Lo Studio del Presidente della Repubblica

Il cuore delle Sale Presidenziali è rappresentato dallo Studio del Presidente, dove il Capo dello Stato svolge i principali incontri istituzionali e di rappresentanza

Da Palazzo del Quirinale

Vista dello Studio del Presidente alla VetrataPalazzo del Quirinale

È in questa sala che si svolgono i colloqui del Presidente della Repubblica con i rappresentanti dei gruppi parlamentari in occasione delle consultazioni per la formazione del Governo.

In questo ambiente il Presidente della Repubblica tiene anche altri incontri a carattere ufficiale, in particolare qui si svolgono i colloqui con i Capi di Stato ospiti, dopo la presentazione delle delegazioni ufficiali nella vicina Sala del Bronzino.

Vista dello Studio del Presidente alla VetrataPalazzo del Quirinale

Lo Studio nelle epoche passate

In origine, quando il Quirinale era sede dei pontefici, la sala era la camera da letto estiva del papa.

Nell’allestimento napoleonico venne usata come sala da pranzo dell’imperatore, mentre alla fine dell’800 re Umberto I la trasformò in studio, comunicante con la camera da letto, l’attigua Sala di Druso.

Vista del soffitto nello Studio del Presidente alla VetrataPalazzo del Quirinale

Il soffitto con il fregio

Alla fase sabauda risale il soffitto a cassettoni in stile neorinascimentale, ornato da stemmi sabaudi e rosoni dorati.

Della stessa epoca è il fregio con coppie di putti alati che sorreggono gli scudi con le imprese cavalleresche di personaggi illustri di Casa Savoia.

Impresa cavalleresca con elefante - Dettaglio del fregio (Fine XIX secolo)Palazzo del Quirinale

Tra questi, l'impresa di "EM·FILIBERTUS" si riferisce a Emanuele Filiberto (1528-1580), duca di Savoia, che riconquistò il Ducato sabaudo.

Il duca è associato, per il suo coraggio e la sua fierezza, a un'impresa che ha come protagonista l'elefante, animale dal temperamento benigno, ostile solo verso chi gli oppone resistenza, “INFESTUS·INFESTIS”.

Vista dello Studio del Presidente alla VetrataPalazzo del Quirinale

Lo Studio del Capo dello Stato

Morto Umberto I, questa zona del palazzo fu destinata a foresteria per gli ospiti del re e la stanza tornò a essere usata come camera da letto.

Con l’avvento della Repubblica le funzioni residenziali furono eliminate dal piano nobile del palazzo e la sala è divenuta lo Studio del Capo dello Stato.

Scrivania del Presidente della Repubblica (1750) di Manifattura francesePalazzo del Quirinale

La scrivania del Presidente

La scrivania del 1750 circa, di manifattura francese e di pieno stile Luigi XV, proviene dalla reggia di Parma.

Con l'Unità d'Italia fu portata a Roma per arredare il Quirinale, nuova residenza dei re d'Italia.

La struttura è in legno di quercia e la superficie è impiallacciata d'amaranto, ossia rivestita con fogli di questo legno pregiato.

Le maniglie dei tre cassetti e gli ornamenti in stile rocaille sono stati realizzati in bronzo dorato. Il piano è rivestito in cuoio di color rosso scuro.

Vista dello Studio del Presidente alla VetrataPalazzo del Quirinale

La scrivania a ribalta

Lo Studio è ricco di oggetti d'arredo, tra cui una scrivania a ribalta in radica di noce con profili neri in legno ebanizzato, di manifattura lombarda e databile alla metà del '700. 

Trittico con statuette in avorioPalazzo del Quirinale

Il trittico

Nella sala è conservato anche un piccolo trittico, decorato con sculture in avorio. È frutto del montaggio di un Calvario del '400 e di una Annunciazione e Santi di epoca più tarda.

Alt di caccia (1753/1775) di Manifattura Reale di TorinoPalazzo del Quirinale

Gli arazzi

Alle pareti sono appesi tre arazzi della serie Boscarecce, tessuti a Torino tra il 1753 e il 1775 e originariamente destinati all'appartamento e al gabinetto d'estate di Carlo Emanuele III di Savoia nel Palazzo Reale di Torino.

I panni, in sintonia con il gusto artistico settecentesco, illustrano scene ambientate in paesaggi ispirati al territorio piemontese, con contadini e viandanti che trascorrono il tempo tra svaghi e soste, sullo sfondo di incantevoli campagne, alberi e corsi d'acqua. 

Arazzo "Il Pescivendolo" della serie BoscareccePalazzo del Quirinale

Tuttavia, le umili abitazioni dai tetti di paglia, le palizzate irregolari e i rami degli alberi spezzati dall'inverno, testimoniano una dura realtà rurale, che allontana questi soggetti dal più lezioso genere idillico-pastorale.

Il pescatore, Serie Boscarecce (1760/1770) di Manifattura Reale di Torino, atelier di Francesco Demignot, cartone di Vittorio Amedeo Cignaroli e collaboratoriPalazzo del Quirinale

L'arazzo Il Pescatore mostra un pescatore intento a catturare prede nel fiume, accompagnato da due giovani donne con i loro bambini.

Sullo sfondo è rappresentato un paesaggio con un’ampia e luminosa vallata attraversata dal fiume con colline, boschi e villaggi.

Si tratta di una scena idilliaca che stempera la dura realtà rurale con il tono popolaresco della ‘bambocciata’ e si intreccia al genere del ‘capriccio’ architettonico con l’inserimento del tempietto classico in rovina, in linea con le tendenze di gusto del pieno '700 europeo volute da Carlo Emanuele III.

Vista della Sala di DrusoPalazzo del Quirinale

Contigua allo Studio è la Sala di Druso, che funge da anticamera.

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.
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