Loading

Stesure, Oggetto 87

Lonzi Carla[1956]

La Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale
Roma, Italy

Varie stesure manoscritte e dattiloscritte con annotazioni, correzioni e collage testuali. Presenti copie dattiloscritte da Magda Moretti, parte bibliografica, cronistoria degli allestimenti ed apparato biografico sugli artisti.

Details

  • Title: Stesure, Oggetto 87
  • Creator: Lonzi Carla
  • Date Created: [1956]
  • Transcript: PARRAVICINI ANGELO, nato a Milano 11 24 gennaio 1868, morto a Milano 11 5 aprile 2925. Scenografo. Kentre era ancora allievo all'Accademia di Brera, Carlo Ferrario lo invito a lavorare con lui al Teatro alla Scala, e in questo teatro la voro anche con gli Zuscare111, padre e figlio. Nel 1885 comincio la sua carriera di scenografo nell'Africa del Nord con un impresario italiano che gestiva i teatri municipali di Tunisi e Algeri. Dopo una interruzios ne per il servizio militare riprese nel 1891 la sua attivita'al Teatro Carlo Felice di Genova e nel 1898 entro come scenografo al Teatro alla Scala insieme a Carlo Songa, Vottorio Rota a Mario Sala, lavorando per 1 primi due anni sotto la direzione del Ferrario e quindi per conto loro comes Societa'degli Scenografi della Scala» e del Teatro lirico inter- nazionale”. Quando Giulio Gatti Casazza, direttore artistico del teatro alla Scala nel 1908 divento direttcre artistico del Metropolitan di New- York, chiamo 11 Parravicini a lavorare per questo teatro. Lavoro in se guito per molte compagnie italiane che andavano a svolgere stagioni 11. riche all'estero e specbalmente per l'impresa di Walter Nocchi. Questi, durante la gestione del Costanzi di Roma lo chiano a creare scene anche per questo teatro (Francesca da Rimini, Andrea Chéniern, "Ballo in na- schera", 11 ballo »Excelsior»). I lavoro anche per Varsasia e per l'Ope= ra di Parigi, Per 11 meatro della Scala, le prime scene dipinte furono quelle del "Rigoletto» e furono tanto apprezzate che l'impresa e gli ab bonati gli offrirono una medaglia d'oro di benemerenza. Al teatro alla Scala, dove ininterrottamente dipinse circa tremila scene, rimase fino al 1922 e luat ima opera eseguita fu »Debora e Jaele» di Pizzetti. Studioso di architettura, le sue scene furono sempre ispirate al vero e di alcuni st111 egli seppe esprimere l'essenza. Cosť 11 salotto della Manon», per il suo carattere frivolo creo un tipo che in seguito venne sempre imitato. Si dimostro maestro anche nelle scene di paesaggio.

Get the app

Explore museums and play with Art Transfer, Pocket Galleries, Art Selfie, and more

Recommended

Google apps