Mappa Uganda, Slow Food, 2014, Dalla collezione di: Fondazione Slow Food per la Biodiversità - Arca del Gusto
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I bovini di razza Ankole (chiamati anche Inyambo in alcune zone) sono allevati nella Rift Valley, lungo il confine tra Uganda e Ruanda

Vacca Ankole, Slow Food, 2014, Dalla collezione di: Fondazione Slow Food per la Biodiversità - Arca del Gusto
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Questa striscia di terreno semi-arido è spesso chiamata il “corridoio del bestiame”.

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Qui la razza Ankole è allevata sia per la carne che per il latte. Il latte, ad alto contenuto di grassi, viene adoperato per preparare un prodotto chiamato ekivuguto nella lingua Runyankole. Viene anche impiegato per fare yogurt e ghee (burro chiarificato), utilizzati come condimento nei piatti locali.

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Anche il sangue apprezzato: è prelevato in piccole quantità dal collo di alcuni capi che poi vengono rilasciati per tornare a congiungersi con il resto del bestiame.

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Per le popolazioni che vivono di allevamento, la vacca Ankole/Inyambo è considerata quasi come una figura materna per la grande importanza che ha nella cultura locale. Tuttavia, questa razza è a rischio di estinzione poiché i governi di Uganda e Ruanda promuovono la sua sostituzione con razze straniere, più produttive. Le razze straniere, tuttavia, sono poco adatte alle condizioni ambientali della zona.

Vacca Ankole, Slow Food, 2014, Dalla collezione di: Fondazione Slow Food per la Biodiversità - Arca del Gusto
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In passato i bovini erano allevati in gruppi di cento capi (chiamati “Amagana”), e le famiglie una volta avevano diversi Amagana, e quindi alcune centinaia di capi di bestiame.

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Oggi è raro trovare una famiglia che abbia una cinquantina di bovini di razza Ankole.

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Riconoscimenti: storia

Photos—Alberto Prina

Ringraziamenti: tutti i partner multimediali
In alcuni casi, la storia potrebbe essere stata realizzata da una terza parte indipendente; pertanto, potrebbe non sempre rappresentare la politica delle istituzioni (elencate di seguito) che hanno fornito i contenuti.

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