abside, visibile da chiunque si fermi ai piedi della grande scalinata.
Tra la barriera di volti che attorniano Maria, emergono coll’intero busto i progenitori: a sinistra Adamo, al quale è stata cancellata la condanna,
e a destra Eva, ritratta nell’atto di tenere in mano una mela con un verde virgulto, un segno questo non di condanna, ma di salvezza.
Dopo Adamo, è raffigurato Abramo e il figlio Isacco con l’agnello per il sacrificio
quindi con la folta capigliatura bionda Davide con la testa mozzata di Golia, infine il patriarca Giacobbe con la grande barba.
A sinistra di Maria si trovano invece figure femminili: sono due donne identificabili con Marta e Maria, quindi le tre donne che per prime trovano il sepolcro vuoto il mattino dopo il sabato
infine Giuditta con il capo mozzato di Oloferne.
La cupola del Duomo di CorreggioFabbriceria della Cattedrale
Quasi al centro della calotta piena di luce che sfuma dal giallo al bianco candido, cromia utilizzata per rappresentare il paradiso verso cui sale Maria, si trova una figura intera: senz’altro è l’angelo che accompagna l’ascesa della Vergine, più che il Cristo che scende per incontrare la Madre in una posa innovativa e considerata scandalosa dai contemporanei.
Alla base della cupola, nei quattro pennacchi dipinti a conchiglia sono dipinti i santi patroni particolarmente venerati in città: il giovane Sant’Ilario con il pastorale
San Giovanni Battista con l’agnello
l’anziano San Bernardo degli Uberti con il pastorale
San Giuseppe con la fronda di dattero.
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