32 mq. di mare circa (1967) di Pino PascaliLa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Questo enviroment è una reinventazione di Pascali sulle nozioni delle strutture primarie di origine americana.
32 mq. di mare circa (1967) di Pino PascaliLa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
30 vasche di alluminio nelle quali il colore è l’elemento fondante dell’allestimento in cui la fusione dell’azzurro dell’anilina interagisce con l’acqua.
32 mq. di mare circa (1967) di Pino PascaliLa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
La colorazione dell'acqua nelle sue diverse gradazioni di azzurro è stata ricreata dal laboratorio di restauro della Galleria Nazionale grazie a un appunto di Pascali sulla sua colorazione che si intitola Il colore dell’acqua di mare intesa come plastica di liquido.
32 mq. di mare circa (1967) di Pino PascaliLa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
La geometria dei riquadri in metallo che contengono l’acqua che digrada dal blu intenso all’azzurro chiaro s’identifica nei tagli fotografici che Pascali riprende come in un taccuino d’appunti nella città.
Tocca per esplorare
Su tutta la superficie dell’obiettivo inquadra pareti anonime di palazzi razionalisti che in quegli anni determinavano la struttura omogenea dei nuovi uffici dell’EUR, cui aggiunge riprese ravvicinate d’effetti d’acqua come pozzanghere, passerelle, guadi, fontane di Roma, strutture primarie di navi, staccionate sull’acqua.
Design: ti interessa?
Ricevi aggiornamenti con il tuo Culture Weekly personalizzato
Ecco fatto
Il tuo primo Culture Weekly arriverà questa settimana.