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Monumento funebre di Gian Giacomo Medici

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Percorrendo la navata mediana di destra fino ad arrivare al braccio meridionale del transetto è possibile ammirare il pregevole monumento funebre di Gian Giacomo Medici risalente alla metà del XVI secolo.

Monumento a Gian Giacomo Medici, dettaglio (1564)Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Erroneamente attribuito a Michelangelo dalla tradizione popolare, è invece opera dell’artista lombardo Leone Leoni.

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L’altare fu commissionato nel 1559 da papa Pio IV (Giovanni Angelo Medici di Marignano) in onore del fratello Gian Giacomo, condottiero e marchese di Marignano (1495-1555).

Monumento a Gian Giacomo Medici, dettaglio (1564)Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Gian Giacomo fu soprannominato il “Medeghino”, ossia “piccolo Medici”, per la sua bassa statura, appellativo che passò alla storia.

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La famiglia Medici Nosigia di Milano, seppure di modeste condizioni economiche, aveva origini nobili antiche, risalenti ai tempi di Ottone Visconti (1207-1295).

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I Medici di Milano non avevano vincoli di parentela con i più celebri Medici di Firenze, i quali però cominceranno a chiamarli parenti, per ovvi motivi di prestigio, data la fama acquisita dal Medeghino e suo fratello papa Pio IV.

Monumento a Gian Giacomo Medici, dettaglio (1564)Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Gian Giacomo Medici nacque a Milano nel 1495 da Bernardo Medici e Cecilia Serbelloni, primogenito di molti fratelli e sorelle, tra cui il futuro papa e Margherita, sposata al conte Giberto Borromeo e madre di San Carlo Borromeo.

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Le storie e le imprese che ruotano attorno alla figura di Gian Giacomo Medici furono controverse e turbolente ma allo stesso tempo gloriose.

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Di carattere collerico e vendicativo, manifestò, oltre alla ferocia ed efferatezza delle sue azioni, un grande acume strategico che gli avrebbe consentito di inserirsi da protagonista nel gioco politico-militare dell’Italia del XVI secolo.

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Una quinta di marmo di Carrara è scandita da sei colonne riunite sotto la stessa trabeazione, formano al centro un’edicola in cui è posizionata la statua in bronzo del Medeghino, con la gamba claudicante coperta dal mantello.

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Le sei colonne, di marmi arabescati orientali, furono inviate direttamente da Roma da Pio IV.

La Milizia nel Monumento a Gian Giacomo Medici (1564)Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Nelle campate laterali le due figure in bronzo sono allegorie della Pace, a destra, con un bassorilievo dedicato al Ticino, e della Milizia a sinistra, cui corrisponde il bassorilievo dell’Adda.

La Pace nel Monumento a Gian Giacomo Medici (1564)Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

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Nell’ordine superiore del monumento vi sono due statue della Fama e della Provvidenza a fianco di due candelabri, al centro il bassorilievo della Natività sormontato dallo stemma mediceo.

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Il monumento in origine doveva contenere le urne con i resti dei due fratelli, tuttavia in conformità con le nuove regole del Concilio di Trento, tutte le sepolture laiche furono rimosse dalla Cattedrale per volontà di San Carlo.

Altare di Pio IVVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Di fianco al monumento di Gian Giacomo Medici è presente l'altare dedicato allo stesso papa Pio IV.

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