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Nata grazie alla generosità e alla passione dei collezionisti milanesi, la Collezione del Museo del Novecento è una tra le più importanti raccolte d’arte italiana del XX secolo. Il percorso espositivo raccoglie circa 400 opere, allestite secondo un criterio cronologico.

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Data di partenza: 1902, l’anno di esposizione del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, cui è dedicata una sala lungo la rampa elicoidale ad accesso gratuito.

Natura morta con chitarra (Natura morta con mandolino) (1912) di Georges BraqueMuseo del Novecento

La Collezione prende avvio con un omaggio alle Avanguardie Internazionali, con dipinti d’inizio secolo di Pablo Picasso, Georges Braque, Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Amedeo Modigliani. L’allestimento prosegue con il Futurismo, rappresentato da un nucleo di opere unico al mondo, con Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Gino Severini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici.

Wald Bau (1919) di Paul KleeMuseo del Novecento

Ritratto di Paul Guillaume (Paul Guillame assis) (1916) di Amedeo ModiglianiMuseo del Novecento

Dinamismo di una testa di donna (1914) di Umberto BoccioniMuseo del Novecento

Le stelle Le stelle, Arturo Martini, 1932, Dalla collezione di: Museo del Novecento
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Gli anni Venti e Trenta, tra Novecento e Astrattismo, si sviluppano e completano attraverso una sequenza di “isole” monografiche dedicate a Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Arturo Martini e Fausto Melotti.

Torso di giovanetto Torso di giovanetto, Arturo Martini, 1929 circa, Dalla collezione di: Museo del Novecento
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Sala "Informale segnico e gestuale"Museo del Novecento

Al terzo piano si trova una sala dedicata alle opere informali dei maggiori maestri italiani: Alberto Burri, Emilio Vedova, Giuseppe Capogrossi, Gastone Novelli, Tancredi, Carla Accardi, Osvaldo Licini. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono protagonisti di una sala allestita con opere di Piero Manzoni e degli artisti di Azimuth, da Enrico Castellani ad Agostino Bonalumi.

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A Lucio Fontana è dedicato l’intero ultimo piano dell’Arengario. Sala Fontana è stata progettata come un’opera ambientale immersiva per accogliere il grande soffitto del 1956, proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba e concesso in deposito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Neon di proprietà della Fondazione Fontana e i Concetti spaziali degli anni Cinquanta.

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Attraverso la passerella sospesa, che collega il museo a Palazzo Reale, si accede alla sezione conclusiva, che affronta gli anni Sessanta e le esperienze dell’Arte Cinetica e Programmata, introdotte dalla scultura Acona Bicombì di Bruno Munari . Seguono una serie di ambienti del Gruppo T e i dipinti di grande formato di Pop Art italiana e Pittura Analitica.
Il percorso termina con una sala dedicata ad alcuni tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera, da Luciano Fabro a Mario Merz, da Gilberto Zorio a Giuseppe Penone.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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