Festeggiamo 15 anni!

Rocca Malatestiana

Cesena's fortess: Rocca Malatestiana (1900) di Augusto CasalboniComune di Cesena

Grande fortezza rinascimentale incastonata nel cuore di Cesena, la rocca Malatestiana domina la città dalla cima del colle Garampo. La storia di questo castello è lunga e tortuosa: attestata per la prima volta la sua presenza nel XII secolo, pare che in realtà possa risalire persino al VIII secolo, quando fu costruita sul colle per sostituire il precedente insediamento romano a fondovalle - che offriva una difesa meno efficace – e si collocava quindi in un ottimo punto per controllare dall’alto l’intera vallata.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Di questa prima costruzione, denominata rocca Vecchia, oggi si osservano solo pochi resti tra cui i cosiddetti “occhi di civetta”: due larghi fori su una parete in rovina in cima al colle Garampo, che fissano dall’alto la città come un paio di grandi occhi vigili. Si trovano su un tratto del cammino di ronda sopraelevato che è rimasto, insieme a un torrione, nella zona a ovest, memoria dell’antica struttura della rocca Vecchia tra i ruderi della torre dell’Imperatore e l’attuale Porta Montanara.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Esiste poi la rocca Nuova, nata nel 1380, a seguito della sconfitta che il cardinal Albornoz, incaricato dal papa di riportare quel territorio sotto il governo della Chiesa, inflisse a Cia degli Ordelaffi, e del “Sacco dei Bretoni”, che vent’anni dopo aveva causato seri danni alla rocca Vecchia.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

La Nuova fu eretta per volere di Galeotto Malatesta, e l’opera fu poi portata avanti dai discendenti fino a Domenico Malatesta Novello. Quest’ultimo era un uomo di guerra, per il quale terminare la costruzione di una fortezza come quella era di primaria importanza.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Egli decise perciò di chiedere anche consulenze di un certo rilievo, come quella del Brunelleschi, la cui visita alla città risale circa al 26-27 settembre 1438.
Ancora le armi da fuoco non avevano fatto il loro ingresso sulla scena, perciò le soluzioni costruttive adottate dal Brunelleschi non rappresentarono innovazioni determinanti.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Chi rese grande la Rocca

Importanti per la rocca, perciò, furono senz’altro i Malatesta, ma il loro non è l’unico nome importante che ha segnato le mura della fortificazione.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

All’elenco delle firme prestigiose che si annoverano tra gli ospiti della rocca Malatestiana, va ricordata anche quella di Leonardo da Vinci, che visitò la città nel 1502 quando Cesare Borgia lo incaricò di revisionare le fortificazioni delle giurisdizioni da poco conquistate, e che eseguì il rilievo completo delle mura di Cesena.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

I suoi appunti sono molto precisi e ciò ci permette di definire, confrontando le sue carte con i tracciati attuali, quali siano state le modifiche e le migliorie adottate in seguito alla sua ispezione.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

mutamenti del Quattrocento

Nel XV secolo soggiunsero cambiamenti importanti, doverosi per l’arrivo di una grossa novità: le armi da fuoco, insieme a quelle da lancio e da urto. Le tipologie architettoniche dell’epoca erano inefficienti: ad esempio, l’altezza vertiginosa delle torri, un tempo utile per respingere frecce e controllare il territorio, rappresentava ora un grosso svantaggio.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

I nuovi bastioni cambiarono la forma poligonale in circolare, mentre i vecchi vennero muniti di aperture alla base dei muri di scarpa e di canne di sfiato per il posizionamento delle bombarde.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

A ridosso di Piazza del Popolo si inserisce la Rocchetta di Piazza, l’elemento difensivo situato più a valle, composta dalla Loggetta Veneziana, la torre di Piazza, il torrazzo e il muro corridore. Secondo fonti storiche la costruzione di questo murum, che collega il Palazzo del Governatore alla rocca, fu curata nel 1466 dal governatore pontificio Lorenzo Zane, colui che, dal 1475, sotto il pontificato di Sisto IV, svolse un ruolo decisivo nell'incentivare la conclusione dei lavori alla fortezza, la quale nel 1480 poté dirsi ultimata.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Dal Cinquecento al Novecento

Anche i secoli successivi al XV furono ricchi di avvenimenti: nel 1506 Papa Giulio II soggiornò due notti nella rocca Nuova e dopo la battaglia di Ravenna, dove Giulio II venne sconfitto dai francesi, questi occuparono la fortezza così come la stessa città di Cesena. In seguito, il governo pontificio riuscì a riprendere il controllo, e lo mantenne fino all’avvento dell’età napoleonica. La funzione rimase di carattere militare e difensivo fino alla fine del Settecento, per passare poi a quella di carcere su progetto di Benedetto Barbieri.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Nel XIX secolo le mura subirono notevoli cambiamenti: la città era nel pieno di una fase di modifiche che si affacciavano al futuro e per eseguire questi interventi si rivelò necessario aprire archi e porte o demolire certe vecchie strutture qualora queste si dimostrassero di ostacolo al progresso urbano. Ma nel complesso, l’assetto generale delle mura non è stato alterato eccessivamente, e soprattutto si sono conservate tutte le fondazioni, dal momento che ad essere spazzate via sono state per lo più le parti in superficie.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Anche il Novecento, infine, ha segnato con il suo passaggio il carattere della rocca: dopo la Prima guerra mondiale venne inaugurato il sacrario ai Caduti, mentre durante la Seconda furono costruiti sotto le mura rifugi antiaerei, ai quali vi erano due ingressi che si aprivano nel muro di contenimento del Parco della Rimembranza. Dopo la fine della guerra, gli alleati usarono questi rifugi come deposito per pezzi di ricambio dei mezzi militari.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Particolarità della struttura

Come si è osservato finora, la rocca di Cesena ha subito innumerevoli rimaneggiamenti nel corso della sua lunga esistenza. La struttura complessiva posa su una pianta pentagonale, che si ispira all’assetto della rocca Vecchia, ed è formata da una cinta di mura che circonda un altro complesso fortificato, definito “Rocchetta”, e una corte interna dove si svolgevano le esercitazioni dei soldati.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

La cinta è dotata di una merlatura ghibellina che protegge il cammino di ronda e di torrioni in laterizio. Le cortine murarie e i torrioni sono connessi da una galleria interna, con vie secondarie e scale a chiocciola per spostarsi sui vari livelli.
I torrioni erano tutti denominati con nomi che potevano indicare la funzione o la vicinanza ad altri ambienti: il Torrione del Forno; il Torrione di San Domenico; il Torrione del Nuti...

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Matteo Nuti fu l’architetto personale di Malatesta Novello, e rivestì un ruolo importante nella costruzione della fortezza. Curò egli stesso l’edificazione del bastione di levante, che servì da modello per gli altri due. Esso -definito “torre nuova” perché eretto posteriormente agli altri - è l’unico che all’interno presenta una scaletta a chiocciola per spostarsi sui tre piani, mentre le altre torri sono composte solo da una casamatta bassa con copertura sferica e da un terrazzo superiore con camminamento perimetrale.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

All'interno della Rocchetta troviamo il Maschio (la torre Maestra) e la Femmina (che sarebbe il palazzo del castellano). Queste due torri erano circondate da una cinta muraria e affiancate da altri edifici che servivano a rendere la Rocchetta autonoma.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

È possibile distinguere il Maschio dalla Femmina per il profilo più alto e slanciato del primo e l’aspetto più basso e compatto della seconda. Erano costruite in modo da potersi isolare, in caso di necessità difensive, dai camminamenti ed essere indipendenti tra di loro. In caso di assedio ci si poteva perciò ritirare nella Rocchetta, poi nella Femmina e infine nel Maschio, che svolgeva il compito di ultimo baluardo di difesa.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Le entrate alla rocca erano in origine quattro: quella principale era la porta Maestra, a nord. Il secondo era un accesso a nord-est, denominato “corridore”, sfruttato dalle forze militari - ma di questa via è rimasto ben poco. Dopo di che esisteva anche un passaggio sotterraneo, del tutto scomparso, e infine, l’ultima entrata era situata a sud, munita di ponte levatoio, ed era utilizzata per approvvigionamenti e rinforzi militari; attualmente questa svolge il ruolo di ingresso principale.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Evoluzione del suo compito

Il ruolo di carcere venne soppresso in maniera definitiva solo nel 1970. Nel 1974 è stato inaugurato, all’interno della Femmina, il Museo della Civiltà Contadina, dove sono esibiti oggetti del passato contadino del nostro territorio.

Rocca Malatestiana (1974) di Mario BocchiniComune di Cesena

Nel piano interrato ci sono gli strumenti per l’allevamento e i mezzi di trasporto mentre al piano terra sono stati ricostruiti gli ambienti della casa colonica romagnola.

Rocca Malatestiana (1974) di Mario BocchiniComune di Cesena

Al primo piano trovano posto gli oggetti che i contadini usavano per i mestieri svolti nel periodo invernale, e due intere sale sono dedicate al ciclo del grano. Al secondo piano, invece, vediamo le stanze che riguardano il ciclo della vite e del vino.

Rocca Malatestiana di UnknownComune di Cesena

Anche nel Maschio gli spazi museali non mancano: al secondo livello sono esposte quattro armature, selle da torneo e riproduzioni moderne di armi antiche. Le armature sono autentiche e composte da pezzi risalenti ad epoche diverse (dal XV fino al XVIII secolo).

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Infine, negli spazi della Loggetta Veneziana, alla base del Colle Garampo, è stato allestito il Museo di Scienze Naturali, costituito da reperti storici relativi alla didattica delle scienze ceduti dal Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena, e l’esposizione comprende anche una sezione all’aperto dove sono mostrate le rocce che formano il suolo collinare limitrofo alla città, e uno splendido orto botanico ubicato nel Parco della Rimembranza.

Rocca Malatestiana (1380) di Matteo NutiComune di Cesena

Oltre a questo, negli ultimi anni sono state intraprese molte altre iniziative per sfruttare al meglio le varie parti di questa affascinante e antica fortezza: una vasta gamma di attività culturali, turistiche, artistiche, hanno luogo tra le mura e nei cortili della rocca nelle diverse stagioni, per fare in modo che tutti, turisti e locali, possano godere appieno di questi spazi secolari così suggestivi e ricchi di storia.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.

Design: ti interessa?

Ricevi aggiornamenti con il tuo Culture Weekly personalizzato

Ecco fatto

Il tuo primo Culture Weekly arriverà questa settimana.

Home page
Discover
Gioca
Qui vicino
Preferiti