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1999 Archivio
Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) Testo di Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia

Nel 1998 la nomina di Harald Szeemann come curatore della mostra che si terrà nell’anno successivo, coincise con una scelta di fondo compiuta dalla Biennale per la propria Mostra d’Arte. Fu la scelta di strutturarla in via permanente e definitiva su una mostra internazionale affidata al proprio curatore, a fianco della Biennale formata dai padiglioni dei paesi partecipanti. Fu la traduzione in una scelta definitiva e strategica di soluzioni adottate in alcune occasioni negli anni precedenti in momenti particolarmente felici della vita della mostra: in special modo quello nel quale la mostra, ancora articolata in sezioni, aveva introdotto tra queste una sezione APERTO nella quale si predispose ad accogliere le novità del mondo e le più giovani generazioni.

Ad APERTO del 1980 fu chiamato Harald Szeemann come co-curatore, con Achille Bonito Oliva.

La nomina di Harald Szeemann per la mostra del 1999, segnò anche l’inizio di un periodo in cui i curatori saranno scelti tra i curatori del mondo. Negli anni precedenti erano sempre stati italiani, assistiti più o meno intensamente, da commissioni varie, con la sola eccezione di Jean Clair nell’occasione nell’anno del centenario.

Con la scelta ambiziosa di realizzare in via permanente una mostra internazionale, si dava anche risposta alle tante critiche che da varie parti salivano, sulla inadeguatezza della mostra di Venezia, ancora organizzata per padiglioni, inadeguatezza tanto più dimostrabile in un periodo in cui la geografia dell’arte aveva superato da tempo i confini degli stati e viveva una sua globalizzazione.

Per realizzare questo obiettivo la Biennale non poteva avere come spazio espositivo solo il Padiglione Centrale, denominato in epoca fascista Padiglione Italia, denominazione che era rimasta sull’edificio anche se, sempre, e a maggior ragione nel dopoguerra, quell’edificio fu destinato a ospitare mostre di varia natura e artisti di vari paesi, e non solo la rappresentanza ufficiale italiana.

Occorreva però una dilatazione spaziale, e l’accettazione di Harald a venire come curatore in quella Biennale fu decisamente favorita dall’annuncio preventivo che la Biennale avrebbe ottenuto in via durevole la parte monumentale dell’Arsenale. Espansione dei siti e dilatazione dello sguardo erano per noi le premesse per realizzare un modello che sarebbe diventato il nuovo modello per tutti gli anni successivi.

Quella mostra del 1999 non a caso si chiamava dAPERTutto, ammiccando al primo germe del 1980.

La scelta stabile di un modello organizzativo costante fu chiaro messaggio al mondo, premessa per un percorso di crescita e di consolidamento della considerazione che il mondo aveva di questa nostra istituzione.

Harald Szeemann portava con sé tutta la nuova genialità che si riconosceva nella figura del curatore: prima di tutto quella di saper convivere con gli artisti nel momento vitale della creazione artistica. Sembrava condividere la vitalità dell’opera, l’energia che da essa promanava, la capacità di tradurre in forme idee e concetti, le sensibilità intime e quelle verso la vita sociale e la storia, le utopie e le ossessioni. Questa sua disposizione d’animo faceva di lui l’esempio di un curatore affine al mondo dell’arte contemporanea e interprete delle esigenze degli artisti contemporanei.

Harald Szeemann aveva, e dichiarava di avere, un’aspirazione e un’utopia, quella che lui chiamava il legame di amicizia, che anche solo attraverso la conoscenza delle opere e della storia delle persone, consente di costruire comunità artistiche e non solo artistiche, nelle quali lo scambio è promosso dalla generosità dei singoli.

 

Le tecnologie e la sapienza d’archivio ci consentono oggi di riprodurre attraverso le immagini, e nella loro interezza, seppure per frammenti, le mostre del passato. L’esercizio ci pare prezioso, in quanto attività di studio e documentazione.

I cataloghi infatti non bastano. Nelle mostre il catalogo viene necessariamente stampato prima che le opere siano installate, e buona parte delle immagini si riferiscono ad opere che sono di quegli autori, ma che non sono le opere presenti in mostra.

Direi di più, tutti i grandi curatori, e certamente Szeemann in particolare, si pongono il problema della collocazione dell’opera, non solo lungo il percorso di visita, ma in relazione allo spazio in cui esse sono poste. Per molte opere d’arte contemporanea, lo spazio che le accoglie risulta essere quasi complementare ad essa, ed è perciò che la rivisitazione di una mostra rappresenta un ulteriore arricchimento nel ricordo e nella conoscenza di essa.

E la Biennale, nella sua mostra, non disponendo più soltanto di un edificio a pareti bianche ma anche di edifici storici all’Arsenale dotati di una propria drammaticità, offre ai curatori della mostra internazionale un duplice strumento, arricchendo le possibilità per i progetti espositivi.

Con il 1999, e con Harald Szeemann, nasce una nuova Biennale che si assume in prima persona la responsabilità della mostra internazionale e, come dicevo, non più fatta per sezioni. Con lui abbiamo aperto dunque il nuovo ciclo che tuttora viviamo.

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1999 Historic Archives for Contemporary
Arts (ASAC) Foreword by Paolo Baratta, President
of la Biennale di Venezia 

In 1998 the appointment of Harald Szeemann as the curator of the exhibition to be held the following year, coincided with a pivotal decision made by the Biennale in regard to its Art Exhibition. This decision was to give it a permanent and definitive structure as an international exhibition entrusted to its own curator, to accompany the Biennale presented in the pavilions of participating countries. Thus solutions that had been adopted on various occasions in previous years for particularly inspired moments in the life of the exhibition, were translated into a definitive strategy: in particular when the exhibition, which was divided into sections, introduced a new section entitled APERTO which would feature new trends from around the world and the work of the younger generations.

The 1980 edition of APERTO was entrusted to Harald Szeemann as co-curator with Achille Bonito Oliva. The appointment of Harald Szeemann as curator for the 1999 exhibition marked the onset of an era in which the curators would be selected from all around the world. In previous years, they had always been Italian, closely assisted by a series of commissions, with the sole exception of Jean Clair, who curated the centennial exhibition.

The ambitious decision to permanently organize an international exhibition was also intended as a response to the criticism being expressed on many fronts regarding the inadequacy of the exhibition in Venice, which was still organized into pavilions, an inadequacy that was becoming increasingly clear at a time when the geography of art had long broken across national borders, and was going through its own globalization process.

To pursue this objective, the Biennale needed more exhibition space than just the Central Pavilion, which during the Fascist era had been designated as the Italian Pavilion, a name by which the building continued to be known even though it had always, and increasingly so after World War II, been the venue for exhibitions of various kinds and artists from different countries, not just the official Italian selection.

 

What it needed was an expansion of its spaces, and Harald’s decision to accept the curatorship for that Biennale was undoubtedly influenced by the announcement that the Biennale had been granted permanent use of the monumental area of the Arsenale. Expanding our venues and widening our outlook were the necessary premises for developing a model that would become the new model for all the years to come.

The 1999 exhibition not coincidentally was entitled dAPERTuttO, alluding to the seed planted in 1980.

The permanent decision to create a stable organizational model was a distinct message to the world, the premise for a plan to grow and to consolidate the consideration in which our institution was held in the world.

Harald Szeeman carried within him the new brilliance that was being acknowledged in the figure of the curator: first and foremost the capacity to relate to the artists at the vital moment of artistic creation. He seemed to share the vitality of the work, the energy that emanated from it, the ability to translate ideas and concepts into form, as well as the most intimate sensibilities and an insight into social life and history, utopias and obsessions. It was this spirit that made him the epitome of a curator who understood contemporary art, and could interpret the needs of contemporary artists.

Harald Szeemann had, and was unequivocal about it, an aspiration and a utopia, which he called a bond of friendship, that through the mere knowledge of people’s works and history, made it possible to build not only artistic but greater communities, in which exchange is fostered by the generosity of the individual members.

Technology and the science of archives make it possible today to use images to reproduce the exhibitions of the past in their entirety, though in fragmentary fashion. We believe this to be an invaluable exercise, as a practice of study and documentation.

Catalogues alone are insufficient. Exhibition catalogues must necessarily be printed before the works are installed, and many of their images refer to works that are by these authors, but are not the works presented in the exhibition.

Furthermore, all the great curators, and Szeeman in particular, raise the issue of where the work will be sited, not only along the itinerary of the exhibition, but in relation to the space in which it is located. For many contemporary works of art, the space in which they are sited somehow becomes complementary to them, and that is why examining an exhibition in retrospect offers greater enrichment to the memory and understanding of it.

And the Biennale, in its exhibition, which is now endowed not only with a white cube building but with the awe-inspiring historical buildings of the Arsenale as well, offers the curators of the international exhibition a two-fold instrument, expanding the range of possibilities for their exhibition projects.

The 1999 exhibition, and Harald Szeemann, marked the birth of a new Biennale that took personal responsibility for the international exhibition, which would no longer be divided, as I mentioned earlier, into sections. It is with him, therefore, that we inaugurated the new cycle that is still underway today.

manifesto 1999la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

dAPERTutto nell'ordine
delle sue autorealizzazioni   Testo di Harald Szeemann, Direttore della 48_ Esposizione internazionale d'arte 

è suono

è immagine provocatoria

è litania

è oracolo

è solidarietà minacciosa

è esistenziale-sincopato

è strategia doppia

è engagement

è Oriente giocoso

è eclissi e cerimonia

è slancio nella materia dei colori

è autoaiuto nel gruppo

è opulento e filigrana, ornamento sublime

è demolizione di eroi

è scultura di mass-media

è cannibale e distorto

è numinoso

è testa gigante

è bellezza occidentale nello Zen

è "ultimi giorni" e caducità

è comico e serio

è sumerico d'oggi

è dipingere come espressione di vita

è grattarsi come nuova iconografia

è concentrato di figura

è silenzio

è dietro la monocromia

è intelligenza condivisa

è anarchico

è automutilante

è disegno-conquista

è Mandala e fiaba

è propaganda raggirata

è gruppo asiatico con individuo

è relazionarsi con la famiglia

è trovare forme

è telefonare a tratti

è di nuovo un altro santo

è distruzione e scampo

è avere a che fare con una specie in via d'estinzione

è solidarietà esplicita

è performance cinese

è corpo e forza di gravità

è frontiera del dolore

è denudamento

è arrostire

è erotismo ricamato

è breakdance come via d'uscita



è lutto

è accusa e sofferenza

è festoso e attivo

è contraffazione e lascito

è autoconservazione e curiosità

è soffrire sul medium

è lounge e famiglia

è invio degli apostoli

è "tutti veneziani"

è splash!

è camminare sulla fune

è cuore eterno e amore fugace

è baco da seta in azione

è atelier del futuro

è capitale lì

è capitale qua

è comportamento ibrido

è protesta contro i macho di ogni sorta

è rifugio di raccoglimento

è poesia del fabbricato

è l'opposto dello starmuseum

è trasparenza del dominio

è omaggio alle "Sisters in the Sky"

è sospendere e invertire

è passaggio dal bambino all'uomo

è raddoppiamento della poesia nomade

è cyborg

è boria globale e risveglio nazionale

è sublimazione della fustigazione

è borotalco per bambini

è profusione di tempo

è hybris dei multis

è concerto di vetro

è o solare mio

è rivalità fra tradizione e liberazione

è la parrucca necessaria alla vita

è ornamento dell'oggetto

è bene imitarlo

è genesi delle montagne dai rifiuti

è tappeto volante che galleggia

è librarsi e scoppiare

è sofferenza e riscatto dei contadini di terre argillose

è Majestic Splendor

è l'interno e l'esterno

è la porta d'Oriente

è interrogarsi sulla domanda dei padiglioni nazionali

è desiderio pensato adesso

è racconto gigante

è amore per gli spazi

è un altro respiro

è libertà dall'obbligo di prefazione

è il benvenuto ai paesi presenti con o senza padiglione

è il benvenuto alle mostre "a latere"

e augura a tutti una meravigliosa passeggiata attraverso i Sé.

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APERTO over ALL in the exhibited order of its self-actualizations   Text by Harald Szeemann, Director of the 48_ Esposizione internazionale d'arte 

is sound

is a provocative image

is a litany

is an oracle

is ominous solidarity

is syncopated-existential

is twofold strategy

is commitment

is oriental-playful

is eclipse and ceremony

is élan in color as heated matter

is self-help in the group

is opulent and filigree, sublime ornament

is demolishing heroes

is mass media sculpture

is cannibalistic and distorted

is numinous

is bigheaded

is western beauty in Zen

is 'last days' and caducity

is slapstick and serious

is today's Sumer

is painting as a manifestation of life

is scratching as new iconography

is a concentrate of figures

is stillness

is behind the monochrome

is shared intelligence

is anarchic

is self-mutilation

is a conquering re drawing

is Mandala and fable

is duped propaganda

is an Asiatic group with individual

is relating to the family

is finding forms

is telephone fragmented

is yet another saint

is destruction and safety

is being involved with an endangered race

is manifest solidarity

is Chinese performance

is body and gravity

is the frontier of pain

is stripping bare

is roasting

is embroidered eroticism

is breakdance as a way out

is mourning

is accusation and suffering

is festive and active

is fake and legacy

is self-preservation and curiosity

is suffering on the medium

is lounge and family

is sending the apostles

is tutti veneziani

is splash!

is walking the tight rope

is eternal heart and fleeting love

is silk worms in action

is atelier of the future

is capital there

is capital here

is hybrid behavior

is protest against machos of all kinds

is a refuge for concentration

is poetry of the built

is the opposite of the Starmuseum

is transparency of power

is a homage to the 'Sisters in the Sky'

is suspending and inverting

is bridging from child to man

is doubling of nomad poetry

is cyborg

is global arrogance and national revival

is sublimation of punishment

is baby talc

is profusion of time

is the hybris of multinationals

is a glass concert

is O solare mio

is rivalry between tradition and freedom

is a wig necessary for living

is rich ornament

is worth imitating

is the genesis of mountains from garbage

is the flying-carpet floating

is fluctuating and bursting

is hardship and deliverance of peasant of clay areas

is Majestic Splendor

is inside and outside

is the gateway to the Orient

is raising the question of national pavilions

is wishful thinking now

is a gigantic narration

is love for spaces

is other breath

is freedom from the obligation of prefacing

is welcome to countries with or without a pavilion

is welcome to the A Latere shows

and wishes everybody a marvelous passeggiata through its Self.

Max Neuhaus Intersezione Ila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

 Max Neuhaus

Intersection I / Intersezione I, 1999 Sound Installation / Installazione sonora

Max Neuhaus Intersezione I, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Max Neuhaus Intersezione I, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Wolfgang Winter e Berthold Hörbelt Kastenhausla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Wolfgang Winter e Berthold Hörbelt

Kastenhaus 1666.14, 1999 

Wolfgang Winter e Berthold Hörbelt Kastenhaus, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Wolfgang Winter e Berthold Hörbelt Kastenhaus, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Michel Majerus Complexity / Inhale Exhalela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Michel Majerus

Complexity / Inhale Exhale, 1999

Michel Majerus Complexity / Inhale Exhalela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Michel Majerus, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Ora Locale Monomila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Ora Locale

  Mononomie, 1999

James Lee Byars L’oracolo di Delfi girevole??la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

James Lee Byars

The Spinning Oracle of Delfi?? L’oracolo di Delfi girevole??, 1986

James Lee Byars L’oracolo di Delfi girevole??, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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James Lee Byars L’oracolo di Delfi girevole??, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Katharina Fritsch Re dei rattila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Katharina Fritsch

Rat King / Re dei ratti, 1992-93

Katharina Fritsch Re dei rattila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Ann Sofi Sidén Chi lo ha detto alla camerierala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Ann-Sofi Sidén

Who Told the Chambermaid? / Chi lo ha detto alla cameriera?,1998

Ann Sofi Sidén Chi lo ha detto alla cameriera?la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Perino & Vele Pelle di elefantela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Perino & Vele

Pelle d'elefante, 1998 

Perino & Vele Pelle di elefantela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Perino & Vele Pelle di elefantela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

T Hubbard & A. Birchler La stanza di Gregor Ila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Teresa Hubbard e Alexander Birchler

Gregor’s Room I / La stanza di Gregor I, 1999

T Hubbard & A. Birchler Buchila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Teresa Hubbard e Alexander Birchler 

Holes / Buchi, 1997

Franz Gertsch Silviala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Franz Gertsch

Silvia, 1998 

Franz Gertsch Trittico Schwarzwasserla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Franz Gertsch

TryptychonSchwarzwasser I, 1991-93

Fang Lijunla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Fang Lijun

No. 1998/11/15, 1998

Sigmar Polke Apparizione di Mariala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Sigmar Polke

Marienerscheinung / Apparizione di Maria, 1994

Sigmar Polke L'apparizione di Maria, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Sigmar Polke L'apparizione di Maria, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Yang Shaobinla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Yang Shaobin

Untitled  / Senza titolo, 1998

Yang Shaobin Senza titolo 11, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Yang Shaobin Senza titolo 1996-97, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Wang Du Marché aux pucesla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Wang Du

Marché aux puces - Mise en vente d'informations d'occasion / Mercato delle pulci - messa in vendita di informazioni d'occasione, 1999

Wang Du Marché aux puces, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Wang Du Marché aux puces, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Wang Du, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Wang Du - Zhou Tie Haila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Wang Du e Zhou
Tie Hai

Wang Du, Marché aux puces - Mise en vente d'informations d'occasion / Mercato delle pulci - messa in vendita di informazioni d'occasione; Zhou Tie Hai, We Went to Look for Love / Siamo andati in cerca di amore, 1996

Wang Xingweyla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Wang Xingwei

History of Revolution / Storia della rivoluzione, 1997; Poor Old Hamilton / Povero vecchio Hamilton, 1996

Sarah Sze Nanostalgiala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Sarah Sze

Nanostalgia, 1999

Sarah Sze Nanostalgia, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Sarah Sze Nanostalgia, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Orestela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Oreste

Oreste alla Biennale, 1999

Oreste alla Biennalela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Pia Fries Gurnigella Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Pia Fries

Gurnigel, 1998-99

Pia Fries, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Pia Fries Prato, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Ai Weiweila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Ai Weiwei

The cross table / Il tavolo a croce, 1996; 72 Standard, 1997

Ai Weiweila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Ai Weiwei, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Ying Bo Fly Flyla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Ying Bo

Fei-Ya! Fei-Yal / Fly Fly (Our Chinese Friends) / Vola vola (i nostri amici cinesi), 1998-99

William Kentridge Stereoscopela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

William Kentridge

Stereoscope, 1999

William Kentridge Stereoscopela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

William Kentridge, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Tiehai Conferenza stampala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Zhou Tie Hai

Press Conference III / Conferenza stampa III, 1998 

Douglas Gordon Attraverso uno specchiola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Douglas Gordon

Through a looking glass /   Attraverso uno specchio, 1999

Louise BourgeoisThree Horizontalsla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Louise
Bourgeois

Three horizontals / Tre orizzontali, 1998 

Louise Bourgeoisla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Louise Bourgeois Trapuntala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Louise Bourgeois

Quilting / Trapunta, 1999

Zhang Peili Solo per tela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Zhang Peili

Just for you / Solo per te, 1999

Zhang Peili Piacere incertola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Zhang Peili

Uncertain Pleasure / Piacere incerto, 1996

Mario Schifanola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Mario Schifano

Paesaggio anemico, 1965; Il parto numeroso della moglie del collezionista, 1985; Aut Aut, 1960

Mario Schifanola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Mario Schifano

Sorrisi scomparsi, 1991; Buio + inquinato, 1995

Martin Kippenbergerla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Martin Kippenberger

Ohne Titel (Periskope) /

Senza titolo (periscopio), 1989; Ohne Titel (Geknickte Version) /

Senza titolo (versione piegata), 1989; Kippenblinky, 1991; Sozialkistentransporter, 1989; Martin, ab in die Ecke und schäm dich /

Martin, vai nell’angolo e vergognati, 1989; Mirror for Hangover Bud, 1990

Martin Kippenbergerla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Martin Kippenberger

Ohne Titel (Wandmodell) /

Senza titolo (modello da parete), 1989; Ohne Titel (Funfarmiger Leuchter) /

Senza titolo (candeliere a cinque bracci), 1990; Biennale di Venezia, 1996

Gino De Dominicisla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Gino De Dominicis

Wolfgang Laib Polline di tarassacola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Wolfgang Laib

Pollen from Dandelion/ Polline di tarassaco, 1999

Wolfgang Laibla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Dieter Roth Solo Scenesla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Dieter Roth

Solo Scenes, 1997-98

Dieter Roth Quadro con muffala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Dieter Roth

Schimmelbild / Quadro con muffa, 1969

Qiu Shihua Senza titolo (paesaggio)la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Qiu Shihua

Untitled (Landscape) / Senza titolo (Paesaggio), 1998

Huyghe Gonzalez-Foerster Parrenola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Dominique
Gonzalez-Foerster, Pierre Huyghe e Philippe
Parreno

Pierre Huyghe Dominique Gonzalez-Foerster Philippe Parreno Aboutla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Grazia Toderila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Grazia Toderi Il decollola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Grazia Toderi

Decollo, 1998

Grazia Toderi, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Grazia Toderi Il fiore delle 1001 nottela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Grazia Toderi

II fiore delle 1001 notte, 1998

Grazia Toderi, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Otto Zitkola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Otto Zitko

Opera in situ, 1999

Otto Zitko, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Otto Zitko, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Xie Nanxingla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Xie Nanxing

Untitled / Senza titolo, 1998

Xie Nanxing, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Xie Nanxing, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Sidén-Bockla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

John Bock,   Ann Sofi Sidén

John Bock, ApproximationRezipienteberdürfniscoma UrUltraUseMaterialMiniMaxi, 1999; Ann-Sofi Sidén, Who Told the Chambermaid? Chi lo ha detto alla cameriera?,1998

Bock ApproximationRezipienteberdürfniscomaUrUltraUseMaterialMiniMaxila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

John Bock 

ApproximationRezipienteberdürfnis comaUrUltraUseMaterialMiniMaxi, 1999

John Bock ApproximationRezipienteberdürfniscomaUrUltraUseMaterialMiniMaxi, Dalla collezione di: la Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015
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Pipilotti Rist Cervello di periferiala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Pipilotti Rist

Nothing / Niente, 1999

Katharina Sieverding La grande strada bianca diventa nerala Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Katharina Sieverding

The Great White Way Goes Black XI / La grande strada bianca diventa nera XI, 1977

Katharina Sieverding Abbiamo amici in tutto il mondo XIIIla Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Katharina Sieverding

We have Friends All Over the World XIII / Abbiamo amici in tutto il mondo XIII, 1979

Zhuang Huila Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Zhuang Hui

Liisa Roberts Per avere un approcciola Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Liisa Roberts

To derive an Approach... / Per avere un approccio, 1998-99

Rirkrit Tiravanija Padiglionela Biennale di Venezia - Biennale Arte 2015

Rirkrit Tiravanija

The First Thai Pavilion in Venice/ Il primo padiglione Thai a Venezia, 1999

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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