Manicomio di San Servolo (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Finalità del museo
Lo scopo del Museo, implicito nella sua denominazione La follia reclusa, è quello di mettere in evidenza - attraverso reperti specifici, didascalie e pannelli esplicativi – la dimensione emarginante e segregante dell’istituzione manicomiale
Sala del museoMuseo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Attraverso la storia del Manicomio di San Servolo, il più antico e grande del Veneto, il percorso racconta le condizioni dei pazienti internati e l'approccio della psichiatria alla malattia mentale nel corso del XIX e del XX secolo
Gabinetto di antropologia (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Un luogo dove scoprire e conoscere il legame che ha unito, anche se nel dolore, la comunità a questa parte del suo territorio
Macchina fotografica (XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
In esposizione
Sono esposti oggetti prodotti dai pazienti, strumenti scientifici, cartelle cliniche, immagini e fotografie che cercano di offrire una ricostruzione della storia dell'Ospedale
Sala del museoMuseo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Malattie e terapie nell'Ottocento
L'Ottocento fu caratterizzato da un grave impoverimento delle campagne. Il cibo era scarso e insufficiente. L'alcolismo e la pellagra si diffusero in maniera endemica. Quest'ultima, in particolare, costituiva la causa principale di ricovero in Manicomio
Album fotografico comparativo (1880)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
La principale cura contro la Pellagra era costituita da un cibo più abbondante e proteico. Veniva pratica inoltre l'ergoterapia, in quanto con il lavoro lo spirito viene distratto dalle idee deliranti e il corpo è affaticato in modo da sentire il bisogno di un sonno riparatore
Doccia per idroterapia (XIX-XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
L'idroterapia consisteva in bagni e docce. Per le manie acute i bagni caldi prolungati erano associati ad affusioni di acqua fredda o irrigazioni di acqua sul cranio appositamente rasato
Fortepiano (XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
L'uso della musica, una componente della cura morale propugnata nella prima metà dell'Ottocento, veniva promosso attivamente. A San Servolo esistevano una scuola di musica ed una stanza con pianoforte
Provette (XIX-XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Le strumentazioni del laboratorio fanno capire che il Manicomio fu anche un luogo in cui venivano svolte ricerche scientifiche in ambito neuropatologico
Strumenti di contenzione (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Contenzione
Per i casi più acuti si faceva ricorso alla contenzione. Si credeva (o si voleva far credere) che gli strumenti tipici della contenzione – manette, catene, manicotti, camicia di forza – svolgessero un ruolo “educativo” ...
Gli antropologi criminalisti Gli antropologi criminalisti (1910)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Influenza dell'antropologia criminale sulla psichiatria
Gli ultimi decenni dell'Ottocento sono caratterizzati in ambito psichiatrico dalla forte influenza della scuola di Cesare Lombroso
Strumento antropometrico (XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Il compasso di spessore era uno strumento antropometrico per misurazioni del cranio e per misurazioni finalizzate ad accertare le deformità oblique del torace
Padiglione agitati (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Il manicomio nel Novecento
La psichiatria italiana si riorganizza con la legge del 1904, che comprende nuove norme di tutela per il malato di mente ricoverato
Apparecchiature per terapie (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Ma la nuova legge sancisce il concetto di malato pericoloso a sé e agli altri e il manicomio funziona sempre più come contenitore repressivo della sofferenza psichica e della disuguaglianza sociale
Apparecchio per elettroshock (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Gli ultimi decenni dell'Ospedale psichiatrico sono caratterizzati dall'organicismo, dall'approccio farmacologico e dall'utilizzo delle terapie convulsivanti, come lo shock insulinico (dal 1932) e l'elettroshock (dal 1938)
Padiglione d'osservazione (inizio XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Alcuni psichiatri coraggiosi, a partire dagli anni Sessanta, vanno controcorrente, tentando per esempio di sperimentare in Ospedale forme di psicoterapia di gruppo. Spunti fecondi per la rivoluzione di Franco Basaglia che condurrà all'emanazione della Legge 180 e alla chiusura degli ospedali psichiatrici
Sala anatomica (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
La sala anatomica
Completa il percorso museale una ricostruzione della sala anatomica con una collezione di scatole craniche e di cervelli, conservati col metodo della plastinazione
Strumenti chirurgici (XX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Il tavolo anatomico e gli strumenti chirurgici risalgono alla fine dell'Ottocento, come pure i contenitori di vetro usati per conservare entro specifiche soluzioni i cervelli
Apparecchio di rianimazione (XVIII-XIX secolo)Museo del Manicomio di San Servolo - La follia reclusa
Curatori
La realizzazione del museo è stata curata per l’aspetto scientifico e storico dai professori Diego Fontanari e Mario Galzigna e per la parte espositiva dall’architetto Barbara Accordi
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