Storie di san Giacomo Maggiore (1562/1566) di Corrado de MochisVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Quattro antelli decorativi raffiguranti Vescovi, la Madonna e Cristo aprono la narrazione dedicata alle storie di San Giacomo Maggiore, nella vetrata V10 del Duomo di Milano.
Il finestrone fu donato da papa Pio IV, zio materno di san Carlo Borromeo, in memoria del fratello Gian Giacomo Medici marchese di Marigliano, detto "Medeghino",capitano di ventura e combattente morto in battaglia.
Monumento a Gian Giacomo Medici, dettaglioVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Storie di san Giacomo Maggiore (1562/1566) di Corrado de MochisVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
L'esecuzione dell'opera fu affidata a Corrado Mochis da Colonia ed ebbe luogo tra il 1562 e il 1567. La vetrata è collocata nel transetto meridionale del Duomo.
Altare di Pio IVVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Il finestrone si trova in corrispondenza dell'Altare detto "di san Carlo".
Storie di san Giacomo Maggiore (1562/1566) di Corrado de MochisVeneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Gli episodi si sviluppano su più registri, in doppi ordini di antelli, una novità figlia del rinnovato clima culturale del tempo, fortemente influenzato dal linguaggio michelangiolesco, con accenti nordici.
Siamo in Palestina: il primo registro raffigura la Disputa tra San Giacomo e Fileto, quest'ultimo discepolo del mago Ermogene, mandato al cospetto del Santo per confutare le sue idee.
Il confronto ha esito inatteso: Fileto è vinto e convinto da San Giacomo. Ermogene non può sopportare un tale affronto e fa catturare Ermogee, affinchè non torni dal Santo.
La conversione tuttavia è ormai in atto: in cella viene mostrato a Fileto un sudario con il volto di Cristo, fattogli recapitare da San Giacomo, a ricordo della recente conversione. Nulla è possibile contro la forza della fede.
Fileto è liberato miracolosamente dal San Giacomo, mentre Ermogene chiama a raccolta i demoni affinchè facciano prigioniero il Santo; gli antelli raffigurano una lotta senza esclusione di colpi.
I diavoli ansimanti sono avvolti dalle fiamme e supplicano San Giacomo di liberarli dai tormenti del fuoco.
La tensione narrativa sale, San Giacomo ordina ai diavoli di legare Ermogene.
San Giacomo è portato al cospetto del sacerdote Abiatar, che lo fa arrestare.
Al cospetto di Erode Agrippa il Santo è inesorabilmente condannato a morte. Mentre San Giacomo è condotto al supplizio, nel tragitto incontra un paralitico e lo risana, miracolosamente.
Il finestrone si conclude con l'episodio raffigurante il Martirio di San Giacomo, che viene decapitato insieme a Giosia.
Dominano la vetrata i toni del rosso, dell'azzurro, le tessere sono arricchite da smalti e la grisaglia è usata con forza espressiva non comune.
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