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Il Museo del Manicomio di San Servolo "La follia reclusa"

Inaugurato nel 2006, primo museo manicomiale in Italia, raccoglie i reperti dell'Ospedale psichiatrico, istituzione che ha caratterizzato la storia dell'Isola dall'inizio del Settecento al 1978

Manicomio di San Servolo (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Finalità del museo

Lo scopo del Museo, implicito nella sua denominazione La follia reclusa, è quello di mettere in evidenza -  attraverso reperti specifici, didascalie e pannelli esplicativi –  la dimensione emarginante e segregante dell’istituzione manicomiale  

Sala del museoMuseo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Attraverso la storia del Manicomio di San Servolo, il più antico e grande del Veneto, il percorso racconta le condizioni dei pazienti internati e l'approccio della psichiatria alla malattia mentale nel corso del XIX e del XX secolo  

Gabinetto di antropologia (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Un luogo dove scoprire e conoscere il legame che ha unito, anche se nel dolore, la comunità a questa parte del suo territorio

Macchina fotografica (XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

In esposizione

Sono esposti oggetti prodotti dai pazienti, strumenti scientifici, cartelle cliniche, immagini e fotografie che cercano di offrire una ricostruzione della storia dell'Ospedale

Sala del museoMuseo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Malattie e terapie nell'Ottocento

L'Ottocento fu caratterizzato da un grave impoverimento delle campagne. Il cibo era scarso e insufficiente. L'alcolismo e la pellagra si diffusero in maniera endemica. Quest'ultima, in particolare, costituiva la causa principale di ricovero in Manicomio 

Album fotografico comparativo (1880)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

La principale cura contro la Pellagra era costituita da un cibo più abbondante e proteico. Veniva pratica inoltre l'ergoterapia, in quanto con il lavoro lo spirito viene distratto dalle idee deliranti e il corpo è affaticato in modo da sentire il bisogno di un sonno riparatore

Doccia per idroterapia (XIX-XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

L'idroterapia consisteva in bagni e docce. Per le manie acute i bagni caldi prolungati erano associati ad affusioni di acqua fredda o irrigazioni di acqua sul cranio appositamente rasato

Fortepiano (XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

L'uso della musica, una componente della cura morale propugnata nella prima metà dell'Ottocento, veniva promosso attivamente. A San Servolo esistevano una scuola di musica ed una stanza con pianoforte

Provette (XIX-XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Le strumentazioni del laboratorio fanno capire che il Manicomio fu anche un luogo in cui venivano svolte ricerche scientifiche in ambito neuropatologico 

Strumenti di contenzione (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Contenzione

Per i casi più acuti si faceva ricorso alla contenzione. Si credeva (o si voleva far credere) che gli strumenti tipici della contenzione – manette, catene, manicotti, camicia di forza – svolgessero un ruolo “educativo” ...     

Gli antropologi criminalisti Gli antropologi criminalisti (1910)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Influenza dell'antropologia criminale sulla psichiatria

Gli ultimi decenni dell'Ottocento sono caratterizzati in ambito psichiatrico dalla forte influenza della scuola di Cesare Lombroso 

Strumento antropometrico (XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Il compasso di spessore era uno strumento antropometrico per misurazioni del cranio e per misurazioni finalizzate ad accertare le deformità oblique del torace

Padiglione agitati (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Il manicomio nel Novecento

La psichiatria italiana si riorganizza con la legge del 1904, che comprende nuove norme di tutela per il malato di mente ricoverato    

Apparecchiature per terapie (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Ma la nuova legge sancisce il concetto di malato pericoloso a sé e agli altri e il manicomio funziona sempre più come contenitore repressivo della sofferenza psichica e della disuguaglianza sociale     

Apparecchio per elettroshock (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Gli ultimi decenni dell'Ospedale psichiatrico sono caratterizzati dall'organicismo, dall'approccio farmacologico e dall'utilizzo delle terapie convulsivanti, come lo shock insulinico (dal 1932) e l'elettroshock (dal 1938)

Padiglione d'osservazione (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Alcuni psichiatri coraggiosi, a partire dagli anni Sessanta, vanno controcorrente, tentando per esempio di sperimentare in Ospedale forme di psicoterapia di gruppo. Spunti fecondi per la rivoluzione di Franco Basaglia che condurrà all'emanazione della Legge 180 e alla chiusura degli ospedali psichiatrici 

Sala anatomica (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

La sala anatomica

Completa il percorso museale una ricostruzione della sala anatomica con una collezione di scatole craniche e di cervelli, conservati col metodo della plastinazione    

Strumenti chirurgici (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Il tavolo anatomico e gli strumenti chirurgici risalgono alla fine dell'Ottocento, come pure i contenitori di vetro usati per conservare entro specifiche soluzioni i cervelli

Apparecchio di rianimazione (XVIII-XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa

Curatori

La realizzazione del museo è stata curata per l’aspetto scientifico e storico dai professori Diego Fontanari e Mario Galzigna e per la parte espositiva dall’architetto Barbara Accordi

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.

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