Le ante d'organo di Cosmè Tura

"L'immaginazione che fiorisce sul metodo" (Roberto Longhi)

Museo della Cattedrale di Ferrara

The princess and St. George and the dragon (1467 - 1469) by Cosmè TuraMuseo della Cattedrale di Ferrara

Introduzione

Poche opere possono vantare un valore simbolico e una pregnanza di significato tali da rendere quelle manifestazioni artistiche emblema di una città o, ancor più, icone di un'intera epoca. Questo il caso delle ante d'organo di Cosmè Tura, realizzate dal maestro ferrarese a copertura degli sportelli lignei dell'organo della Cattedrale. Quest'ultimo, attribuito al celebre organaro Giovanni da Mercatello, era in origine collocato al centro dell’abside e fu in seguito spostato nell’ottava arcata della navata centrale, dove rimase per i successivi due secoli e mezzo. Le tele furono saldate al pittore nel giugno 1469: questa data appare cruciale per la ricostruzione della parabola artistica del celeberrimo caposcuola della “officina ferrarese”.

I dipinti rimasero legati alla cassa lignea fino al XVIII secolo, quando lo strumento quattrocentesco fu sostituito da uno nuovo. Le tele probabilmente già alla volta del 1712 dovevano aver abbandonato l'organo, come testimoniato dallo storico Girolamo Baruffaldi che nelle "Vite de' pittori e scultori ferraresi" scrisse: «Ora che per la nuova fabbrica di detto organo sono stati levati gli sportelli descritti, ed uniti insieme appesi nella sagrestia canonicale come cose non spregevoli, non dimostrano tutta la buona maniera del pittore», alludendo con quest'ultima espressione forse allo stato di conservazione lacunoso o al pesante intervento di restauro settecentesco operato da Giovan Battista Cozza.

Le due ante d’organo, dipinte all’interno e all’esterno, erano destinate ad essere aperte e chiuse in relazione all’utilizzo dell’organo. Ad ante chiuse i fedeli potevano ammirare "San Giorgio e la principessa", una delle scene più drammatiche mai rappresentate nell'Italia del Quattrocento. A sportelli aperti, invece erano visibili, a sinistra, l’"Angelo annunciante" e, a destra, la "Vergine annunciata". Nonostante l’inscurimento tipico delle tele dipinte a tempera grassa, l’opera testimonia ancora oggi tutta la potenza espressiva e la straordinaria fantasia rappresentativa di Cosmè Tura.

Announcing angel (1467 - 1469) by Cosmè TuraMuseo della Cattedrale di Ferrara

Madonna announced (1467 - 1469) by Cosmè TuraMuseo della Cattedrale di Ferrara

The princess and St. George and the dragon (1467 - 1469) by Cosmè TuraMuseo della Cattedrale di Ferrara

San Giorgio e la principessa

La rappresentazione di San Giorgio si presta ad una duplice lettura interpretativa. La figura del santo incarna infatti rispettivamente i valori di difensore della cristianità (evidente nell'uccisione del drago che simboleggia il maligno) e di esaltazione della virtù civica, con particolare riferimento all'attualità di quegli anni in cui si compie l'importante opera di bonifica dell'insalubre territorio paludoso estense voluta da Borso d'Este. 

Attributo araldico di Borso, la zucca simboleggia la fecondità ed è un chiaro rimando all'opera di bonifica - dove la curcubitacea era impiegata come galleggiante - voluta dal duca d'Este.

La principessa che fugge via è riccamente vestita di abiti dalle fogge orientaleggianti, ulteriore rimando a Bisanzio, la città da liberare dagli infedeli.

La principessa appare adornata di preziosi monili che riecheggiano le arti suntuarie, così amate dagli Estensi.

La città-montagna sullo sfondo rievoca gli ideali crociati di liberazione della Terra Santa, con un possibile riferimento alla crociata promossa da Pio II, poi sfumata per la morte del pontefice.

Announcing angel (1467 - 1469) by Cosmè TuraMuseo della Cattedrale di Ferrara

L'Annunciazione

La struttura delle ante impediva naturalmente la simultanea visione della decorazione, ragion per cui le tele davano vita ad opere "contrapposte" e nella lettura e nella funzione. La rappresentazione del santo protettore di Ferrara, in cui la dinamica frenesia del cavallo unita alla foga del cavaliere si distacca dalla più pacata tradizione agiografica, si pone in netto contrasto con una più quieta e soave raffigurazione delle facce interne delle ante, dedicate al tema dell'Annunciazione. Quest'ultima scena, che fungeva da accompagnamento visivo all'esecuzione musicale, si ispirava, per la monumentale parte architettonica, ad un modello al tempo celebre: le ante d'organo dipinte da Gentile Bellini intorno al 1464 per San Marco a Venezia.

I drappi di pere fanno riferimento all'incarnazione di Cristo.

Madonna announced (1467 - 1469) by Cosmè TuraMuseo della Cattedrale di Ferrara

I monocromi rappresentano le 7 divinità planetarie, i pianeti che ruotano attorno al sole, e l'Ottava Sfera, forse un rimando all'oroscopo natale di Cristo o a Maria Regina Coeli.

La colomba rimanda al tema della "conceptio per aurem", caro alla tradizione figurativa e tale per cui la fecondazione avviene attraverso l'orecchio, a giustificazione della verginità di Maria.

Credits: Story

Percorso a cura di Tatiana De Bartolo e Maria Chiara Mosele.

Ha collaborato Romeo Pio Cristofori.

Per approfondimenti si rimanda a "Museo della Cattedrale di Ferrara. Catalogo generale", a cura di Bernice Giovannucci Vigi e Giovanni Sassu, Edisai Edizioni, Ferrara 2010.

Credits: All media
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