I Farnese: Una famiglia di collezionisti

Ritratto di Paolo III con i nipoti (1545) di Tiziano VecellioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

I mecenati

La famiglia Farnese proviene dall'alto Lazio. Originariamente soldati di ventura e nobili avventurieri, a partire dalla fine del XV secolo essi cominciarono ad occupare posizioni di prestigio grazie ad amicizie e alleanze. Presto divennero tra i più importanti collezionisti in Italia di dipinti, libri, sculture, antichità e arti decorative.

Ritratto di Papa Paolo III con camauro (1545-46) di Tiziano VecellioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

L'iniziatore di questa incredibile collezione fu Alessandro Farnese (1468-1549), primo cardinale della famiglia. Egli cominciò la sua carriera come vescovo di Parma, e poi divenne cardinale a Roma. Nel 1534 fu eletto papa col nome di Paolo III.

Ritratto di Pier Luigi Farnese (ca. 1546) di Tiziano VecellioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Pier Luigi Farnese (1503-1547), figlio illegittimo di Papa Paolo III, divenne il primo Duca di Parma e Piacenza, feudo conteso tra il papa e l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V.
I Farnese erano anche guerrieri e condottieri, e commissionarono e acquistarono raffinate armi e armature da indossare durante parate e cerimonie.

Ritratto del Cardinale Alessandro Farnese (1545-46) di Tiziano VecellioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Il nipote del papa, il cardinale Alessandro Farnese (1520-1589) - chiamato dai suoi contemporanei il "Gran Cardinale" - fu uno dei maggiori collezionisti e mecenati del suo tempo. Per volontà del nonno Papa Paolo III, divenne cardinale alla giovane età di quattordici anni. Figura di spicco della Roma del XVI secolo, era noto anche per le sue capacità diplomatiche, che contribuirono a consolidare il potere politico ed economico della famiglia.

Ritratto di papa Paolo III a capo scoperto (ca. 1543) di Tiziano VecellioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Mecenatismo

I Farnese furono responsabili di molte commissioni: Papa Paolo III persuase Tiziano a venire a Roma da Venezia. Il cardinale Alessandro ordinò a diversi artisti svariate opere d'arte, come la straordinaria "Cassetta Farnese", oggi nel Museo di Capodimonte. Più tardi il cardinale Odoardo Farnese (1573-1626) divenne anch'egli un grande mecenate, particolarmente noto per la campagna decorativa di Palazzo Farnese a Roma.

Danae (ca. 1544-45) di Tiziano VecellioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Il cardinale Alessandro commissionò la famosa "Danae" a Tiziano per il suo appartamento privato a Roma. Gli studiosi hanno ipotizzato che la figura femminile sia un ritratto dell'amante del cardinale - la cortigiana Angela - la cui identità venne celata nel dipinto ricorrendo al soggetto mitologico.

Arrigo Peloso, Pietro Matto e Amon Nano (ca. 1598) di Agostino CarracciMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Il cardinale Odoardo Farnese ordinò ad Agostino Carracci di realizzare questo triplice ritratto. L'immagine raffigura i giullari di corte presso i Farnese a Roma. Essi sono Enrico Gonzales - chiamato Arrigo Peloso perché soffriva di ipertricosi, Amon il Nano e Pietro Verderame chiamato Pietro il Matto.

Ercole al bivio (1596) di Annibale CarracciMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Sempre il cardinale Odoardo incaricò Annibale Carracci di dipingere questa tela per il suo appartamento nel Palazzo Farnese a Roma. La figura di Ercole si ispira all'antica statua dell'eroe che faceva parte della collezione Farnese, ora confluita nel Museo Archeologico di Napoli.

Bottega del Macellaio (datato 1568) di Joachim BeuckelaerMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Acquisizioni

La Famiglia Farnese ambiva a creare una grande collezione d'arte che includesse non solo opere di maestri contemporanei, ma anche dei secoli precedenti, nonché capolavori di artisti stranieri.

Sacra famiglia con i Santi Lorenzo, Francesco d’Assisi, Pellegrino, Giovanni Battista (1607-11) di Bartolomeo SchedoniMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Il pittore Schedoni lasciò incompiuto questa pala d'altare, destinato alla cattedrale di un piccolo villaggio, quando fu nominato Primo Pittore dal Duca Ranuccio I Farnese (1569-1622). Nonostante non fosse terminato, Ranuccio si invaghì del dipinto e lo acquistò dal committente originario. Quindi Schedoni lo completò a Parma, presso la corte dei Farnese.

Sacra Conversazione (metà del XV secolo) di Konrad WitzMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Francesco Farnese (1678-1727), Duca di Parma e Piacenza, acquistò questa tavola nel 1713 come opera del maestro Albrecht Dürer. È tra i pochi dipinti quattrocenteschi della Collezione Farnese e testimonia l'interesse del duca per la pittura fiamminga.
Oggi il dipinto è attribuito a Konrad Witz, o ala sua bottega. Witz è stato uno dei più grandi pittori tedeschi attivi nel XV secolo.

Mercato di campagna (datato 1566) di Joachim BeuckelaerMuseo e Real Bosco di Capodimonte

La serie di cinque dipinti eseguita da Joachim Beuckelaer, e oggi a Capodimonte, fu probabilmente acquistata da Margherita di Parma (1522-1586), moglie di Ottavio Farnese. Ella fu educata alla cultura fiamminga a Bruxelles e governò nei Paesi Bassi nella seconda metà del XVI secolo.

Ritratto di Giulio Clovio (1571-72) di El Greco (Domenico TheotokopoulosMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Lasciti

Questo dipinto di El Greco fu probabilmente eseguito quando l'artista era ospite della corte Farnese a Roma. Il suo primo proprietario fu Fulvio Orsini, il bibliotecario di Palazzo Farnese. Orsini era un collezionista di manoscritti greci, latini e volgari, pietre incise, medaglie, dipinti e altri manufatti artistici. Nel suo testamento Orsini lasciò parte della sua eredità al cardinale Odoardo Farnese.

Il misantropo (datato 1568) di Pieter Brugel il VecchioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

Confische

Nel 1611, Ranuccio Farnese (1569-1622), Duca di Parma e Piacenza, condannò a morte i feudatari di Parma rei di aver organizzato una cospirazione fallita contro i Farnese. Oltre a denaro, beni di varia natura e feudi, i Farnese confiscarono alle famiglie nemiche un gran numero di opere d'arte.

Parabola dei ciechi (datato 1568) di Pieter Brugel il VecchioMuseo e Real Bosco di Capodimonte

I due dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio esposti nel Museo di Capodimonte appartenevano in origine al nobile Cosimo Masi. Fine collezionista, egli fu segretario e stretto collaboratore di Alessandro Farnese (1545-1592), Duca di Parma e Piacenza, durante la missione del duca nelle Fiandre. La famiglia Masi fu una delle vittime della confisca dei Farnese.

Nel 1731, il duca Antonio Farnese moriva senza eredi. La collezione fu quindi ereditata da Carlo di Borbone (1716-1788), nato dal matrimonio di Filippo V di Borbone, Re di Spagna, con Elisabetta Farnese. Quando Carlo divenne Re di Napoli nel 1734, riunì le sue più importanti opere d'arte tra Roma, Parma e Piacenza e le portò a Napoli. È così che la meravigliosa Collezione Farnese è giunta a Capodimonte!

Riconoscimenti: storia

A cura di Francesca Santamaria

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