La Vittoria alata di Brescia

Una straordinaria statua in bronzo del I secolo d.C.

Da Fondazione Brescia Musei

Vittoria alata, particolare del volto (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

La statua della Vittoria alata

La Vittoria alata, una statua in bronzo di età romana, è un simbolo che ha attraversato i secoli e che ancora oggi lascia aperti molti interrogativi sulla sua origine, la sua committenza e la sua storia. E’ all’origine della nascita dei Musei di Brescia, di lei hanno scritto autori famosi quali Carducci e D’Annunzio e molti ne hanno richiesto una copia, tra tutti Napoleone III nel 1859. Oggi è esposta nel Museo della città, in Santa Giulia, ammirata da migliaia di visitatori.

Vittoria alata (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

La
statua riproduce una figura femminile alata, che in origine doveva avere un
elmo sotto il piede sinistro e, tra la mano sinistra e la
gamba flessa, uno scudo in bronzo sul quale mostrava il nome del vincitore. La
statua sembra databile intorno alla metà del I secolo d.C. Non si conosce chi possa essere stato il committente di quest’opera. Un'ipotesi è che si tratti dell’imperatore Vespasiano, che proprio vicino a Brescia nel 69 d.C. aveva
ottenuto il comando dell’Impero sconfiggendo gli eserciti di Ottone e Vitellio.

Disegno del Capitolium dopo gli scavi del 1826 (1826) di Luigi BasilettiFondazione Brescia Musei

Il ritrovamento

La statua venne trovata durante gli scavi del 1826 presso le rovine del tempio capitolino della città, insieme a numerosi altri bronzi, che erano stati nascosti in epoca tardo-imperiale al fine di preservarli. La straordinaria scoperta ebbe una risonanza a livello europeo tanto da portare a Brescia studiosi e curiosi per poterla ammirare. 

Incisione con riprodotta la Vittoria alata, Gabriele Rottini, 1838, Dalla collezione di: Fondazione Brescia Musei
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Sin dal momento del ritrovamento si susseguirono le ipotesi in merito agli attributi mancanti e all’interpretazione del significato di questa statua così imponente.

Ritratti imperiali (Metà II secolo d.C. - Fine del III secolo)Fondazione Brescia Musei

Tra i bronzi scoperti c’erano sei teste ritratto - di cui una femminile e cinque maschili -, cornici lisce e decorate, altri frammenti di statue, elementi decorativi e due baltei di statue equestri.

Operai e Vittoria alata nel Museo patrio (ante 1924) di Leone CandianiFondazione Brescia Musei

Vista l’importanza della scoperta, nel 1830 all’interno delle rovine restaurate del tempio venne aperto il primo Museo civico di Brescia, nel quale l’opera principale era la Vittoria alata.

Vittoria alata, particolare del volto e del panneggio (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

La tecnica

L’opera è realizzata con la tecnica della fusione a cera
persa, attraverso numerosi e complessi passaggi tecnici.

Recenti studi permettono di affermare che è stata fusa
in diverse parti distinte, poi saldate, ad opera di un’atelier di bronzisti esperti, collocabile forse in Italia
settentrionale. Oggi mancano l’elmo, che doveva avere al di sotto del piede
sinistro, e lo scudo, con inciso il
nome del vincitore da lei designato, che mostrava alla vista di chi la guardava.

Nella fascia che decora la capigliatura ci sono delle decorazioni in argento e rame.

Vittoria alata, particolare del torso (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

Il panneggio

A contatto con il corpo la divinità indossava un abito molto leggero, che segue le forme e ha un effetto di panneggio bagnato. Due fibule, forse di metallo diverso dal bronzo, fermavano questa veste sulle spalle.

Vittoria alata, particolare del panneggio (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

Intorno ai fianchi la Vittoria è coperta con un pesante mantello, dalle pieghe morbide e profonde.

Vittoria alata, particolare del retro (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

Sul retro della statua si colgono dettagli di grande raffinatezza, quali le pieghe della stoffa.

Vittoria alata (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

Le ali

Le ali
vennero trovate staccate al momento del rinvenimento, insieme alle braccia.
Furono rimontate poco dopo la scoperta, per restituire organicità e proporzione
alla statua. Secondo alcuni studiosi vennero aggiunte alla figura femminile in
un secondo momento, dato il volume più asciutto del modellato. Per altri invece
sono state realizzate contemporaneamente al resto della fusione e poi comunque
agganciate sulla schiena.

Vittoria alata, particolare di un'ala (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

Le piume delle ali sono rese con finezza di dettagli.

Vittoria alata, indagini diagnostiche per il restauro (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

Il restauro

Molti sono ancora oggi gli interrogativi intorno a questa statua: la sua datazione, la figura che ne ha commissionato la realizzazione e il motivo della sua presenza a Brescia, la coerenza delle ali con il resto del corpo, il profilo dell’artista che l’ha concepita e di chi l’ha realizzata. Per iniziare a fornire qualche risposta, è in corso una campagna di analisi non distruttive, alla quale seguirà un progetto di restauro che prevede uno scavo anche all’interno della statua e la pulitura delle superfici, nonché la revisione del supporto interno che garantisce l’aggancio delle ali e delle braccia.

Vittoria alata (Metà I secolo d.C.)Fondazione Brescia Musei

La Vittoria alata di Brescia.

Riconoscimenti: storia

Comune di Brescia, Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia.

Per il restauro si ringraziano Antaresvision, Camozzi, Ori Martin, Gruppo Saottini.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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