Da Museimpresa
MUMAC
MUMAC - Il primo museo di macchine per caffè espresso professionali realizzato da Gruppo Cimbali (2012) di La CimbaliMuseimpresa
Estratto
MUMAC, il Museo della Macchina per Caffè di Cimbali Group, racconta, non una, ma tante storie: quelle di ciascuno di noi, in un percorso espositivo dedicato a Google Arts & Culture che, dal dettaglio, vuole estrarre il meglio dell’espressione italiana legata al caffè espresso.
Innumerevoli dettagli di bellezza, design e stile caratterizzano l’evoluzione tecnologica delle scoperte, dei brevetti e delle innovazione di oltre 120 anni di storia delle macchine per caffè espresso professionali, susseguendosi online direttamente dalle sale espositive del più importante museo al mondo dedicato a un intero settore del made in Italy e a tutti i brand che ne hanno reso celebri i prodotti nel mondo.
Espresso nel dettaglio
Lo stile si vede dai dettagli e i dettagli raccontano la storia, anche del caffè.
Floreali, modernisti, razionalisti, sfarzosi, minimalisti, futuristi o tradizionalisti, purché funzionali a esprimere il "buon gusto" italiano, che aspira a diventare patrimonio dell’umanità.
MUMAC - Dettaglio Macchina per caffè Eterna, Super Watt (1920) di Super WattMuseimpresa
"L'arte è nei dettagli"
Gustave Flaubert
Il rito del caffè, connaturato al concetto di relazione, è frutto di epoche, ricerche, innovazioni, dettagli e stili che hanno portato il loro contributo e la loro inventiva, aggiungendo tasselli importanti e indispensabili per rendere il caffè come lo intendiamo oggi, “naturalmente” espresso. Ma prima di poggiare una tazzina sopra una macchina con il logo realizzato ad arte con fondi di caffè riciclati, in ottica di sostenibilità ed economia circolare, è passato ben più di un secolo…
Gli albori
Il gusto del caffè fiorisce in ogni senso a inizio Novecento, per rispondere alla richiesta di servire diverse tazze velocemente nelle caffetterie che stavano acquistando un ruolo sociale e culturale cruciale, per socializzare, discutere, e condividere idee.
Questa storia affonda le primissime radici nella Torino del 1884, quando Angelo Moriondo presentò all’Esposizione Italiana del 1884 una “curiosissima macchina a spostamento con cui si fanno trecento tazze di caffè a vapore in un’ora”, definita anche caffettiera miracolosa. Miracoloso era il vapore, non più la gravità, che spingeva con forza l’acqua attraverso il macinato di caffè e ne consentiva una “preparazione istantanea in bevanda”, ma non ancora “espressa”.
MUMAC - Dettaglio Macchina per caffè Condor, Extra Lusso (1926) di Extra LussoMuseimpresa
"L'arte o è plagio o è rivoluzione"
Paul Gauguin
Una vibrante energia anima il progresso in ogni settore: è del 1901 il brevetto del gruppo erogatore di Luigi Bezzera che si differenzia perché “con la sua invenzione, la tazza è singola e quindi il caffè è servito sempre fresco”, a differenza dei metodi di estrazione precedenti.
Nasce così un nuovo modo di estrarre il caffè che, dal 1905, prenderà il nome di Espresso, da quando cioè Desiderio Pavoni, propone la macchina “Ideale brevetto Bezzera”, presentata per la prima volta nel 1906 all’Esposizione Universale di Milano, con smalti e decorazioni in bronzo di foglie e chicchi dell’esotica pianta del caffè, preludio della cultura e del rito dell’espresso, nato su “espressa” richiesta del cliente.
Dettagli del logo e del pressurimetro della prima macchina caffè Ideale, realizzata da La Pavoni. Fabbricata dalla Pavoni su brevetto del 1901 di Luigi Bezzera, la Ideale è la prima macchina in grado di erogare caffè su “espressa” richiesta del cliente. Il macchinista, dosando abilmente acqua calda e vapore, preparava la bevanda su richiesta, utilizzando ogni volta una dose di caffè fresco.
MUMAC - Dettaglio Macchina per caffè Moyen, Bezzera (1920) di SniderMuseimpresa
Art Nouveau
Curato, elegante, ricercato in forme morbide e fluide, decorazioni naturalistiche e dettagli esotici, l'Art Nouveau, definito anche Liberty, ha trasformato l’inizio del Novecento in un’autentica Belle Époque:
“un grido di libertà, un'aspirazione a tutte le cose belle e ideali”.
Le macchine simboleggiano energia, calore, lavoro, modernità e i dettagli trasmettono cultura su colonne e cupole, mostrando la pianta, il frutto e, a volte, anche il bianco fiore del caffè, conosciuto da pochi. Le caldaie verticali emulano quelle delle moderne locomotive, celebrate nella grande mostra internazionale di Milano dedicata ai trasporti e inaugurare il tratto ferroviario Parigi- Milano e il traforo Alpino del Sempione, la galleria più lunga d’Europa, simbolo di progresso.
MUMAC - Dettaglio Macchina per caffè Universal Mignonne (1920) di MignonneMuseimpresa
Anni Ruggenti
"Gli anni '20 furono gli anni in cui tutto sembrava possibile": la delicatezza del periodo Liberty cede il passo all’energia del jazz, al razionalismo dell’Art Déco con forme simmetriche, decorazioni geometriche, applicazioni stilizzate, linee pulite ed essenziali.
La creatività degli Anni Ruggenti non conosce limite o misura, tanto che alcuni loghi delle nuove macchine per "caffè espresso" evocano simboli potenti, associati all'idea di un ciclo senza fine, unico ed immortale. Artisti e artigiani trasformano la realtà in sogni di mondi lontani attraverso oggetti d’uso comune in grado di aprire la mente e allargare la conoscenza. Anche le macchine per caffè tendono a un perfetto equilibrio tra imponenza e raffinatezza, opulenza e glamour, lusso e progresso
Alla precisione si unisce l’attenzione allo stile, ricorrendo all'astrazione e alla semplificazione delle forme, con linee curve, forme geometriche e l'eliminazione di tutto ciò che appare superfluo. Il Manifesto dell’arte meccanica cattura il dinamismo e il ritmo accelerato della vita moderna, specialmente nelle città, dove chiedere l’espresso al bar è ormai un’abitudine, e a ridosso della Seconda guerra mondiale nella sola Milano si contano più di cinquemila macchine in esercizio.
L’evoluzione estetica danza con l’innovazione tecnologica su volumi netti, superfici cromate lucide, leggerezza e riproducibilità in serie, sottolineando l’importanza di una sintesi tra forma e funzione, bellezza e utilità.
MUMAC - Dettaglio macchina per caffè Ala, La Cimbali (1932) di La CimbaliMuseimpresa
Rapida
Metafora di un caffè servito velocemente da una macchina funzionale, figlia della sua epoca per stile e stilemi, è La Rapida, primo modello che la Ditta Giuseppe Cimbali propone al mercato, sotto l’insegna di “costruzioni rame – macchine da caffè – saturatori seltz”.
«Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”
Enrico Prampolini
Dettaglio del manometro e dello stemma con 3 cerchi (Officina Cimbali Giuseppe) della macchina da caffè La Rapida de La Cimbali, primo modello prodotto dallo storico marchio milanese. In linea con le altre macchine dell’epoca, presenta il classico sviluppo verticale e un sistema di riscaldamento ibrido, a gas o elettrico, per sopperire alla difficoltà di accesso alle fonti energetiche.
La macchina Ala de La Cimbali presenta uno sviluppo orizzontale e un logo con stile e stilemi tipici dell'epoca.
Essenzialità e pulizia, funzionalità ed efficienza: il design razionalista sposa il dictat “Forms follow functions” e abbraccia le innovazioni tecnologiche nella progettazione cercando di risolvere problemi pratici senza compromettere la forma.
Negli anni ‘40 anche le macchine per caffè diventano testimoni di efficienza e design coniugando l’armonia estetica con l’ottimizzazione dei consumi. Bronzo, ottone, rame cromato, acciaio e plexiglass caratterizzano i nuovi modelli orizzontale per rendere più agevole il lavoro del macchinista: la pressione da controllare, il vapore da erogare, i gruppi da manovrare vengono spostati su un unico lato, per permettere di servire il caffè in meno tempo e in modo più sicuro.
MUMAC - Dettaglio macchina per caffè Ala, La Cimbali (1932) di La CimbaliMuseimpresa
"Il caffè è balsamo per il cuore e stimolo per l'anima"
Giuseppe Verdi
Il primo modello di macchina per caffè a sviluppo orizzontale prodotto da La Cimbali è Ala, con piano scaldatazze e un sistema di riscaldamento ibrido, per funzionare con qualsiasi fonte energetica a disposizione. E quelle manopole con cui il “macchinista” doveva governare la macchina per estrarre sapientemente il caffè erano del tutto simili a quelle che doveva usare un altro macchinista dell’industriosa Milano: il tramviere.
MUMAC - Macchina per caffè espresso D.P. 47 La Cornuta, La Pavoni (1947) di La PavoniMuseimpresa
“La semplicità è la chiave della vera eleganza”
Coco Chanel
Unica nel suo genere, elegante e slanciata, con forme aerodinamiche in acciaio cromato, la Pavoni modello D.P. 47, creato dalla sua mano di Gio Ponti nel 1947, è un vero capolavoro di design: perfetto connubio tra estetica e funzionalità, forme scultoree e interpretazione innovativa delle tradizionali macchine a leva, rappresenta la summa del pensiero del Maestro del funzionalismo: «Guai alla macchina che confessa la fatica del proprio lavoro; anche nelle macchine, come negli uomini, noi apprezziamo la ermetismo dell’organismo, l’abilità del lavoro, l’eleganza dello sforzo».
"Ogni oggetto che progettiamo deve avere una sua ragione d'essere, una sua necessità, una sua utilità" Gio Ponti
Nessuno come Mademoiselle Chanel ha saputo riassumere meglio lo stile di un’epoca di transizione tra funzionalità ed effimero, “sublime” e stravagante. Linee pulite e sobrie richiamano l'essenza del modernismo anche nei filtri da caffè e neii manifesti pubblicitari che, da annunci semplici e informativi, enfatizzano l’immaginario della modernità e del progresso con metriche più sofisticate e persuasive, colori vivaci, forme stilizzate e testi accattivanti.
Crema Caffè Naturale
Il Caffè degli albori era molto diverso da quello che conosciamo oggi: era nero, bruciato dal vapore, amaro e bollente. Dalle origini dell'espresso, bisogna attendere oltre 40 anni per ottenere la caratteristica di un vero espresso all'italiana: la “Crema Caffè Naturale”
Da un brevetto del '38, nel '48 il barista milanese Achille Gaggia, propone l’inserimento di un meccanismo a pistoni per spingere l'acqua attraverso la polvere di caffè ad alta pressione e temperatura, senza l’uso del vapore: la macchina eroga la “Crema Caffè Naturale”. Prodotta in collaborazione con FAEMA, Fabbrica Apparecchiature Elettromeccaniche e Affini nata nel ’45, alla Classica Gaggia, seguono la Saturno Faema per un Infuso idrocompresso di caffè e Gioiello La Cimbali per un Cimbalino.
MUMAC - Dettagli di leve di Macchine per caffè espresso (1950)Museimpresa
La leva
La rivoluzione nelle macchine per caffè espresso è l’invenzione della leva, messa in produzione nel 1948 nelle officine FAEMA.
Tramite leva e senza vapore, la bevanda viene erogata in trenta secondi, senza sentori di bruciato, con crema tipica dell’espresso che conosciamo
Questa tecnologia eleva l’espresso a cult e trasforma la figura del “macchinista”, colui che prima azionava la macchina da caffè grazie al suo patentino da fuochista, in “banconista”, cioè esperto utilizzatore della macchina a leva, posizionata sul bancone, di fronte al cliente, avviando così il rito del caffè.
Loghi e decorazioni delle macchine per caffè evocano le epoche e talvolta il prestigio della città che ne ospita la produzione, come il leone alato di San Marco, simbolo secolare di Venezia e dell’omonima azienda, la Torino di Arduino, la Montecarlo di Gaggia e il primo logo di FAEMA sobriamente meneghino con il biscione sovrastato dal Duomo di Milano dentro cui si fonde la macchina per caffè. Nel 1958 Universal propone addirittura una scelta di placche di ceramica con i tipici paesaggi italiani
MUMAC - Dettaglio Macchina per caffè espresso Gioiello, La Cimbali (1950) di La CimbaliMuseimpresa
"La pressione crea il diamante”
George Patton
Le macchine a leva diventano veri e propri gioielli, e come tali vengono presentate: proprio come una gemma preziosa La Cimbali presenta nel 1950 alla Fiera Campionaria il suo nuovo Gioiello, racchiuso in uno scrigno che aprendosi ne esalta la preziosa definizione. La carrozzeria dalle mille sfaccettature e i dettagli ricercati diventano elementi di spettacolarizzazione e di riferimento per il caffè crema.
Con Cimbalino l'espresso diventa caffè
Con Granluce l’espresso italiano si trasforma in Cimbalino, "Crema-caffè intera: un caffè aromatico, stimolante, cremoso e ben caldo, cioè il caffè perfettamente riuscito”, come recita un folder pubblicitario dell’epoca."
Vistose, irriverenti, dinamiche erano le auto degli anni ’50, tra cui “il sogno tra i sogni”, la Fiat 1900 Granluce. E Granluce era anche il nome della macchina per caffè La Cimbali, che dominava la scena nei caffè grazie a un fascio di luce che risaliva la carrozzeria e ne disegnava i contorni, mentre sulla fascia trasparente ricurva dello scalda tazze, la dicitura “un Cimbalino” indirizzava la scelta verso il primo espresso intenso, rotondo, tigrato, cremoso, dalla tessitura fine.
MUMAC - Trittico Macchine per caffè espresso FAEMA (1960) di FAEMAMuseimpresa
"La luce è ciò che ci permette di vedere tutto"
Carl Gustav Jung
Tra dischi volanti, forme che evocano i reattori dei primi missili lanciati nello spazio, calore dell’energia, luci e riflessi unici, leve al posto di comando, frontalini trasparenti e carrozzerie cromate, le macchine per caffè risplendono sui banconi dei bar degli anni ’50 e ’60, con nomi spaziali, in ogni senso.
Carlo Ernesto Valente, fondatore di FAEMA, appassionato di astronomia, espresse la sua passione nei nomi delle macchine che produce. Saturno, la più imponente e importante, Marte dalle linee avveniristiche, Venere con fattezze delicate e Urania che si distinse per estetica e funzionalità anticipano l’unicità della E61, dedicata all’ultima eclissi totale di sole avvenuta in Italia nel 1961, e ben presto riconosciuta come icona di stile tecnologico ed estetico nel firmamento espresso dal caffè.
Il boom economico e l'ottimismo degli anni ’50 e ’60 si gusta nei bar, dove il caffè diventa un rito non solo di passaggio ma di incontro, confronto, relazioni all'insegna del dinamismo, del pragmatismo, dell'estemporaneità. Le macchine per espresso troneggiano sui banconi, contendendosi l’attenzione con il juke-box, il flipper, il biliardo, il mazzo di carte.
FAEMA nasce come Fabbrica Apparecchiature Elettromeccaniche e Affini. Prima di realizzare macchine per caffè produceva tostapane, caschi da parrucchieri, spremiagrumi, tritaghiaccio, frullatori, aspirapolveri, asciugacapelli, lucidatrici per pavimenti. Successivamente comincia a proporre macinadosatori, banchi bar, macchine per gelato espresso, refrigeratori, condizionatori d’aria, fabbricatori di ghiaccio, scaldacqua e juke-box. Insomma, un vero “concerto” di prodotti!
MUMAC - Dettaglio Macchina per caffè espresso Edoardo Bianchi Velo (1971) di BianchiMuseimpresa
Stile vincente
Forme pulite, in materiali innovativi dai colori vibranti come la plastica, la formica, il vetro, l'acciaio cromato e il legno: negli anni '60 il design diventa vincente ed estremamente funzionale, con oggetti progettati e prodotti in serie per soddisfare le esigenze quotidiane.
Il design si arricchisce di di lavorazioni sempre più raffinate: forme fluide con nuovi polimeri, materiali lisci e lucidi come l’acciaio inox, lavorazione a nido d’ape della lamiera. Nel 1969 FAEMA propone i modelli Prestige e Metodo con una delle prime carrozzerie per macchine espresso in materiale plastico: la struttura a pannelli modulari in Makrolon® è disponibile in differenti colori e facilmente sganciabile per le operazioni di manutenzione.
Pitagora è l'unica macchina per caffè a vincere l'ambito Compasso d'oro, perché: «La macchina mod.Pitagora [...] testimonia di un cosciente sforzo di razionalizzazione e semplificazione nell’impiego e nella manutenzione dello strumento insieme all’utilizzazione di un materiale nuovo in questo campo specifico per la carrozzeria di rivestimento [...]. È quindi un risultato globalmente notevole, specie in considerazione della responsabilità della progettazione di un prodotto di consumo collettivo»
“Un buon progetto non nasce dall'ambizione di lasciare un segno, il segno del designer, ma dalla volontà di instaurare uno scambio anche piccolo con l'ignoto personaggio che userà l'oggetto da noi progettato”
Achille Castiglioni
MUMAC - Macchina per caffè espresso M100, La Cimbali (2012) di La CimbaliMuseimpresa
L'intelligenza nelle macchine da caffè
Sotto pressione per conquistare mercati sempre più ampi, le macchine per caffè professionali diventano sempre più “intelligenti”, a livello funzionale, tecnologico, estetico.
L’estetica si trasforma, la ricerca si concentra sui gruppi di erogazione, i volumi si ridimensionano e tendono alla compattezza, per garantire più spazio di manovra laterale al barista e liberare spazio per il consumo del caffè al banco, modificando anche la relazione tra il barista e il cliente: la macchina si sposta sul retrobancone per garantire una maggior produttività, ma il barista si gira di spalle.
L’elettromeccanica delle prime macchine superautomatiche di erogare il caffè schiacciando un tasto, poi l’introduzione dell’elettronica porta a una facilità d'uso e a cura prima inarrivabili, rendendo riconoscibile in tutto il mondo l’espresso Made in Italy. Nel periodo de la Dolcevita le macchine per caffè propongono innovazioni che permettono un automatismo totale, assicurando un risultato sempre eccellente e di qualità e contribuendo alla diffusione della cultura dell’espresso nel mondo.
Emblema di stile
I dettagli diventano sempre più micro, lo stile più pulito e “sensibile”: le macchine di ultima generazione interagiscono, tra loro e con le persone, adeguandosi sempre più al risparmio energetico, monitoraggio dei consumi e materiali riciclabili. Spesso, con un semplice touch
"Il segreto per avere successo sta nella capacità di mettere insieme i dettagli"
Walt Disney
MUMAC - Esploso de La Cimbali M100 (2012) di La CimbaliMuseimpresa
Espresso Made in Italy
Come infinite sono le anime del made in Italy “fatte su misura”, curate nei dettagli, perfette nello stile, creative nella ricerca, studiate apposta per il cliente, così ogni macchina è un tutto che, senza anche uno solo dei suoi componenti, perde di valore
"Lo stile è eleganza non stravaganza.
L’importante non è farsi notare, ma ricordare"
Giorgio Armani
Dicono che il Made in Italy sia "un mix di tradizione e innovazione, dove il meglio del passato si rinnova con il miglior presente per creare il futuro". Sintesi di eleganza e artigianalità tipicamente italiana, i nuovi modelli di macchine per caffè professionali portano l'esperienza sensoriale alla sua massima espressione e offrono infinite possibilità di personalizzazione delle bevande e delle immagini visualizzate durante la preparazione, rendendo unica l’esperienza.
Le macchine tornano protagoniste sul bancone e i nuovi coffee specialist dialogano in modo puntuale con un cliente sempre più consapevole. Il caffè espresso di eccellenza diventa il nuovo cult a casa come al bar
Tecnologia, innovazione, design rivelano tutte le mani e le menti di una lunga e complessa filiera fatta di materia prima, brevetti, creatività e imprenditorialità. Una sospensione di materia e di giudizio, contenitore di piccole e grandi storie è MUMAC che, come una galassia che si espande, rappresenta una luminosa e spettacolare rivelazione dell’universo del caffè espresso ad arte.
MUMAC
This exhibit was created by MUMAC MUSEUM of Cimbali Group.
Thanks to:
Cimbali family and team, first of all
Exhibition Curator
Team MUMAC: Barbara Foglia - MUMAC Director, Anna Cento - MUMAC Curator
Storyteller, writer and content curator
Margherita Pogliani
Photography by
MUMAC Archive
Irene Fanizza
Massimo Fazio
Emanuele Galimberti
Angelo Golizia
Matteo Valle
Technical contents supervisor
Enrico Maltoni
Translation partner
Landoor
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