Introduzione
Nel 2019 il Castello Estense ha ospitato la mostra "Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento“. Protagonista è stata la quadreria un tempo appartenente alla “Direzione Orfanotrofi e Conservatori” e ora di proprietà dell’ASP – Azienda Servizi alla Persona di Ferrara, depositata presso i Musei Civici cittadini dal 1974. Di seguito trovate la seconda parte del percorso, la prima è visitabile sulla medesima piattaforma di Google Arts and Culture.
Le forme del misticismo
Molti dei dipinti della collezione qui esposta sono ancora anonimi: l’intento di questa mostra è anche quello di stimolarne lo studio da parte degli studiosi. Esistono però dei temi iconografici ricorrenti. Uno di questi è senza dubbio la rappresentazione della contemplazione e del rapporto tra l’effigiato e il sacro.
Domenicano in preghiera davanti al Crocifisso (XVII secolo) di AnonimoMusei Ferrara
La collezione custodisce opere che offrono modi differenti di raffigurare il Crocifisso e la sua adorazione. In una di queste, un frate domenicano interagisce con l’oggetto della sua devozione in modo quasi fisico, toccandolo e ricevendo in dono il Sangue divino.
Madonna in preghiera (1750-1780) di Francesco PellegriniMusei Ferrara
La preghiera come contemplazione soave e serena è invece il tema dell’elegante "Madonna in preghiera", che sembra attribuibile a Francesco Pellegrini.
Santo Alberto Magno (XVII secolo) di Ambito di Carlo Bononi (?)Musei Ferrara
Il misticismo è declinato in modo differente in questa tela e nella successiva che raffigurano due santi in adorazione e dove è forte, seppure con cronologie e personaggi differenti, l’ispirazione ascetica tipica della Controriforma.
San Girolamo Emiliani (1669) di Ercole Graziani il vecchioMusei Ferrara
Natività di Cristo con Magi e pastori (1600-1620) di Angelo LionMusei Ferrara
L’adorazione del neonato Gesù è il tema centrale della “Natività di Cristo con magi e pastori”, opera del veneziano Angelo Lion che appare debitrice dei modelli iconografici e stilistici del grande Jacopo Bassano.
Le storie di San Giovanni Battista di Giuseppe Caletti detto il Cremonese
La collezione ex Orfanotrofi e Conservatori custodisce uno dei cicli pittorici più̀ singolari ed originali del Seicento ferrarese: le diciassette telette con le “Storie di san Giovanni Battista” di Giuseppe Caletti, pittore cremonese ma attivo a Ferrara. La serie fu dipinta per l’Oratorio di San Giovannino in una data non distante dal 1630. Venduto nel 1749 dai Massari dell’Oratorio per racimolare fondi da destinare al risanamento della chiesetta, il ciclo transita nella celebre collezione ferrarese Barbi Cinti per poi trovare dimora nella chiesa di San Giovanni Battista. Da qui, infine, approda al Conservatorio della Provvidenza, seguendo poi il percorso del resto della collezione.
Con tono quasi fiabesco, Caletti si dimostra qui narratore sopraffino: ogni momento della vita del santo è immortalato con una sorprendente freschezza e con una pennellata corsiva e libera. Protagonisti assoluti sono gli atteggiamenti ampiamente comunicativi delle figure, ma anche il paesaggio che quasi in ogni scena caratterizza l’ambientazione.
Incarcerazione del Battista (1630 circa) di Giuseppe CalettiMusei Ferrara
Un modo di raccontare il sacro che dovette piacere molto in città, anche dopo l’esecuzione del ciclo, perché, come racconta agli inizi del Settecento il biografo Girolamo Baruffaldi, le opere di San Giovanni Battista «andavano correndo per tutte le chiese di Ferrara in occasioni di festa», ovvero venivano esposte nei vari edifici di culto del territorio.
Erodiade fa seppellire la testa di San Giovanni (1630 circa) di Giuseppe CalettiMusei Ferrara
Il tramonto della pittura ferrarese
La pittura sacra a Ferrara nella seconda metà del Seicento e per tutto il Settecento vive una condizione di stasi che genera un revival di modelli cari alla tradizione locale. Non mancano però accenti di qualità e aperture alle novità provenienti dal Veneto o dalla vicina Bologna.
San Domenico e la Beata Vergine del Rosario (1700 ca.) di Francesco FerrariMusei Ferrara
Il confronto con il passato appare evidente nella “Madonna del Rosario”, che proviene dalla chiesa di Santa Barbara e che si data al 1700, quando il priore Domenico Gatti fa costruire una cappella dedicata a San Domenico e alla Vergine. Ne è autore il prolifico Francesco Ferrari, dominus della decorazione barocca cittadina, attivo in molte chiese della città (ad esempio in San Giorgio fuori le mura).
San Giovanni Battista alla fonte (1711 circa) di Giacomo ParoliniMusei Ferrara
A Giacomo Parolini, il migliore pittore attivo a Ferrara nel Settecento, spetta il vigoroso e baldanzoso “San Giovanni Battista”: dipinto nel 1711 circa, Il santo è qui effigiato con tratti di memorabile e inconsueta sensualità.
Allegoria della Castità (XVIII secolo (?)) di Francesco Parolini (?)Musei Ferrara
Rappresenta un mistero affascinante e in corso di studio l’“Allegoria della Castità”. Il soggetto fa riferimento a virtù̀ legate ad un Conservatorio femminile; ciò̀ ha indotto ad ipotizzare una provenienza dal soffitto della chiesa di Santa Margherita che presentava decorazioni analoghe, eseguite da Scarsellino e da Bononi, le quali, poco prima del 1773, furono ridipinte da Francesco Parolini, figlio del più̀ celebre Giacomo.
Santa Rosa da Lima riceve il Bambino dalla Beata Vergine (1759 circa) di Francesco PellegriniMusei Ferrara
Chiude idealmente questo percorso espositivo l’empatica e commovente dolcezza della “Santa Rosa da Lima” di Francesco Pellegrini del 1759 circa. Le zitelle del monastero della Rosa, effigiate ai piedi della Vergine, rappresentano l’ideale anello di congiunzione con le "sorelle” dipinte da Bastarolo quasi due secoli prima nell’oratorio di Santa Barbara.
"Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Seicento" è stata una mostra tenutasi al Castello Estense di Ferrara tra il 25 gennaio e il 26 dicembre 2019.
A cura di Giovanni Sassu, con la collaborazione di Romeo Pio Cristofori e Tito Manlio Cerioli.
Enti organizzatori: Comune di Ferrara, Fondazione Ferrara Arte e ASP - Azienda Servizi alla Persona
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