La Camera di Vetro

Palazzo Madama

Trasparenze e trasformazioni

Le tecniche
Vetri a oro graffiti e vetri dipinti, smalto champlevé, smalto dipinto

Il ritratto rappresenta probabilmente Marcia Otacilia Severa, sposa di Filippo I l’Arabo, che resse l’Impero Romano dal 244 al 249 d. C.

Vetri da indossare
Nella seconda metà del XVI secolo, nel periodo cosiddetto della Controriforma (dopo il 1545), si diffonde in Italia il gusto per oggetti devozionali di piccole dimensioni. Gemme, cammei, miniature sotto cristallo, smalti, nielli, medaglioni-reliquiario, tutti tecnicamente molto raffinati e decorati da soggetti sacri, erano spesso impiegati come gioielli: indossati come pendenti, cuciti sugli abiti, fissati alle cinture o anche alle testiere dei letti. 

Una delle opere più preziose e rare della raccolta d’Azeglio. I 13 grani sono montati in argento dorato. Ciascuno di essi è costituito da due semisfere unite e combacianti.

Le superfici piatte delle semisfere sono entrambe dipinte e dorate dal retro - con scene della Passione e coppie di santi - così che ogni grano risulta istoriato sulle due facce.

Vetri per pregare
Tutti questi oggetti, diversi per epoca, stile e provenienza geografica, sono accomunati da un’identica funzione: la preghiera privata. Dittici e trittici da viaggio, altaroli per cappelle nobiliari o studioli, oggi integri o frammentari, permisero a monaci, prelati e laici, dal Medioevo al Seicento, di avere sempre con sé, durante i propri spostamenti, un’immagine sacra cui rivolgersi per pregare e meditare.
Limoges e lo smalto champlevé : il vetro colora gli oggetti dell’altare
Tra XII e XIII secolo Limoges - nel ducato di Aquitania, nella Francia occidentale  - fu un centro artistico di grande rilievo, specializzato nella produzione di oggetti liturgici e profani in rame decorato da smalto champlevé. La cosiddetta “Oeuvre de Limoges” ebbe grandissima diffusione nel Medioevo: si sono conservate migliaia di opere limosine in ogni parte d’Europa, dal Portogallo alla Russia, dall’Islanda all’Italia meridionale. I colori splendenti, effetto dello smalto colorato, e un prezzo di mercato basso (dal momento che erano realizzate in rame dorato e non con metalli nobili), furono all’origine di questo successo. 

Proviene dal tetto di una grande cassa-reliquiario con l’Ascensione di Cristo circondato dai 12 apostoli (Léon, Museo de la Real Collegiata di San Isidoro).

Un mondo di smalto.Smalto en ronde-bosse di Parigi, smalti dipinti di Milano, Venezia e Limoges
Tra Quattro e Cinquecento gli orafi sperimentano nuovi tipi di smalto: lo smalto en ronde-bosse, che si stendeva su piccole figure a rilievo in oro, impiegato soprattutto per i gioielli e molto di moda nelle corti europee al tramonto del gotico; lo smalto dipinto su argento, più prezioso di quello su rame; lo smalto veneziano, ancora uno smalto dipinto su rame, ma con il caratteristico impiego di poche tinte: bianco opaco, verde e marrone su fondo blu cobalto con lumeggiature dorate stese a pennello.
Vetri per le cattedrali e vetri impiegati come piccoli quadri e per impreziosire stipi
Nell’Europa del XVI e XVII secolo, si assiste a una grande diffusione di incisioni e xilografie. In alcuni casi si tratta di opere originali, come la serie di xilografie di Antonio Tempesta (1555-1630) per illustrare le Metamorfosi di Ovidio; altre volte di riproduzioni, a scopo divulgativo, di celebri dipinti e disegni di Raffaello e di altri protagonisti del Rinascimento (come le incisioni di Marcantonio Raimondi, 1480-1534). La tecnica del vetro dipinto consentiva di trasporre con facilità i soggetti delle incisioni sulla lastra in vetro, trasformando così un’opera su carta in un piccolo dipinto prezioso ricco di riflessi, da incorniciare e presentare a parete o da impiegare come decoro sui cassetti degli stipi dell’epoca. Si procedeva in questo modo: le stampe, inchiostrate lungo i contorni delle figure e dei vari elementi della scena, erano applicate al vetro dal rovescio e quindi rimosse, in modo da lasciare traccia dei contorni sul supporto, poi riempiti di colore.

La vetrata assembla parti originali del XII sec., provenienti dalle vetrate dell’abbazia di Saint-Denis (Parigi), a parti dell'800, realizzate da Alfred Gérente, responsabile del restauro del 1850.

Credits: Story

La Camera di Vetro è il nuovo allestimento al secondo piano di Palazzo Madama. Il progetto è stato possibile grazie al sostegno del Rotary Club Torino.
Curatore: Simonetta Castronovo

Credits: All media
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