Appartengono alla cultura gotica i motivi ornamentali e la struttura della mensola, il cui prospetto è inscrivibile in un triangolo equilatero rovesciato, al cui vertice inferiore è scolpita una testina coronata da motivi floreali, che esclude che i tre identici volti possano corrispondere ad una antica e sconfessata iconografia della Ss. Trinità.
Manca la documentazione sulla provenienza di quest’opera, che non trova affinità con nessuno dei reperti provenienti da chiese e conventi comaschi soppressi, né con i diversi relitti della demolizione di edifici ad uso civile del quartiere cittadino della Cortesella.
Anche la resa plastica della raffinata scultura dei tre identici volti denuncia un’ispirazione al mondo classico, tipica della incipiente scultura gotica italiana del Duecento.
Lo stile esula dalle tendenze della scultura comasca, e più in generale lombarda, del XIV secolo, informate dapprima alle modalità delle maestranze campionesi e successivamente talora influenzate dall’esempio milanese del toscano Giovanni di Balduccio nell’Arca di San Pietro Martire a S. Eustorgio. Tuttavia sembrano risalire più indietro la sodezza volumetrica e l’impianto proporzionato dell’anatomia dei volti, ereditati dalla duecentesca scultura federiciana e dagli sviluppi della nascente scultura “italiana” di Nicola Pisano. La stessa tipologia delle ciocche delle capigliature richiama il ritratto “all’antica” di Federico II della collezione Santarelli di Roma. (A. Rovi)
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