Ritratto di Musico di Leonardo da VinciVeneranda Biblioteca Ambrosiana
Questa sottile tavola, raffigurante un giovane musicista con in mano un cartiglio con notazione musicale, è oggi universalmente attribuita a Leonardo da Vinci.
Tuttavia, fino agli inizi del XX secolo non esisteva certezza né riguardo al soggetto né riguardo all'autore.
Questo spiega perché i documenti antichi dell'Ambrosiana parlino genericamente di "un dottore" o di un "Duca di Milano".
Il misterioso personaggio della tavola veniva infatti identificato in Ludovico il Moro, Signore di Milano ai tempi del primo soggiorno milanese di Leonardo.
Tuttavia, questo è dovuto al fatto che l'angolo inferiore destro della tavola era stato ridipinto nel XVII secolo, coprendo la mano e il cartiglio con la notazione musicale.
Nel 1905 interventi di restauro eliminarono la ridipintura nel quadrante inferiore destro e così riaffiorò la mano col cartiglio. Cadde dunque definitivamente l'identificazione del personaggio con il duca Ludovico il Moro, mentre si cominciò a parlare genericamente di un "Ritratto di Musico".
L'identità del giovane uomo non è ancora stata chiarita con certezza. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che si possa trattare di un ritratto di Franchino Gaffurio o Josquin des Prez, entrambi musici attivi nella Milano di Ludovico il Moro. Non abbiamo tuttavia testimonianza di diretti contatti fra i due e Leonardo.
Più recentemente, è stata avanzata un'ulteriore ipotesi: potrebbe trattarsi del ritratto di Atalante Migliorotti, un musico toscano amico di Leonardo, che con lui si trasferì a Milano come cantante e suonatore di lira da braccio.
Tra l'altro, su di un foglio del Codice Atlantico che riporta una lista di disegni da portare con sé a Milano, Leonardo cita una "testa ritratta di Atalante".
Il Musico dell'Ambrosiana, datato attorno al 1485, poco dopo l'arrivo dell'artista in città, potrebbe essere derivato da quel disegno, per immortalare le sembianze dell'amico.
Gli storici dell'arte hanno notato la somiglianza tra questa tavola e la prima versione della Vergine delle rocce e in genere con lo stile tipico delle ultime opere fiorentine.
Questo può essere riconosciuto nel forte chiaroscuro e nella dimensione scultorea del ritratto.
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